LUIGI CAPELLI
SERA AL LIDO
E ancora un’altra sera
naufraghi spensierati a questa riva
il fiotto ci solleva
dove il lago finisce
in una nera pozza di silenzio
Domani scioglieremo
dall’ormeggio in barca ancora e il gesto
sarà senza un sussulto,
senza un fremito d’ansia, sarà ancora
il gesto di chi sa
che è per celia, che a sera
senza avere passato il promontorio
rivolgerà la prua
a questa buía pista di cemento
dove si aspetta il vento
bevendo birra amara senza sete.
(da Perché alla vita, Cappelli, 1958)
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Luigi Capelli è un poeta italiano praticamente sconosciuto, attivo soprattutto negli anni '50 e '60. Qui dipinge un'immagine malinconica ed evocativa, un momento di quiete vissuto dopo il lavoro: le onde sciabordano a e il lago si spegne nel buio, ma già sorge la leopardiana attesa di rimettere in acqua la barca l'indomani.
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FOTOGRAFIA © WALLPAPERFLARE
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LA FRASE DEL GIORNO
Sola cosa sicura / (per averla esperita) / questa: essere una dura / fatica senza senso / né compenso la vita.
LUIGI CAPELLI, L'assurdo della vita
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Luigi Capelli (Lecco, 1914 - Varese, 2002), poeta italiano. Collaboratore di riviste letterarie, fu lettore per Mondadori. La sua poetica è una meditazione amara sul senso della vita, un costante colloquio con se stesso, un interrogarsi sul fine ultimo dell’esistenza.


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