giovedì 26 marzo 2015

Lettere d’amore

 

FERNANDO PESSOAPessoa

TUTTE LE LETTERE D’AMORE SONO RIDICOLE

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.

La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

21-10-1935

(Todas as cartas de amor sao ridiculas, da“Poesie di Álvaro de Campos, Adelphi, 2003 – Traduzione di Antonio Tabucchi)

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Sarà poi vero che le lettere d’amore sono ridicole, come sostiene Fernando Pessoa (1888-1935) qui travestito sotto le mentite spoglie del suo eteronimo Álvaro de Campos? Lo possono essere perché fuori contesto, perché lette al di fuori della coppia cui sono riservate diventano materiale per voyeur, perché contengono segreti che non devono essere rivelati. Ma in realtà - come Pessoa alias Álvaro de Campos sa bene, tanto da definire ridicoli coloro che non ne hanno mai scritte - ha ragione lo scrittore francese Léon Bloy: “Regola assoluta. Un atto d’amore non può mai essere ridicolo”.

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Love letter

TOM BROWN, “LOVE LETTER”

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LA FRASE DEL GIORNO
Una lettera d'amore. Nessun genere epistolare è meno difficile: ci vuole soltanto dell'amore.
RAYMOND RADIGUET, Il diavolo in corpo

mercoledì 25 marzo 2015

Scorre la Senna

 

JOSÉ EMILIO PACHECOPacheco

ÎLE SAINT-LOUIS

Dal balcone il Pont de la Tournelle.
Una ragazza si ferma e guarda.
Scorre la Senna.
Interrotta un istante dall’isola,
corre all’incontro delle sue stesse acque.
Acque verdi di muschio, acque verdi
del verde di mille estati.
La ragazza si allontana, se ne va,
si perde nei miei occhi per sempre.
Arde la stessa rosa in ogni rosa.
L’acqua è simultanea e successiva.
Il futuro è passato.
Il tempo nasce
da un’eternità che si scongela.

(Île Saint-Louis, da Irás y no volverás, 1973)

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Sembra la ragazza tenue di Nostalgia di Ungaretti questa che guarda la Senna dal Pont de la Tournelle, il ponte di cemento armato che attraversa il fiume e consente di raggiungere l’Île Saint-Louis dalla rive gauche. Il poeta messicano José Emilio Pacheco (1939-2014) da un balcone fa quello che fanno i poeti, osserva: e in quella passante che per un momento si ferma a contemplare le acque verdi della Senna legge l’amore e la morte, lo scorrere del tempo, il fluire della vita come la Senna.

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Paris

FOTOGRAFIA © ENTOURIST

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma l’acqua scorre muschiosa / sui vetri: / ignora che si altera / fuori dal sogno, tutto ciò che esiste.
JOSÉ EMILIO PACHECO

martedì 24 marzo 2015

Una leggera chiara sera

 

FRANCO FORTINI

RAGIONE DEGLI ANNI

Si può ancora disperdersi, schiarite
dei mesi incerti, soli obliqui.
Si può ancora volare per la vostra
polvere tenera, schiarite.

Di rado il profondo su querce e vasche d’iride
Eliso azzurro meditando posa
e un chiù persuade il viale roseo
che l’affanno può sparire.

Ma gioventù ci aspetta in una sera
di calme stille dai rami e di passi
incerti. Una leggera chiara sera
avremo ragione degli anni.

1954

(da Poesia e errore, Feltrinelli, 1959)

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TOBIA ALBERTI

MELA PER OCCHI D’ALBERO

mela per occhi d'albero

produzione originale di tobia alberti (tobiaalberti.com) per “il canto delle sirene”, 2015 – tutti i diritti sono riservati all’autore

 

 

Scriveva Pier Luigi Mengaldo di Poesia e errore: “L’aspirazione al prodotto poetico come totalità compiuta convive con la sfiducia nella poesia e con la concezione del testo come progetto provvisorio, posto e contemporaneamente negato”: dunque Franco Fortini (1917-1994) oscilla tra la speranza e la delusione, l’affanno spirituale però sembra qui trovare una via d’uscita, come se si intravedesse almeno lo spettro della riva dove un giorno potremo approdare, pacificati.

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LA FRASE DEL GIORNO
E voi parole mio odio e ribrezzo, / se non vi so liberare / tra le mie mani ancora / non vi spezzate.
FRANCO FORTINI, Poesia e errore

lunedì 23 marzo 2015

La donna perfetta

 

AMALIA BAUTISTA

DREAM A LITTLE DREAM OF ME

Invitami nel tuo sogno,
lasciami partecipare a questo film
in cui il tempo non ha forma e il desiderio si realizza.
Sogna un po’ con me e ti prometto
di essere la donna perfetta
per te, mentre vivi con gli occhi chiusi.
Ti bacerò con labbra di ciliegia,
doserò saggiamente passione e tenerezza
e all’alba me ne andrò senza fare rumore.

(Dream a little dream of me, da Tres deseos, 2006)

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Dream a little dream of me è una canzone popolarissima scritta nel 1931, che vanta oltre 60 versioni, tra cui le più celebri sono quelle di Mama Cass, di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong e di Anita Harris. La poetessa spagnola Amalia Bautista (Madrid, 1962) prende a prestito il titolo di questo brano e ne scrive una variazione in versi: la donna del sogno è la donna del desiderio appagato - riecheggia Freud, naturalmente - è la donna perfetta. E il fatto di diventarlo, di essere l’eterea espressione del desiderio, intriga la poetessa.

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Marcin Twardowski

FOTOGRAFIA © MARCIN TWARDOWSKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Il sogno di uno solo è l'illusione, l'apparenza; il sogno di due è già la verità, la realtà. Che cos'è il mondo reale se non il sogno di tutti, il sogno comune?
MIGUEL DE UNAMUNO, Nebbia

domenica 22 marzo 2015

Rosso arboscello

 

JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

PRINCIPIO DI PRIMAVERA

Con il fiore ancora a terra
- oh rosso arboscello! -
mi tendesti, nel vento ancora freddo,
le braccia delicate.

Nude, riccamente nude,
ci guardavano le rose
dei vecchi roseti
con stupore -

Come pesava poco
la tua immensità versata sul mio cuore ardente!
eri già tutta la terra
ed eri ancora tutto il cielo!

(Primaverilla, da Eternità, 1918 – Traduzione di Claudio Rendina)

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Dunque, passato l’equinozio, siamo entrati finalmente in primavera. Per celebrare la nuova stagione, tempo di vita e di rinascita dopo il letargico rigore invernale, ho scelto una poesia del Premio Nobel spagnolo Juan Ramón Jiménez (1881-1958), un metafisico sogno d’amore primaverile, “fresco e fragrante di rugiada”.

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Kush

VLADIMIR KUSH, “SAILOR’S LOVE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Amore; crepuscolo, aurora / di primavera!
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Eternità

sabato 21 marzo 2015

Giornata mondiale della Poesia 2015

 

La poesia costituisce una chiave di lettura del reale che sa parlare al cuore, all’anima, all’emozione. È giusto che sia valorizzata, che abbia il suo spazio, soprattutto in questa società in cui a contare sono l’effimero, il mordi e fuggi, la velocità delle sensazioni consumate in fretta. La poesia è invece la lente che permette di leggere oltre la superficie delle cose, di individuarne le profonde connessioni segrete.

Buona Giornata Mondiale della Poesia con i versi del poeta greco Andonis Fostieris (Atene, 1953), del cinese Huang Xiang (Gudong, 1941) e  dello statunitense Archibald Randolph Ammons (1926-2001).

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ANDONIS FOSTIERIS

LA POESIA

Metafore similitudini appese
Come ex voto. Ne aggiungo una:

Elisir di parole.

(da Paesaggi del nulla, 2014 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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HUANG XIANGXiang

CANTO SOLITARIO

Chi sono io?
Sono l’anima errante delle cascate
Una poesia
Che vive nell’eterna solitudine
Il mio canto alla deriva è il vagare
Dei sogni
Chi mi ascolta
È solo la quiete.

1962

(Traduzione di Maria Ventre)

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ARCHIBALD RANDOLPH AMMONSA_R_Ammons_1998

POETICA

Cerco il modo in cui
le cose appariranno
spiralando da un centro,
la forma
che le cose prenderanno per prodursi qui

così che il bianco della betulla
toccato di nero ai rami
si stagli
luccicante-al-vento
totalmente il suo sé apparente:

cerco le forme in cui
le cose vogliono venire

da quali pozzi neri di possibilità,
come una cosa si
dispiegherà:

non la forma sulla carta - anche se
anche quella - ma il mezzo
noninterferente sulla carta:

non tanto alla ricerca della forma
quanto disponibile
a ogni forma che si stia
convocando
attraverso di me
dall’io non mio ma nostro.

(Poetics, da Collected Poems, 1972 - Traduzione di Paola Loreto)

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FOTOGRAFIA © IRIS DE ANDA

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LA FRASE DEL GIORNO
Non c’è bisogno di studiare o di mettersi a computare come per risolvere un problema matematico. La poesia è lì, la si legge ed entra nell’anima, l’emozione che l’ha originata si ricrea, riveste le nostre emozioni, riprende vita in noi e attraverso noi.
V. GRANIERO, V. MORETTI, D. RIVA, C. TALAMO, Uno, doje, tre e quattro

venerdì 20 marzo 2015

Il Barnum cosmico

 

ALBERICO SALASala

SEDICI FEBBRAIO

Sedici febbraio, le ceneri sono nere:
una notte di due minuti. Con vetri
di fumo guardano al sole, un cane
rotola un’arancia sul lungomare.
Tutto previsto e esatto: il Barnum
cosmico diverte. Ma gli uccelli
tacciono sui rami e il vento pende
dalle vele, l’onda regolare si piega.
L’ultima notte, ecco sarà così
sopra la terra?
                      Non mi spaventa:
il cono buio che mi penetra sei tu.

(da L’Antologia dei poeti italiani dell’ultimo secolo, Martello, 1972)

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Ecco giunto il giorno dell’eclissi di sole: un evento non così raro - basti pensare che non ce ne saranno altre fino al 2020, ma che in quel decennio se ne verificheranno ben otto! - che comunque affascina con tutto il suo strascico di storie e leggende, con quel timore ancestrale che prende ognuno di noi quando il sole diventa nero. Ho trovato la testimonianza poetica di Alberico Sala (1923-1991), che racconta l’eclissi totale di sole del 16 febbraio 1961: lo scrittore cremonese approfitta del fenomeno oggettivando il momento reale per indagare sulla condizione del vivere.

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Ryan

FOTOGRAFIA © PETER RYAN/BBC

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LA FRASE DEL GIORNO
Nessuno può fissare il sole mentre risplende, ma tutti lo guardano durante l'eclissi.
BALTASÁR GRACIÁN, Oracolo manuale e arte di prudenza

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