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venerdì 7 marzo 2025

D’occidente in oriente


CARLO BETOCCHI

DI MATTINA

Ancora una mattina
che non potrei tradirmi
se non, nube su nube,
decidermi a rivivere

tutto nel cielo, al suo
fantastico passaggio
d’occidente in oriente
da un mare senza mente

a un monte senza peso;
la verità che vive
nei cuori non si scrive
che misteriosamente.

(da Poesie, Vallecchi, 1955)

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E ch’ivi è il tutto, tutto ciò che io posso / saper di vero, anche se avvolto nel mistero / della cosa fatta dall’uomo, e che dall’uomo / prega per il di più che non può fare, / e i doni per cui fece, alti, ringrazia”. Il mistero dell'esistere è spesso sotto la lente dei versi di Carlo Betocchi: la verità delle cose è nella metafisica della mattina, nel suo cielo solcato da nuvole in movimento, segretamente vicina alla visione religiosa francescana del poeta.

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FOTOGRAFIA © MYRIAM PHOTOS/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

O benedetta, benedetta sia / la cristallina, / benedetta mattina: / benedetta la gente / che va che viene, / benedetta la mente che l'avvia, / ciascuno alla sua prova.
CARLO BETOCCHI, L'estate di San Martino

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Carlo Betocchi (Torino, 23 gennaio 1899 – Bordighera, 25 maggio 1986), poeta e scrittore italiano. Fra i poeti ermetici è considerato una sorta di guida morale. Tuttavia, contrariamente a loro, fondava le sue poesie non su procedimenti analogici che evocano significati, ma su un linguaggio diretto, sul realismo e sulla tensione morale.


giovedì 6 marzo 2025

Panchine tavolini punti precisi


MICHELE MARI

CI SONO PANCHINE

Ci sono panchine
tavolini
punti precisi di strade
che collegati in un reticolo
formano il disegno di un altra vita
In cui potremmo amarci

Fu il primo gioco della Settimana Enigmistica
cui sono stato ammesso da bambino
e non sapevo
che era il più importante.

(da Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007)

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L'amore impossibile di Michele Mari potrebbe trovare la sua realizzazione soltanto in un'altra dimensione, diversa da quella presente. È che ci sono stati bivi dove si è presa la strada sbagliata o punti dove non ci si è fermati per incontrarsi. Unirli, come nella "Pista cifrata" della Settimana Enigmista, è ormai un illusorio gioco della mente.

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FOTOGRAFIA © DREW RAE/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ero fatto per esserti fedele / ma tu mi sei passata davanti / come un treno che non ferma.
MICHELE MARI, Cento poesie d'amore a Ladyhawke

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Michele Mari (Milano, 26 dicembre 1955), scrittore, traduttore, poeta e accademico italiano. Nei suoi scritti i temi più ricorrenti sono quelli dell’infanzia e della memoria: in uno stile ricercato spesso usato in chiave gotica e barocca si ispira al genere horror e a quello della fantascienza.


mercoledì 5 marzo 2025

Continuerò come ora


ÁNGEL GONZÁLEZ

FINCHÉ ESISTERAI

Finché esisterai,
finché il mio sguardo
ti cercherà oltre le colline,
finché nulla
che non sia la tua immagine
mi riempirà il mio cuore, e ci sarà
una remota possibilità che tu sia viva
da qualche parte, illuminata
da una luce - qualsiasi...
                                            Finché
presentirò che tu ci sei e che ti chiami
così, con quel tuo nome
così breve,
continuerò come ora, amore
mio,
sopraffatto dalla distanza,
sotto quell'amore che cresce e non muore,
sotto quell'amore che continua e non finisce mai.

(da Aspro mondo, 1956)

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L'esistenza della donna amata è una condizione per la sopravvivenza dell'io poetico amante? No, naturalmente. E tantomeno è un ostacolo la distanza, come chiaramente sostiene in questa bellissima poesia Ángel González: il sentimento ignora la lontananza e l'invecchiamento, implicando l'eternità di questo amore.

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FOTOGRAFIA © OLCAY ERTEM/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non sente la tua assenza il sentimento. / La sente il corpo.
ÁNGEL GONZÁLEZ, Aspro mondo

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Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.


martedì 4 marzo 2025

Le maschere e i volti


ALEXIS DÍAZ PIMIENTA

FESTA IN COSTUME, I

La vita è come una festa in costume
in una stanza di specchi a rovescio
e noi vi proviamo travestimenti
e frasi e risate e disgusto e vestiti
e baci e scarpe e maschere e libri
preservativi e battiti del cuore
e cravatte e paure e che cosa fai
e come stai e mercoledì e oblii.
La vita è come una festa in costume
con le maschere e i volti travisati,
con degli specchi falsi e specchi veri,
con occhi sordi e con orecchi ciechi.
La vita è come una festa in costume:
un’eterna danza tra sconosciuti.

(da Festa in costume, 2008)

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Carnevale. Il poeta cubano Alexis Díaz Pimienta rappresenta un ballo in maschera in cui ognuno recita la sua parte di identità e di finzioni, di come si è e di come si vuole apparire. Ma, attenzione, quella festa in costume, quel modo di relazionarci con gli altri, non è solo il martedì grasso – o il sabato successivo, per gli ambrosiani – ma in realtà l’intera vita, fatta di verità e menzogne, di travestimenti e di specchi che ci riflettono talora diversi da come siamo.

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IMMAGINE GENERATA CON IA © GBTAYLOR/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Siamo tutti – no, non illudetevi – / manichini parlanti. In me si provano / le maschere gli altri, quelli che trasportano /la mia dentro la sacca per cambiarsi.
ALEXIS DÍAZ PIMIENTA, Festa in costume

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Alexis Díaz Pimienta (L'Avana, 25 agosto 1966), poeta e scrittore cubano. Direttore della Cattedra di Poesia Improvvisata presso l'Università delle Arti, autore di romanzi, racconti, poesie e letteratura per bambini e ragazzi, è considerato uno dei più grandi ricercatori e professionisti dell'improvvisazione ("repentismo") a livello internazionale.


lunedì 3 marzo 2025

Almeno a parole


CAROL ANN DUFFY

PAROLE, NOTTE IMMENSA

Da qualche parte al di là di questa notte immensa
e dello spazio che ci separa, ti penso.
La stanza si allontana lenta dalla luna.

È piacevole. O dovrei cancellarlo e dire
che è triste? In uno dei tempi intono
un impossibile canto di desiderio che tu non senti.

La lala la. Vedi? Chiudo gli occhi e immagino
i cupi colli che dovrei attraversare
per raggiungerti. Perché sono innamorata di te

e questo è ciò che si prova, almeno a parole.

1990

(da Lo splendore del tempio, Crocetti, 2012 - Traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera)

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Amore, desiderio e lontananza. Temi classici della poesia di ogni tempo. La poetessa scozzese Carol Ann Duffy, conscia della difficoltà di esprimere con le parole la forza della passione, compie però, con quello che ha a disposizione, un tentativo per dire la sua voglia di essere con l'amata, in quell'altrove che al momento le è negato.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Cieli immensi ci congiungono, unendo qui a lì. /  Desiderio e passione nell’aria che pensa.
CAROL ANN DUFFY, Lo splendore del tempio

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Carol Ann Duffy (Glasgow, 23 dicembre 1955), poetessa e drammaturga scozzese, direttrice dei corsi di scrittura creativa presso la Manchester Metropolitan University e, dal 1º maggio 2009 Poeta Laureato del Regno Unito. Nelle sue poesie dà spesso voce a personaggi di outsiders.


domenica 2 marzo 2025

La seta


RITA DOVE

SCIARPA

Chi sostiene che la bellezza
risieda nell'occhio
di chi guarda
ha dimenticato la musica
che crea la seta
avvolgendosi
su un collo
nudo: pelle mai toccata
così delicatamente se non
da un bambino
o da un amante.

(da Playlist per l'Apocalisse, 2021)

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Una sciarpa di seta: la poetessa statunitense Rita Dove, con gli stessi tocchi delicati e aggraziati, ricrea con le parole la sensazione di essere avvolti dalla leggera e vellutata sinuosità del tessuto. La bellezza si sposta dal colore, dal disegno, dall'emozione visiva al piacere della sensazione tattile.

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IMMAGINE GENERATA CON AI © BEASTERNCHEN/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il foulard di seta è l'addio di una carezza.
RAMÓN GÓMEZ DE LA SERNA, Greguerías

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Rita Frances Dove (Akron, Ohio, 28 agosto 1952), poetessa e scrittrice statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer per la poesia 1987. La sua opera è originale per le varie tematiche affrontate e la meticolosa ricerca linguistica con cui riesce a catturare e trasferire sul foglio emozioni complesse.


sabato 1 marzo 2025

Poesie per marzo XI


Il marzo pazzerello di tanti proverbi, quello che "vede il sole e apre l'ombrello", appare nei versi torinesi del poeta parnassiano Francesco Pastonchi: un giorno la neve sulle rive del Po, l'altro un brillante anticipo d'estate. Daria Menicanti guarda invece speranzosa a questa bellezza di marzo, a questo splendore che annuncia l'arrivo della primavera con i suoi fiori e con il nuovo verde dei prati.

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FOTOGRAFIA © MANULISCIOUS/PIXABAY

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FRANCESCO PASTONCHI

MARZO

Ieri, giochi di marzo, i praticelli
incipriati di neve e il Po nero;
oggi sereno che abbaglia su l'acque,
e le barche già cullano l'estate.
Torino, in una frale filigrana
d'alberi con le rivelate strade,
bella, e con quell'assistere di monti.

(da Endecasillabi, Mondadori, 1949)

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DARIA MENICANTI

MARZO

Con occhi vecchi e saggi
allegri e saggi
guardo alla vita
ai bei sette colori
dell’aria, alberi effusi
e l’innocenza tutta in fiori aperta
della prima erba.
Il cielo si socchiude
il vento strappa a latrati le nubi.
Lunga fu la pazienza dell’inverno,
ma oggi è un sorso di felicità.

(da Poesie per un passante, Mondadori, 1978)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Marzo è un fanciullo in ozio, a cavalcioni / sul vento che sepàra due stagioni; / e, zufolando, fa, per suo capriccio, / con strafottenti audacie, / il tempo che gli piace.
ARTURO ONOFRI, Vincere il drago!

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Francesco Pastonchi (Riva Ligure, 31 dicembre 1874 – Torino, 29 dicembre 1953), poeta e critico letterario italiano. La sua poesia si svolse in origine secondo modi parnassiani e soprattutto dannunziani, lontana da ogni vera intimità e sensualmente intesa alla ricerca della bellezza formale, facendosi con il tempo più malinconica e meditativa.


Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.