venerdì 29 luglio 2016

Ogni cosa amorosa

 

ALFONSO GATTO

SOGNO D’ESTATE

Trapeli un po’ di verde
il limone, il sifone,
il piccolo portone
della pensione,
trapeli il blu,
anche tu
vestita col tuo nudo rosa,
ogni cosa amorosa.
Amore è amore
liscio alla sua foce.
Un’alpe zuccherina,
l’amore è brina.
Che sogno averti vicina
notturna, fresca, sottovoce.

(da Osteria flegrea, Mondadori, 1962)

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Una fresca poesia amorosa che ha il sapore dell’estate e della villeggiatura – il limone, la pensione – e che assume i toni sommessi tipici di Alfonso Gatto (1909-1976): l’apparizione della ragazza è la stessa di un’altra sua poesia: “Lontana come i tuoi occhi / tu sei venuta dal mare, / dal vento che pare l'anima”.

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Giardino

VITTORIO GIARDINO, “PORTA D’ORINETE”, PART.

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LA FRASE DEL GIORNO
Ti stringo per dirti che i sogni / son belli come il tuo volto, / lontani come i tuoi occhi
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ALFONSO GATTO

giovedì 28 luglio 2016

La luna nei tuoi occhi

 

PEDRO CUADRO HERRERACuadro Herrera

MOMENTI

C’è la luna nei tuoi occhi
nata dal grembo dei miei sogni
stella di vetro con musica
e bagliori viola,
il riflesso del tuo amore
il profumo del mio amore.

Che magnolia infinita
le tue dita imprigionate
nelle mie…

E la gente?

La gente...!
carezzevole uragano all’assalto
ti guarda…
Ci guarda nudi
vestiti di petali,
soltanto,
come ombre, soltanto.

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C’è l’amore nei versi di Pedro Cuadro Herrera (1963-2015), poeta e professore di letteratura colombiano assassinato durante una rapina ad opera di una gang. È l’amore sensuale che nasce nell’intimità e sembra infinito, ma che poi si trova a cozzare fuori dal sogno, fuori dalla coppia, con la realtà.

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Mani

FOTOGRAFIA © ON I ONA

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore è come guardare mille petali / guardare i sentimenti della tua anima.
PEDRO CUADRO HERRERA

mercoledì 27 luglio 2016

La luce

 

PABLO ANADÓNPablo Anadón

LA LUCE DELLA CUCINA DI MATTINA

La luce della cucina di mattina
quando la casa è ancora al buio
e tutti dormono, e nei vetri
il giorno è una sensazione
simile alla speranza e alla nostalgia.
La luce della cucina quando il sole appare
arancione tra i rami neri
e i fiori azzurri della jacaranda
e l’uomo fa il caffè,
sfoglia un libro, si affaccia nel cortile
e pensa che forse pioverà,
che è quasi l’ora
di svegliare sua moglie,
che c’è il bucato steso sul filo,
che il silenzio e l’odore di umido
gli ricordano la sua infanzia,
che la vecchiaia si avvicina
e la poesia si allontana
e che ancora non sa vivere.

(da La mesa de café y otros poemas, 2003)

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C’è questo momento – “quando la notte è a svanire” usando un celebre verso di Ungaretti – in cui tutto appare come sospeso, rarefatto, quasi immobile: l’alba sta per arrivare, la luce tra poco apparirà ai vetri, il giorno potrà finalmente nascere ma senza fretta, c’è ancora tempo per fare le cose, per bighellonare qua e là per la casa prima del pieno risveglio. È questo il dolce tempo protagonista di questi versi del poeta argentino Pablo Anadón (Córdoba, 1963): è il momento in cui si può anche dialogare serenamente con se stessi, ragionare dei massimi sistemi e delle piccole cose quotidiane.

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bottles-provincetown-sunrise

SCOTT PRIOR, “BOTTLES, PROVINCETOWN SUNRISE

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LA FRASE DEL GIORNO
È questa l’ora che pare possibile / ogni speranza umana, e il nostro esilio / d’una segreta melodìa s’indora.
CARLO MARTINI, I miei amici dell’alba

martedì 26 luglio 2016

Senza alcuno strumento

 

ADAM ZAGAJEWSKIAdam-Zagajewski-350x402

LÀ, DOVE IL RESPIRO

Sta sulla scena
senza alcuno strumento.

Appoggia le mani sul petto,
là dove nasce il respiro
e dove si spegne.

Non sono le mani a cantare
E nemmeno il petto.
Canta ciò che tace.

(Da Della vita degli oggetti, Adelphi, 2012 - Traduzione di Krystyna Jaworska)

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“Questo mondo ricreato dall’arte non è un luogo di fuga, al contrario è in relazione con la cruda realtà di questo secolo” scriveva il Premio Nobel polacco Czesław Miłosz delle poesie del suo connazionale Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 1945): così si può intravedere il poeta in questo personaggio sulla scena che “canta” con il silenzio: “Egli agisce, nel fulgore e nelle tenebre, / nel fragore delle cascate e nel silenzio del sonno, / ma non come annunciano i vostri / pastori, che restano ben protetti. / Cerca la linea più distante, / una strada così lontana che quasi / non si vede”.

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Cheval

DIPINTO DI MICHAEL CHEVAL

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia, come la letteratura, come il linguaggio, scopre all’interno del mondo un livello che non è osservabile nella realtà, e così facendo cambia qualcosa nell nsotre vite, espande in qualche modo lo spazio in cui siamo.
ADAM ZAGAJEWSKI, Poets & Writers, 13 agosto 2004

lunedì 25 luglio 2016

È il ricordo

 

SILVIO RAMATRamat

(QUANTI ANNI)

Dàmmi una voce – dàmmi sulla voce.
Con paura te lo chiedo – con voglia.
Quanti anni, più sventati d’una foglia,
avuti e persi. Di là dalla soglia
concordata, dove saprò posarmi,
funzionano i tuoi guinzagli, le tue
amorose tagliole? Sullo sfondo
un me carponi s’affanna a schivarle:
ma non è te che fugge, non il taglio
del tuo laser onnivoro – è un bruciore
di spezieria, l’abbaglio del mortaio
che nel retrobottega pesta fino,
fino, da metter brividi. È il ricordo.

(da Per more, Croecetti, 2000)

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Il tempo che scorre inesorabile, virgilianamente irreparabile e lascia i suoi buchi. Il ricordo è quello che del tempo rimane, passato attraverso il tritacarne degli anni e della memoria: il critico e poeta Silvio Ramat (Firenze, 1939) prova con difficoltà a sottrarsi alla sua forza.

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Helmantel

DIPINTO DI HENK HELMANTEL

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LA FRASE DEL GIORNO
Il solito dubbio: se ricordare o dimenticare, rompere i ponti col passato o scaldarselo in cuore come una serpe.
GESUALDO BUFALINO, Il malpensante

domenica 24 luglio 2016

Diventando te

 

GENRICH SAPGIRSapgir

TI CONOSCO A MEMORIA E TUTTAVIA

Ti conosco a memoria e tuttavia
non ti conosco – ogni volta riconosco
i capelli con le labbra, le labbra con la lingua –
e muovendomi dentro di te riconosco le pupille
che si restringono irriconoscibili...
ogni mia vena vuole conoscere una delle tue
sei forse gioiosa e grata come lo sono io
diventando te e annullandomi –
ecco che vuol dire nella Bibbia: la conobbe!

(da La nuova poesia russa, Crocetti, 2003 – Traduzione di Paolo Galvagni)

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Qualche giorno fa ho proposto una poesia di Amalia Bautista il cui tema era il fatto di conoscere l’amato fino al punto di sentirlo come una parte di sé. Anche in questi versi del poeta russo Genrich Sapgir (1928-1999), ostile all’URSS e perciò a lungo semiclandestino, ritorna quel desiderio alla fine impossibile - che può trasformarsi in ossessione o ansia - di sapere tutto dell’amata o dell’amato e che Sapgir intravede appena nella fusione sessuale di due corpi.

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Lovers

LEONID AFREMOV, “LOVERS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Nella Bibbia l'uomo e la donna «si conoscono» quando una vita sigilla l'altra con le parole e i gesti dell'amore. E questa «conoscenza» è il massimo che un essere umano possa dare a un altro essere umano.
SÁNDOR MÁRAI, La sorella

sabato 23 luglio 2016

Il tuo respiro

 

GHIANNIS RITSOSyannis_ritsos2

NEL CENTRO DEL VERSO

Nel centro del verso
tu e tu.
Il tuo respiro riempie
tutte le parole,
tutto il silenzio.

(in Corpo nudo, da Erotica, Crocetti, 1981 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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“Non avevo da aggiungere / altro verso, / altra parola. / Nel tuo corpo vivevo /
tutta la poesia”: come un liquido versato in un recipiente l’amata – la musa – viene a riempire ogni spazio per il poeta greco Ghiannis Ritsos (1909-1990), è la voce della poesia ma anche il suo silenzio, è il dolce lamento della memoria e il dolore acuto dell’assenza.

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Tzadok

PARTICOLARE DI UN DIPINTO DI OSNAT TZADOK

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LA FRASE DEL GIORNO
Quanto dicemmo, / quanto non dicemmo / sostiene la poesia.
GHIANNIS RITSOS, Erotica

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