Poeta poco noto è Elpidio Jenco (1893-1959) napoletano trapiantato in Versilia, che fu tra i fondatori del Premio Viareggio con Rèpaci, Conti e Colantuoni. Eppure la sua è una poesia pura, espressa con uno stile nitido che ha imparato la lezione degli studi dell'haiku giapponese e che risulta melodica e decorativa.
Jenco racconta una vita amorosa e segreta, un intimo sguardo sotto la traccia delle cose per sorprendere il barbaglio leggero della bellezza, colta in senso platonico.
CONGEDO
Mi libero negli spazi
da questo grumo di argilla pesa,
e mi sento affiorare
alla superficie dell'infinito,
come una polla d'acqua
che salga alle radici del mare.
da "Poemi della primalba", 1918
RESPIRO
Questo tremor d'acque argentate
è il respiro pacifico della montagna
che tutta amorosa dolcezza
di chine nel lago si bagna,
alla luna di mezza estate...
da "Cenere azzurra", 1932
MAGGIO
Questa notte di lucciole,
pei silenzi odorosi
del fieno e del grano,
sanno di fresco di luna
le rugiade sull'erba....
da "Essenze", 1933
BIBLIOGRAFIA
Poemi della primalba, La Diana, Napoli 1918
Notturni romantici, La Diana, Napoli 1928
Acquemarine, La Diana, Napoli 1929
Cenere azzurra, Augustea, Roma 1932
Essenze, Degli Orfini, Genova 1933
35 liriche, Poeti nuovi, Asti 1935
La vigna rossa, Liguria, Genova 1955
Marsilvana, Maia, Siena 1959
Virginio Bianchi, “L’amico Elpidio Jenco”
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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è come la pittura.
ORAZIO, Arte poetica
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