domenica 19 luglio 2009

Le “Note azzurre” di Dossi

Selva - di pensieri miei
e d'altrui
In seme
- in fiore
- in frutto
Lazzaretto dove il D. tiene in quarantena i propri e i pensieri altrui
Cervello di carta, aperto in sussidio
Dell'altro già zeppo
Granai di riserva per le probabili carestie.

Con queste parole che sembrano contenere in sé i germi del Futurismo lo scapigliato Carlo Dossi (1849-1910) presenta le sue “Note azzurre”, cinquemila pensieri, aforismi e riflessioni che spaziano dall’etimologia alla vita di amici letterati, dalle letture dei classici latini e greci e dei poeti italiani alle facezie dei vetturini. Talora tagliente, talora banale, il Dossi, in queste “Note” uscite postume nel 1964, annota tutto quello che gli passa per la mente, componendo uno zibaldone dove diluisce i suoi capricci, le sue ossessioni, le bizzarrie, il gusto di dissacrare tanto caro alla sua poetica.

Da “Note azzurre”, postumo, 1964:

17. O gente che scrivete per non esser capita, non sarebbe assai meglio taceste!

63. La terra produce i suoi frutti a date epoche, e così l'animo.

256. Si può scrivere usufruendo dell'ingegno altrui, non si può dell'altrui cuore.

474. Con l'amor non si scherza. Molti che cominciano fingendo amore, ci restano poi colti davvero.

934. L'umorista è l'avvocato delle cosidette cause perse, che egli riesce ancora, taluna volta, a 
salvare. L'umorista, in ogni fatto, cerca e trova il lato non conosciuto.

1315. Dicesi età dell'oro quella in cui oro non c'era.

1589. Il meditare da solo è onanismo - il pensare con altri (conversare) è coito.

1867. La mitologia è una filosofia a simboli, a pitture.

1873. Un libro indegno di essere letto una seconda volta è indegno pure di essere letto una prima.

2334. Io non scrivo mai il mio nome sui libri che compro se non dopo di averli letti, perché allora soltanto posso dirli miei.

2951. Fra molecola e molecola passa la distanza che passa fra stella e stella.

3148. Solo a cento leghe d'Italia, un italiano può simpatizzare con un altro italiano.

4971. I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.


Fotografia (C) Floriang



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LA FRASE DEL GIORNO
Una volta l'ingegno valeva qualchecosa di più che non ora. Una bell'ode ci dava un governo. Ma oggi, in cui tutto è irregimentato, protocollato, bollato, l'uomo d'ingegno e lo stolto si trovano a pari condizione. Ci è necessario far coda per procedere d'un passo. Se lo stolto innanzi non va, non sperar di avanzare, o tu, uomo d'ingegno.
CARLO DOSSI, Note azzurre, 3614

2 commenti:

Cotone ha detto...

E' lui che smise di scrivere poesie dopo aver letto Les fleurs?

DR ha detto...

Sì, proprio lui. Fu capace di ammettere l'inferiorità dei suoi versi davanti al genio di un altro. Tra i "link interessanti" qui a fianco ce n'è uno che rimanda all'edizione integrale online di tutte le "Note azzurre".

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