mercoledì 26 novembre 2014

La vita è una mela

 

SOHRAB SEPEHRISohrab Sepehri

NAÏF

Il cielo - più azzurro.
L’acqua - più azzurra.
Io sotto il portico, Ra’na vicino alla fontana.
Ra’na lava i panni.
Cadono le foglie.
A mia madre che dice: “come è triste questo tempo”,
rispondo che la vita è una mela da mordere tutta intera,
con la buccia.

La vicina siede alla finestra con l’uncinetto e canta.
Io leggo i Veda e ogni tanto abbozzo un uccello, una nuvola, un sasso.
Sole senza macchie,
sono ritornati gli storni.
I nasturzi stan fiorendo.
Spacco una melagrana e ne libero i chicchi.
Penso che sarebbe bello se anche i semi del cuore degli uomini si vedessero!
Una goccia di succo di melagrana nell’occhio mi fa piangere:
ride mia madre e Ra’na pure.

(Traduzione di Chiara Riccarand)

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Naïf, ovvero ingenuo, come la corrente artistica dalla pittura spontanea e dai colori vivaci: il poeta iraniano Sohrab Sepehri (1928-1980) suggerisce sin dal titolo la chiave di lettura di questi versi che rappresentano una scena autunnale in cui si muovono pochi personaggi. Il titolo assume su di sé la funzione di dare alla realtà un’interpretazione favolistica.

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Ranevska

YANA RANEVSKA, “STILL LIFE WITH POMEGRANATE”

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LA FRASE DEL GIORNO
I poeti sono gli eredi dell’Acqua, della Saggezza e della Luce.
SOHRAB SEPEHRI

martedì 25 novembre 2014

Come tutti i fantasmi

 

AMALIA BAUTISTABautista

UN’OMBRA

Giocava a scacchi e gli piaceva
mangiare nei ristoranti orientali,
i classici, le gambe delle ragazze,
il succo di pomodoro, la dolcezza,
il ciclismo, il coraggio e i cavalli.
Odiava gli  oscuri intriganti,
l’usura, la meccanica e il Basic,
e non ha mai negoziato con i commercianti
e con gli "ismi" inventati dai mediocri.
Io lo amavo pazzamente, ma un giorno
si stancò di immaginarmi diversa
e se ne andò. Come tutti i fantasmi.

(Una sombra, da Cárcel de amor, 1988)

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La poetessa spagnola Amalia Bautista (Madrid, 1962) traccia il ritratto di un ex, elencando la lista di ciò che amava e di ciò che detestava. La storia è finita, come finiscono tante storie, per l’incomprensione sul fatto che le persone possano essere diverse da come sono, che si possano forgiare per aderire al nostro modello. Resta solo il ricordo, resta solo l’ombra di quel ragazzo che amava giocare a scacchi e detestava programmare in Basic, un fantasma che per qualche tempo ha condiviso l’amore con Amalia.

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Chess

JEREMY SUTTON, “THE CHESS PLAYER”

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LA FRASE DEL GIORNO
Ognuno porta in fondo a se stesso come un piccolo cimitero di coloro che ha amato.
ROMAIN ROLLAND, Gian Cristoforo

lunedì 24 novembre 2014

Felice della pioggia

 

FRANCO FORTINI

AGLI DÈI DELLA MATTINATA

Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
Tra fumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia. O dèi inesistenti,
proteggete I’idillio, vi prego. E che altro potete,
o dèi dell'autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell'ombra!

(da Questo muro, Mondadori, 1973)

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Le poesie di Questo muro, opera del 1973 di Franco Fortini (1917-1994), secondo Pier Luigi Mengaldo tendono a “proiettare i fatti come ombre cinesi sul telone”. Lo fa anche questa sorta di preghiera laica agli dei dell’universo, un’invocazione a prolungare quel momento estetico composto da tante piccole cose: la pioggia che cade sulle foglie dell’autunno, la musica che riempie la stanza, la luce all’interno, il calore della solita scrivania…

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Pioggia

FOTOGRAFIA © MICHAEL KENT

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LA FRASE DEL GIORNO
Oggi piove, tutti gli alberi sono felici.
ALEKSANDR BLOK, La fidanzata di lillà. Lettere a Ljuba

domenica 23 novembre 2014

Giorno indecifrato

 

TOMAS TRANSTRÖMER

MATTINA E INGRESSO

Percorre il suo cammino
Il grande gabbiano dal dorso nero,
Timoniere del sole.
Sotto di lui, l’acqua.
Adesso il mondo sonnecchia ancora
Come nell’acqua una pietra variopinta.
Giorno indecifrato. Giorni -
Come caratteri aztechi!

Musica. E io resto imprigionato
In questo arazzo.
Le braccia sollevate – come una figura
D’arte rurale

(da 17 dikter, 1954 – Traduzione di Franco Buffoni)

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È vero, come testimonia la motivazione di assegnazione del Premio Nobel 2011, che il poeta svedese Tomas Tranströmer (Stoccolma, 1931) “attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà”: lo si apprezza anche in questa poesia dall’aspetto gotico, velatamente medioevale, dove quasi nulla accade – il primo mattino, l’arazzo dell’ingresso colpito dalla luce del giorno – ma si fa strada la consapevolezza dell’incerto scorrere dei giorni, ognuno uguale, ognuno diverso e a suo modo indecifrabile.

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Seagull

IMMAGINE © HEIDI BAINVILLE

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LA FRASE DEL GIORNO
Ci sentiamo sempre più giovani di quel che siamo. Mi porto dentro i miei volti precedenti, come un albero contiene i suoi anelli. Io sono la loro somma. Lo specchio vede solo il mio ultimo volto, ma io so anche tutti quelli precedenti.
TOMAS TRANSTRÖMER

sabato 22 novembre 2014

Pietra o ancora

 

ADAM ZAGAJEWSKI

CIÒ CHE

Ciò che pesa troppo
e trascina in basso
che fa male come il dolore
e brucia come uno schiaffo,
può essere pietra
o àncora.

(To, da Dalla vita degli oggetti, Adelphi, 2012)

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Pietra o àncora? Questo può essere il nostro dolore, la nostra sofferenza. Così dice il poeta polacco Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 1945). Spetta a noi far sì che quello che ci abbatte, che ci trascina a fondo nell’abisso del nostro oceano personale non sia la zavorra che ci abbandona sul fondo come un peso morto ma un’àncora a cui aggrapparci per potere finalmente fare il punto sulla situazione e un giorno ripartire.

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anchor

FOTOGRAFIA © FAN PULLS AND FINIALS

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LA FRASE DEL GIORNO
Solo negli altri vi è salvezza, / anche se la solitudine avesse sapore / d’oppio.
ADAM ZAGAJEWSKI, Dalla vita degli oggetti

venerdì 21 novembre 2014

Anche la poesia

 

RABINDRANATH TAGORETagore

L’EDERA SI ESPANDE

L’edera si espande:
non sa contenere
la bellezza delle foglie.
Così anche la poesia,
quasi avesse rubato al cielo
le lettere per scrivere.

(da Scintille, Tea, 1995 - Traduzione di Marino Rigon)

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Il poeta indiano Rabindranath Tagore (1861-1941), Premio Nobel 1913, considerava la bellezza come espressione principale della divina beatitudine: non deve meravigliare l’analogia tra l’esuberante manifestazione della bellezza e l’urgenza della poesia di prorompere, non è altro che la voce di quella beatitudine che si manifesta.

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Ivy

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LA FRASE DEL GIORNO
Dio dispone di pochi di noi a cui sussurrare nell’orecchio / Gli altri possono ragionare e salutare;  i musicisti sanno.
ROBERT BROWNING, Abt Vogler

giovedì 20 novembre 2014

Nuda di emozioni

 

LUCÍA RIVADENEYRAsem-ange

OFFERTA

Perché mi lasciasti
bruciata da carezze
in un letto senza domani
nuda di emozioni
vestita della tua assenza
ti offro il mio silenzio
pugno di vento
che sibila il tuo nome.

(Ofrenda, da Rescoldos, 1987- Traduzione di Emilio Coco)

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I versi della poetessa messicana Lucía Rivadeneyra (Morelia, 1957) coniugano sovente memoria, assenza e desiderio in un erotismo talora onirico, talora carnale: “L’attaccapanni soffre con me / se stacchi i tuoi indumenti per andartene” o ancora “Una donna di mare ama i naufraghi / del sogno”. Qui siamo nella fase di un’assenza dolorosa che però ancora non si rassegna, vorrebbe condannare la storia al silenzio, ma continua a sentire l’amato su di sé, a sperare che risponda ancora alla sua invocazione.

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Untitled

NELINA TRUBACH-MOSHNIKOVA, “SENZA TITOLO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Solo si tratta delle tue mani / che sogno, per cui vivo e mi struggo / nonostante l’anestesia del tempo.
LUCÍA RIVADENEYRA

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