martedì 19 settembre 2017

Tante ore fra noi


BLAGA DIMITROVA

A DOMANI

- A domani! - dici tu e già te ne vai.
Con sguardo impaurito io t'accompagno.
A domani?... Ma domani è immensamente lontano.
Davvero tante ore fra noi si porranno?

Fino a domani per me sarà ignota
l'ombra mutevole della tua fronte,
il discorso ardente e pulsante della mano,
dei tuoi pensieri il fluire segreto.

Prima di domani, se vorrai bere, non potrò
essere la tua fonte. Se il freddo
ti avvolge - non sarò il tuo fuoco.
Se hai timore del buio - la tua luce.

- A domani! - tu dici e parti
e non senti nemmeno che non hai risposta.
- Al giorno estremo! - mi aspettavo dicessi
e rimanessi con me fino al giorno estremo.

1958

(da A domani, 1959 – Traduzione di Valeria Salvini)

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“Era necessario un addio, perché capissi, / che non c'è un addio per noi. / Per sempre porterò in me quest'alba / come segno di bruciatura. / (…) / E sopra di noi sorgeva con l'addio / l' incontro vero e l'amore”: quella della poetessa bulgara Blaga Dimitrova (1922-2003) è una ricerca sull’esperienza amorosa, sul suo prendersi e lasciarsi, sull’influenza che essa lascia nelle nostre vite, dove permangono le tracce di ogni persona amata. In questa, che è la title-track della raccolta, protagonista è l’assenza, anche solo temporanea, vissuta come un’ansiosa lontananza.

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ROBERT DOISNEAU, “BASIER PASSAGE VERSAILLES”, 1950

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LA FRASE DEL GIORNO
L'assenza non è, per chi ama, la più certa, la più efficace, la più viva, la più indistruttibile, la più fedele delle presenze?
MARCEL PROUST, I piaceri e i giorni

lunedì 18 settembre 2017

La compagnia delle stelle


MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA

L’INVENZIONE DEI LUCERNARI

All'inizio impararono ad aver paura e si protessero.
Costruirono case di pietra e fango, piccoli rifugi
dove non tardarono a sentirsi sempre più soli.

Sognarono che un giorno un fascio di luce li avrebbe
confortati. E, affascinati dal cielo, disegnarono
occhiali nei tetti.

Ebbero, da subito, la compagnia delle stelle.
Oggi ancora gli dèi passano gli occhi per le loro case
tutte le notti, prima di addormentarsi.

(da La casa e l'odore dei libri, Lìbrati, 2008 - Traduzione di Mirella Abriani)

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La casa è spesso presente nei versi della poetessa portoghese Maria do Rosário Pedreira (Lisbona, 1959), tanto che a questa raccolta dà addirittura il titolo. È un’epoca oscura, remota, quella evocata: gli uomini costruiscono le loro prime case per ripararsi, per difendersi, ma in breve si rendono conto di sentirsi al contempo prigionieri e aprono delle finestre nei tetti di paglia e fango, trasformando quel luogo in uno spazio aperto sul mondo.

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blinds

FOTOGRAFIA © VELUX

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LA FRASE DEL GIORNO
Guardando il cielo stellato do la mano a Dio.
ROBERTO GERVASO, Il grillo parlante

domenica 17 settembre 2017

In undici sillabe uniti


JÜRGEN THEOBALDY

FLESSUOSI

Se siamo seri, Catullo, i versi durano a lungo,
ancor dopo che le donne se ne sono andate.
Anche di te non resta che la tua voce
che parla di lei, dell’amata.
Entrambi in undici sillabe uniti:
la tua voce, lei, l’eco del suo corpo
È lei, Lesbia, snella come i versi
fatti su di lei e in cui avanza flessuosa e
sollevata, è lei che bellezza ancora trasmette.

(da Giro d’estate, 1983 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)

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Il poeta tedesco Jürgen Theobaldy (Strasburgo, 1944) con il caratteristico linguaggio impoetico intreccia la sua storia d’amore finita con il ricordo di un’altra complicata relazione amorosa, quella tra Catullo e Lesbia: c’è quasi un’immedesimazione, un reincarnarsi nel poeta moderno di quello classico, trattato come un confidente, quasi un alter ego, capace di provare le medesime emozioni.

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catullus-reading-his-poems-sir-lawrence-alma-tadema

LAWRENCE ALMA TADEMA, “CATULLO LEGGE LE SUE POESIE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Un amore che se ne va è una dimostrazione filosofica così ricca che trasforma un parrucchiere in un emulo di Socrate.
EMIL CIORAN, Sillogismi dell’amarezza

sabato 16 settembre 2017

Non finisce la poesia


NIKIFÒROS VRETTÀKOS

LA POESIA E LA VITA

Non finisce la poesia, come
non finisce anche il cielo. Come le ore di Dio
e le rotazioni del nostro pianeta. I riverberi della vita
conservano la sua forma nella poesia. Finché
andrà e tornerà il mare, finché
nasceranno fiori e colori, finché
gli uomini si daranno l’un l’altro la mano
esisterà anche la poesia.
La poesia nasce
insieme alle cose, insieme all’amore,
insieme al dolore. Per esempio,
di molte mie pagine la poesia è nata
insieme ai tuoi occhi.

(da L’abisso del mondo, 1961 - Traduzione di Gilda Tentorio)

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Come dice il poeta greco Nikifòros Vrettàkos (1912-1991), la poesia è una relazione con il mondo che ci circonda – la natura, il mare, la luce del giorno che dipinge albe e tramonti, la notte che accende la luna e le stelle, i fiori, gli altri uomini. È in pratica un’indagine continua sulla vita e nasce da tutte queste cose, compreso – ultimo ma non meno importante – l’amore…

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Gonsalves

ROB GONSALVES, “IL FENOMENO DEL GALLEGGIAMENTO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Non so da dove / vengano le poesie, / che come colombe / una dopo l’altra / volteggiano dentro di me.
NIKIFÒROS VRETTÀKOS

venerdì 15 settembre 2017

Pannocchie a una dracma


SIRO ANGELI

LE PANNOCCHIE

Andando in compagnia di settembre
nel vento dei sobborghi, ad Atene,
mi sorprese a una svolta, scordato
dagli anni, un odore (non sempre
dispiacciono gli agguati). Rividi
i campi di granoturco con vene
di verde nel verde, e al palato
mi rifluiva il succo lattescente,
mentre il contadino al crocevia
tra Grecia e Carnia gettava gridi
freschi per rivendere alla gente
(«Pannocchie a una dracma») la mia
infanzia dentro quel giallo ambrato.

(Da Il grillo della Suburra, 1975)

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Eccola lì l’emozione che genera la poesia, che è essa stessa poesia: il ricordo che giunge improvviso dal passato e da un altro luogo a gonfiare il cuore del poeta friulano Siro Angeli (1913-1991). L’odore delle pannocchie arrostite lo sorprende per le strade di Atene ed è come la madeleine intinta nel tè da Marcel Proust, gli spalanca alla memoria quel mondo contadino così simile che in un attimo trasforma la Grecia nella Carnia della natia Cesclans.

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Pannocchie

FOTOGRAFIA © OLD WOODFIRE GRILL

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LA FRASE DEL GIORNO
La memoria rende il passato presente; la speranza rende presente il futuro.
CARLO DOSSI, Note azzurre

giovedì 14 settembre 2017

Sul filo del rasoio


RENATA CORREIA BOTELHOrenata_botelho

SBAGLIAMO TUTTO

Sbagliamo tutto: consegniamo
i libri al sepolcro
degli scaffali, all’amore

diamo un grembo di ore
certe, smettiamo di aprire
finestre per respirare la notte
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Niente più ci ricorda
che la poesia si forma soltanto
sul filo del rasoio
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(da Un circo nella nebbia, 2009)

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Renata Correia Botelho (São Miguel, 1977), poetessa delle Isole Azzorre, punta il dito contro l’appiattimento che nasce dalla frenesia del vivere moderno – fatichiamo a gustare le emozioni della vita, non riusciamo a trovare il tempo e la voglia per assaporarle. Ogni cosa viene inghiottita dall’abulia, dalla superficialità, da un ordine che ci viene imposto. E basterebbe poco: abbandonarsi per ore alla lettura, cedere a un’improvvisa follia d’amore, respirare l’aria fresca e profumata della notte…

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Gonsalves

DIPINTO DI ROB GONSALVES

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LA FRASE DEL GIORNO
L'essenziale, io credo, è vivere la vita con uno spirito di meraviglia. Quanta magia c'è intorno a noi, ma noi lasciamo che ci passi accanto!
LEO BUSCAGLIA, Vivere, amare, capirsi

mercoledì 13 settembre 2017

Che dirò loro?


PEDRO TAMEN

LAZZARO

E adesso cosa dirò loro?

Vogliono sapere questo e quello
e io, Amico, sono in imbarazzo
- perché mi hai dato la vita
ma non la memoria.

Possono correre di qui e di là le mie sorelle,
parlando a voce alta, preparando il banchetto,
ma non mettono a tacere le domande
che non hanno risposta.

Mi sento soffocare:
che dirò loro adesso,
se è stato così indifferente
entrare come uscire?
Non so nemmeno se dopo tutto
è stato meglio così.

E adesso cosa dirò loro?

(da Analogia e Dedos, 2006)

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Il poeta portoghese Pedro Tamen (Lisbona, 1934) entra nell’episodio evangelico della resurrezione di Lazzaro, dopo il famoso “Gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!»”. Che ne è - si chiede Tamen – di quell’uomo uscito dal sepolcro, con le bende dei morti, strappato dall’aldilà e riportato a questa vita, dove lo stanno festeggiando con un grande banchetto? Il Lazzaro del poeta portoghese è un uomo che non sa più nulla, roso dal dubbio e soffocato da un’abulica indifferenza: cos’era meglio?

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Giotto

GIOTTO, “RESURREZIONE DI LAZZARO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Non cerco di capire per credere, ma credo per capire.
SANT’ANSELMO D’AOSTA, Proslogion

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