lunedì 24 luglio 2017

E le lettere d’amore


JOAN MARGARIT

NON GETTARE LE LETTERE D’AMORE

Non gettare le lettere d’amore.
Non ti abbandoneranno.
Il tempo passerà, svanirà il desiderio
- questa freccia d’ombra -
e i volti sensuali, belli e intelligenti,
si celeranno in te, in fondo a uno specchio.
Scivoleranno gli anni. Ti stancheranno i libri.
Scenderai sempre più in basso
e, perfino, perderai la poesia.
Il rumore della città dietro i vetri
finirà per essere la tua unica musica,
e le lettere d’amore che avrai conservato
saranno la tua ultima letteratura.

(da Acqueforti, 1998)

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Il tempo passa modificando le cose. Joan Margarit (Sanaüja, 1938), poeta catalano, riflette sulla vecchiaia, sull’importanza e sul valore delle cose in periodi ed età diverse della nostra vita. Luis García Montero parla di “una vendetta morale contro il tempo, un diritto contro la realtà”: ciò che queste lettere d’amore, retaggio di noi, incarnano ancora.

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Lettere

FOTOGRAFIA © XQXTP

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LA FRASE DEL GIORNO
L’arte non è distinta dalla vita
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JOAN MARGARIT, Acqueforti

domenica 23 luglio 2017

Per amore


MARÍA DO ROSARIO PEDREIRA

SI RICORDAVA DI LUI

Si ricordava di lui e, per amore, anche se pensava
a un serpente, avrebbe detto solo un arabesco; e avrebbe nascosto
nella gonna il morso caldo, la ferita, l’impronta
di tutti gli inganni, avrebbe fatto quasi tutto

per amore: avrebbe dato il sonno e il sangue, la casa e la felicità,
e avrebbe custodito silenziosi i fantasmi della paura, che sono
i padroni delle più grandi verità. Già un’altra volta aveva mentito

e per amore si sarebbe seduta alla tavola di lui
e avrebbe negato che lo amava, perché amarlo era un inganno
ancora più grande che mentirgli. E, per amore, si mise

a disegnare il tempo come una linea stordita, sempre
al cadere di una pagina, a prolungare il mancato incontro.
E faceva stelle, anche se pensava alle croci;
arabeschi, anche se ricordava solo serpenti.

(da La casa e l’odore dei libri, Librati Edizioni, 2008 - Traduzione di Mirella Abriati)

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Per amore si può fare di tutto, anche rinunciare all’amore e continuare a coltivare un sogno impossibile, come questo della poetessa portoghese María do Rosario Pedreira (Lisbona, 1959), che continua a narrare il suo abbandono, la sua nostalgia, quel triste senso di cose perdute così tipico del fado, la musica tradizionale della sua terra.

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Clark

CHRISTOPHER CLARK, “AMORE IN UN CAMPO DI PAPAVERI”

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LA FRASE DEL GIORNO
Le sere vanno ripetendosi sul terrazzo, dove le parole sono piccoli luoghi della memoria / (…) Lontano da casa ho sogni che non racconto a nessuno.
MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA, La casa e l’odore dei libri

sabato 22 luglio 2017

L’arpa dimenticata


GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER

DEL SALOTTO NELL’ANGOLO BUIO

Del salotto nell' angolo buio,
dal suo padrone forse dimenticata,
silenziosa e coperta di polvere,
si vedeva l'arpa.

Quante note dormivano sulle corde,
come uccelli che dormono sui rami,
sperando la mano di neve
che sa come strapparle!

Ahi! - pensai - Quante volte il Genio
così dorme nel fondo dell'anima,
e una voce, come Lazzaro, aspetta .
che gli dica: «Alzati e cammina!».

(Rima VII, da Rime, 1871– Traduzione di Marina Cepeda Fuentes)

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Un’arpa giace abbandonata in un polveroso salotto: è l’analogia che il poeta spagnolo Gustavo Adolfo Bécquer (1836-1870) sceglie in questa sua Rima per rappresentare l’ispirazione, la Musa addormentata che attende di essere miracolosamente risvegliata.

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Williams

ROBERT DALE WILLIAMS, “NATURA MORTA CON VIOLA E ARPA”

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LA FRASE DEL GIORNO
I poeti cercano l'ispirazione lontano, mentre essa è nel cuore.

ALPHONSE DE LAMARTINE, Graziella

venerdì 21 luglio 2017

Eau de parfum


AURORA LUQUE

EAU DE PARFUM

Dell’infanzia, l’odore
del muschio nei fossi,
del fango, delle more
e l’estrema violenza di imparare.

Del mare, l’ultima nota
dell’ultima onda vista
prima di tornare e convincerci
che non arriveranno sirene.

Della notte, le leggere sfumature
di un profumo italiano
ancora di moda.

Del tuo corpo, l’aroma
di un libro di avventure
letto ancora una volta;
ma anche di oleandri
desolati in fiamme.

Odora di vita bruciata.

(da Problemi di doppiaggio, 1982)

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La vita ha profumi e odori che l’accompagnano: l’aroma che sa riaccendere memorie sopite, e poi quello delle emozioni associate, quello del lusso, quello dell’amore e dell’eros. La poetessa spagnola Aurora Luque (Almería, 1962) ripercorre i suoi in questa sinestesia lirica.

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Chanel

ANDY WARHOL, “CHANEL N.5”

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LA FRASE DEL GIORNO
Basta sfiorare il filo teso di un profumo che i ricordi risuonano immediatamente.

DIANE ACKERMANN

giovedì 20 luglio 2017

I poeti prudenti


ÁNGEL GONZÁLEZ

ORDINE (POETICA CUI ALTRI SI DEDICANO)

I poeti prudenti,
come le vergini — quando c’erano —,
non devono staccare gli occhi
dal firmamento.
Oh, tu, intrepido forestiero
che guardi gli uomini:
contempla le stelle!
(Il Tempo, non la Storia).
Evita
l’oscena chiarezza.
                             (Cave canem).
E innalza il mistero.
                              Sii puro:
non fare nomi; non illuminare.
Che la tua parola oscura si versi nella notte
tetra e senza senso
come l’istante della tua vita.

(da Mostra di alcuni procedimenti narrativi e delle attitudini sentimentali che abitualmente comportano, 1976)

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Il poeta spagnolo Ángel González (1925-2008) lancia un’ironica invettiva contro un certo genere di poeti, i “novissimi” pseudoesistenzialisti degli Anni ‘70, dediti a una poesia astratta e lussuosa, pura, estetica, centrata più sull’arte che sulla vita: un attacco frontale in piena regola, senza risparmiare alcun colpo. Tutto il contrario di quello che lui stesso mette in pratica di solito: “Scrivere una poesia: riempire d’acqua un otre. / Delicatamente, i segni / si deformano, si allargano, / esprimono ciò che vogliono / la brezza, il sole, le nuvole, / si distendono, si tendono, finché / l’uomo che li guarda – / – calato il vento, / alta la luce – / o vede il suo volto / o – trasparenza pura, profondo / fallimento – non vede nulla”.

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Schloe

ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia sei tu / disse un poeta / – ed era certamente vero – / guardando il dizionario.

ÁNGEL GONZÁLEZ, Mostra di alcuni procedimenti narrativi

mercoledì 19 luglio 2017

E dimenticare quale


ANISE KOLTZ

SERA I

Sotterrare il giorno
in un monticello di terra
e dimenticare
quale

(da Il circo del sole, 1966)

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Quattro versi che evocano un’immagine: la poetessa lussemburghese Anise Koltz (Eich, 1928) riesce a esprimere in un tratto così breve il viaggio interiore che facciamo alla fine di ogni giorno, il percorso della giornata che liquidiamo prima di andare a dormire, l’operazione della nostra coscienza che si libera per abbandonarsi al sonno.

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Buzzati

DISEGNO DI DINO BUZZATI

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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni giorno / il nostro destino vacilla / ogni giorno / la bibbia è da riscrivere / sotto la luce glaciale / del mondo.
ANISE KOLTZ, Il paradiso brucia

martedì 18 luglio 2017

Musico cuore


SIBILLA ALERAMO

CHIUDO IL TUO LIBRO

a Dino Campana

Chiudo il tuo libro,
snodo le mie trecce,
o cuor selvaggio,
musico cuore…

con la tua vita intera
sei nei miei canti
come un addio a me.

Smarrivamo gli occhi negli stessi cieli,
meravigliati e violenti con stesso ritmo andavamo,

liberi singhiozzando, senza mai vederci,
né mai saperci, con notturni occhi.

Or nei tuoi canti
la tua vita intera
è come un addio a me.

Cuor selvaggio,
musico cuore,

chiudo il tuo libro,
le mie trecce snodo.

Mugello, 25-7-1916

(da Un viaggio chiamato amore, Feltrinelli, 2000 – a cura di Bruna Conti)


Addentriamoci ancora nella tormentata storia d’amore tra Dino Campana e Sibilla Aleramo (1876-1960): la poetessa si trova a passare quindici giorni di villeggiatura in una casa di campagna prestata da amici a Borgo San Lorenzo, “La Topaia” e tiene un serrato scambio epistolare con il poeta toscano, che non ha ancora incontrato: “Volevate un mio ritratto, e invece vi mando delle parole, stampate! Mah, le fotografie non mi somigliano. Ci vedremo, una volta”. La poesia, scritta a inchiostro, su una sola facciata, è una sorta di dicotomia tra vita e cuore, tra poesia e realtà, e venne inviata a Campana qualche giorno prima dell’incontro dei primi di agosto a Marradi: da allora nell’epistolario passeranno dal “voi” al “tu”: “Tremo aspettando che tu mi scriva, M’hai amato, quei giorni. T’ho avuto tutto nel primo sguardo, così interamente”.

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Aleramo

SIBILLA ALERAMO RITRATTA DA MARIO NUNES VAIS

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LA FRASE DEL GIORNO
M'hai detto: «Tu non dici: sempre, mai, come le altre». Ma stasera mi sembra che mai io mi sia sentita davanti all'amore una così piccola cosa oscura.
SIBILLA ALERAMO, Lettera a Dino Campana, 7 agosto 1916

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