domenica 22 maggio 2016

Un giorno di primavera

 

BILLY COLLINSBilly_Collins_2015

OGGI

Se mai ci fosse un giorno di primavera così perfetto,
reso ancor più bello da una calda brezza intermittente,

da spingerti a spalancare
tutte le finestre di casa,

e ad aprire la porticina della gabbia del canarino,
anzi, a rimuoverla dallo stipite,

un giorno in cui i vialetti di freschi mattoni
e il giardino che scoppia di peonie

sembrassero incisi nella luce del sole
da farti venir voglia di prendere

un martello per il fermacarte di vetro
del tavolino del salotto

e  liberare così gli abitanti
dal cottage coperto di neve

perché possano uscire
tenendosi per mano e ammirare

questa cupola più grande azzurra e bianca,
be’, oggi sarebbe proprio un giorno così.

 
(Today, da Nine Horses, 2002 – Traduzione di Franco Nasi)

.

Un giorno di primavera tanto bello da abbandonare ogni cosa e spingersi fuori sotto la cupola azzurra del cielo a danzare nel sole. Un giorno di primavera così bello da dare libertà a ogni cosa, ai canarini in gabbia, ai pupazzetti intrappolati nei fermacarte di vetro con la neve. Un giorno così – come capitano nelle belle giornate di primavera – è quello che racconta con la consueta leggerezza e la sottile vena ironica il poeta statunitense Billy Collins (New York, 1941).

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Peonie

FOTOGRAFIA © FINE GARDENING

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è un viaggio che inizia da un territorio chiaro e va verso qualcosa di misterioso. Mi piace fare viaggi immaginari mentre leggo poesia.

BILLY COLLINS

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