giovedì 5 maggio 2016

Tetro piacere

 

JÜRGEN THEOBALDY

POCO PRIMA DI MEZZANOTTE

Scrivere una poesia poco prima
di mezzanotte
dopo essere rimasto in casa
tutto il giorno
perché non conosci nessuno
né sai
dove andare
è tetro piacere
come
infilarsi le nuove “ultraleggere”
mutandine da bagno
e poco prima di mezzanotte
trovarsi a nuotare in mare
perché la nave è colata a picco.

(da Lividi, 1974)

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L’impoeticità del quotidiano si impose nella poesia tedesca dopo la politicizzazione del Sessantotto: Jürgen Theobaldy (Strasburgo, 1944) si trova intrappolato in questa realtà e prova a interpretarla con il mezzo migliore per farlo, la poesia. Ironicamente però, altro non è che un insignificante mezzo per sopravvivere al naufragio.

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Blue-Water-Swim-1

JENNIFER WALTON, “BLU WATER, SWIM 1”

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LA FRASE DEL GIORNO
[La poesia] sempre trattiene qualcosa che non sappiamo spiegare.
JÜRGEN THEOBALDY, Lividi

mercoledì 4 maggio 2016

La sabbia e il volo

 

FRANCISCO VÉJAR

SOLO IL TEMPO SOAVE DELL’AMORE

Solo il tempo soave dell’amore;
le apprensioni disciolte dall’oceano
e la sabbia che tace sulla costa.

Contano il tatto e la respirazione.
Il dannato gocciare della pioggia che
vuole cancellare i nostri passi.

Qualche brano di jazz. La sabbia e il volo.

(da Poesia, 202 - Febbraio 2006 - Traduzione di Cristina Sparagana)

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Il minimalismo di questi versi del poeta cileno Francisco Véjar (Viña del Mar, 1967) non deve trarre in inganno: la felicità, l’amore, le risposte al senso della vita si nascondono infine proprio in queste piccole cose, nelle atmosfere, nel gusto di un momento assaporato nello spazio metafisico della spiaggia.

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Victor Bauer

DIPINTO DI VICTOR BAUER

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mare è il nostro rifugio (…) / È stato l’unica pietra filosofale / Che siamo arrivati a possedere.
FRANCISCO VÉJAR, País insomnio

martedì 3 maggio 2016

Dietro il manicomio

 

 

GIORGIO ORELLIOrelli

MI VIENE IN MENTE QUANDO ERI BAMBINA

Mi viene in mente quando eri bambina
e per andare dalle zie passavi
in bici accanto alla rete che cinge
i vasti campi dietro il manicomio,
e ogni volta, aggrappato alla rete,
allegramente un pazzo ti gridava
”Bella bionda perché non vieni a letto
con me?”
e tu non ti fermavi,
non rispondevi,
non eri bionda e non avevi
nessuna voglia di andare a dormire.

(da Il collo dell’anitra, Grazanti, 2001)

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Cinque “non” sono protagonisti di questa poesia: è lo stesso autore, il poeta svizzero Giorgio Orelli (1921-2013) a sottolinearlo: “I miei non in questa poesia sono sorridente misura della distanza tra l‘innocenza e la follia: il non del pazzo è molto diverso da quelli che seguono”. E così, nell’ironica ambiguità leggera e comica caratteristica delle opere di Orelli, risalta la disarmante innocenza.

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Gusev

  VLADIMIR GUSEV, “ON PATRIARCHAL POND 3”

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LA FRASE DEL GIORNO
Doveva essere un bell'originale chi ha inventato l'innocenza dei bambini.

IVY COMPTON-BURNETT, Un dio e i suoi doni

lunedì 2 maggio 2016

Mattina luminosa

 

DIONISIA GARCÍADionisia

MENTRE VADO SOLA

Mattina luminosa. Nulla teme l’oblio.
Io celebro con essa la festa delle strade.
Poco più ho per certo in questa vita breve
iniziata un giorno di molti anni fa.
Mi domandi se credo, se cerco verità.
Sono qui e osservo il mondo. Vado e non ho risposte,
senza preoccuparmi, e non è poi tanto male.
 

(da Anche se al buio, 2001)

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Eccola che ritorna ancora una volta quella felicità di niente, quella dolcezza del carpe diem: anche la poetessa spagnola Dionisia García (Fuente-Álamo, 1929) trova l’equilibrio quasi elegiaco nella leggerezza del momento, favorito dalla luce del mattino e dall’allegro affollarsi delle strade, e si crogiola in quel piccolo frammento spensierato di felicità.

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ACQUERELLO DI SANDRA STROHSCHEIN

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LA FRASE DEL GIORNO
Così vicini eppure così lontani da noi stessi.
DIONISIA GARCÍA, Ideario d’autunno

domenica 1 maggio 2016

Poesie per maggio II

 

Maggio, dopo la timida pubertà di marzo e il rigoglioso fiorire di aprile, è l’estasi della primavera: ne raccontano la speranza e il vigore il poeta lucchese Enrico Pea (1881-1958) e lo scrittore urbinate Paolo Volponi (1924-1994).

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ENRICO PEAEnrico_Pea

MAGGIO, CHE PORTI LE SPERANZE E I FIORI

Maggio, che porti le speranze e i fiori
per fare ghirlandette alla Regina;
che porti le farfalle luminose,
che porti il pane, frutto di stagione,
mattini rugiadosi, notti chiare
perché nel cielo migrino le stelle;
Maggio, che sai le fole di mill'anni,
dimmi, conosci dove alberghi pace?

(da Fole, 1910)

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PAOLO VOLPONI

NELLE NOTTI PRIME DI MAGGIO

Nelle notti prime di maggio
verginità dell'universo
io sento il lembo caldo
della tua apertura,
l'ansia schietta
del tuo largo fiato.
E dilato il mio corpo
sui boschi,
e mi tendo.

(da Il ramarro, 1948)

 

...Maggiociondolo

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Maggio, il gaudioso maggio, fascia il mondo, / ed il lontano cielo e le mie carni / e l'anima di luci e di colori / inusati, ci inonda di profumi / e di sorrisi
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FEDERICO DE MARIA

sabato 30 aprile 2016

La divinità scintillante del sogno

 

VALDAS DAŠKEVIČIUSDaskevicius

SOLO ACQUA E ARIA

Quando la divinità scintillante del sogno
allaga la memoria, io voglio ricordare
di che lingua fiorimmo quel giorno
allorché fummo solo acqua e vento.

Voglio ricordare, ma mi ricordo
solo allorquando tutto io dimentico,
se mi ridesto e me stesso disconosco,
se di nuovo sono solo acqua e aria.

(Traduzione di Pietro U.Dini)

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Il lituano Valdas Daškevičius (Kedainiai, 1961) scrive una bella poesia sulla valenza del sogno, su quello shakespeariano “essere re” in esso, dominando sui ricordi e impastandoli con i desideri e le illusioni, tanto da viverli con un’intensità che però ci sfugge al risveglio.

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Olbinski

DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Io ti ho avuto quindi come illude un sogno: / nel sonno un re, ma nullità al risveglio.
WILLIAM SHAKESPEARE, Sonetti

venerdì 29 aprile 2016

Acqua aprilina

 

SUSANNA RAFARTsusanna rafart

UN PESO ABITUALE

Fu quando la cisterna si riempì
di acqua aprilina
e un’algebra sottilissima inghiottiva
tutti i sensi degli uomini in un punto.
Occhi lunghi di gru trattenevano
l’ombra
sui rilievi delle felci;
crescevano le ali dei merli
e il bosco era come l’unghia che
s’infilza
con un colpo secco. Era tutto
nuovo e strano,
eppure un peso abituale
nell’aria sequestrava la speranza.

(da Pozzo di neve, Crocetti, 2005 – Traduzione di Francesco Ardolino)

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“La poesia anticipa il futuro e fornisce il codice perché dalla completa distruzione qualcosa si salvi”: questa è la visione poetica della poetessa catalana Susanna Rafart (Ripoll, 1962), qui applicata a un risveglio primaverile della cittadina di montagna alle falde dei Pirenei dove ha vissuto.

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Primavera

FOTOGRAFIA © MI9

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia cerca disperatamente di salvare un mondo che sembra ossessionato dal distruggersi
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SUSANNA RAFART

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