lunedì 11 gennaio 2016

Sotto le immobili parole

 

FRANCO FORTINI

ALTRA ARTE POETICA

Esiste, nella poesia, una possibilità
che, se una volta ha ferito
chi la scrive o la legge, non darà
più requie, come un motivo
semi modulato semi tradito
può tormentare una memoria. E io che scrivo
so ch’è un senso diverso
che può darsi all’identico
so che qui ferma dentro il verso resta
la parola che senti o leggi
e insieme vola via
dove tu non sei più, dove neppure
pensi di poter giungere, e cominciano
altre montagne, invece, pianure ansiose, fiumi
come hai visti viaggiando dagli aerei tremanti,
Città impetuose qui, sotto le immobili
parole scritte tue.

1957

(da Poesia e errore, 1959)

.

“Dichiara che il canto vero / è oltre il tuo sonno fondo / e i vertici bianchi del mondo / per altre pupille avvenire” aveva scritto Franco Fortini (1917-1994) una decina di anni prima di questi versi in una poesia intitolata Arte poetica. Un poeta lo sa che le parole che scrive, una volta sulla carta o su schermo, non sono più sue: prendono vita, si lasciano afferrare come farfalle da chi li legge, si lasciano spillare in un album di emozioni che non sono le stesse di scrive.

.

Olbinski

RAFAL OLBINSKI, “LETTERS TO EUROPE”, PART.

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia / non muta nulla. Nulla è sicuro. Ma scrivi.
FRANCO FORTINI, Una volta per sempre

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