giovedì 19 febbraio 2009

Il mattino di Luzi


LA NOTTE LAVA LA MENTE

La notte lava la mente.

Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.

Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.



La notte, il riposo che ridona al mondo un nuovo giorno, che dà una nuova opportunità con l'alba e apre a nuove speranze, è passata. Mario Luzi coglie questo momento, l'inizio di un nuovo giorno, nella poesia "La notte lava la mente".

Ebbene, i pensieri sono rimasti nel giorno trascorso, la mente ha usato il sonno come un parziale reset per ritrovare vigore. E tutti sono pronti a ricominciare. Luzi ci presenta la gente come una folla da limbo dantesco: una "fila d'anime" che ha ancora i suoi slanci ed i suoi problemi, ed è stata lanciata nell'avventura di un'altra giornata - forse questa è la pena, vivere. Il poeta toscano, ancora una volta, sceglie di condividere la precarietà dell'esistenza, i messaggi negativi della condizione umana: anch'egli è parte di quel mondo, di quelle anime che vagano in una sofferenza che Bàrberi Squarotti, parlando della poetica di Luzi, definì "espiazione purgatoriale".

E allora si vive: "segni di vita" si palesano sul mare, che sia una vela o un peschereccio, che sia qualcuno che traccia segni con un bastoncino sulla sabbia bagnata o un isolato volo di gabbiani. Puntini nella piccola porzione di universo che il poeta può osservare. 


Edward Hopper, "Le rivage abrité"


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LA FRASE DEL GIORNO
E poiché non è possibile tenere sempre gli occhi chiusi, ecco che si manifesta il vero disturbo - la sofferenza del cuore - la sofferenza del mondo.
JOSEPH CONRAD, Lord Jim

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