lunedì 27 marzo 2023

La poesia e il papavero


HARRY MARTINSON

RELAZIONE

Tra la poesia che vive nel tuo cuore e il papavero c'è un contratto
scritto dal vento e firmato dalla distruzione.
È scritto con una piuma di gru
imbevuta di sangue di libellula.
Per entrambi il problema consiste
nel saper ingannare la vita con astuzia
in modo che dia il suo profumo alle parole e così queste
possano far nascere sogni concreti.
Sì, i sogni devono essere costruiti più forti delle città
e devono essere rattoppati ogni giorno
e riparati dopo gli attacchi quotidiani e corrosivi del dente dell’utilità
che è peggio del dente del tempo.

(da Le erbe nella Thule, 1958)

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Il poeta svedese Harry Martinson, Premio Nobel per la Letteratura nel 1974, si interroga sul compito della poesia e lo fa a suo modo, contemplandone il valore nei termini della sua esperienza nella natura. La poesia dunque è come il papavero, è bellezza e leggerezza, attiene alla sfera del sogno e astrae da qualsivoglia utilità.

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FOTOGRAFIA © PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Se possiedi due monete di rame, disse Li-Ti durante un viaggio, / compra una pagnotta e un fiore. / Il pane è lì per saziarti / Il fiore che compri è per dirti / che la vita vale la pena di essere vissuta.
HARRY MARTINSON, Le erbe della Thule




Harry Martinson (Jämshög, 6 maggio 1904 – Stoccolma, 11 febbraio 1978,) scrittore e poeta svedese. Nel 1949 venne eletto membro dell'Accademia Svedese. Nel 1974 gli venne conferito il Premio Nobel per la letteratura, insieme al connazionale Eyvind Johnson con la seguente motivazione: “per una scrittura che cattura le gocce di rugiada e riflette il cosmo”.


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