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venerdì 6 gennaio 2017

I santi più nostri

 

DAVID MARIA TUROLDO

ERAN PARTITI DA TERRE LONTANE

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!
Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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I Magi incarnano nel Nuovo Testamento e nella leggenda popolare l’emblema della saggezza. Ma essere saggi non è l’avere certezze – come nota il poeta e religioso David Maria Turoldo – essere saggi significa mettersi sempre in cammino, coltivare i dubbi, esplorare le strade per vedere quali portino alla verità e quali alla menzogna, evitando le insidie dei potenti di turno. Per questo i Magi devono essere i nostri santi, quelli della continua ricerca che conduce alla luce.

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Magi

I MAGI, MOSAICO, SANT’APOLLINARE NUOVO, RAVENNA © NINA-NO

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LA FRASE DEL GIORNO
[I Magi] erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare.
BENEDETTO XVI, Omelia del 6 gennaio 2011




David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo (Coderno, 22 novembre 1916 – Milano, 6 febbraio 1992), presbitero, teologo, filosofo, scrittore e poeta italiano, membro dell'Ordine dei servi di Maria. Fu sostenitore delle istanze di rinnovamento culturale e religioso della Chiesa, di ispirazione conciliare.


giovedì 5 gennaio 2017

Verrà la Befana

 

LUCIO PISANI

LA BEFANA

Stasera
il bambino non vuole dormire
gli han detto domani
verrà la Befana
coperta di tempo
pesante di doni
verrà a premiare
fra tutti i più buoni.
Stasera il bambino non vuole dormire
inizia un'attesa
comincia a soffrire.

(Da A mezza altezza, Mursia, 1972)

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Quella della Befana è una tradizione italiana, diffusasi dal Centro a tutto il paese – in realtà ho sentito da gente anziana raccontare di quando bambini aspettavano i Re Magi e la sera precedente l’Epifania lasciavano dell’acqua e delle carrube per i cammelli fuori dalla porta di casa. Io appendevo la mia calza e la ritrovavo puntualmente ricolma di caramelle e cioccolatini, gli anziani di cui sopra se la trovavano riempita di mandarini, noci e arachidi; carbone se cattivi durante l’anno! Con il passare del tempo la festa si è commercializzata diventando quasi un Natale minore con doni simili. Chissà sul principio degli Anni ‘70 cosa avrà portato la Befana al figlio del poeta Lucio Pisani ? Certamente quel senso dell’attesa che si sarà riproposto poi negli anni anche in altri ambiti, compreso quello amoroso…

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Befana

FOTOGRAFIA © PICENO TIME

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LA FRASE DEL GIORNO
Sul sonno degli innocenti stanotte volteggiano i desideri come farfalle sul queto specchio di un lago.
NICOLA MOSCARDELLI, Le grazie della terra




Lucio Pisani (San Martino Valle Caudina, 21 maggio 1930), poeta e politico italiano. Autore colto e raffinato ma sempre capace di dialogare con il lettore attraverso il testo, ha frequentato a lungo e con originalità la poesia, astenendosi dal soggettivismo fine a se stesso e preferendo l’arte del dubbio esercitata in una incessante riflessione sulla vita e sul destino dell’uomo.


mercoledì 4 gennaio 2017

I monti si fanno d’aria

 

DIEGO VALERI
NEL CREPUSCOLO BIANCO

Nel crepuscolo bianco venato di rosa
i monti si fanno d’aria, di tenera luce,
di un denso azzurro grigio i vicini,
di un diafano azzurro di perla i lontani.
Giù in basso, dietro la siepe dei bossi,
brillano lame verdi di lago.

(da Verità di uno, Mondadori, 1970)

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Chi frequenta i laghi conosce bene la sensazione espressa in questi versi dal poeta padovano Diego Valeri: è l’ora in cui – soprattutto nelle brevi giornate invernali – le montagne sembrano rarefarsi, dissolvere parte della loro materia in un acquerello. Come quelle scenografie teatrali disposte su più livelli, accolgono sul loro palcoscenico il sole che tramonta facendosi esso stesso acquerello nel cielo della prima sera.

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Monti

FOTOGRAFIA © DAVE ALLEN

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LA FRASE DEL GIORNO
I monti non è vero che chiudono l'orizzonte, anzi lo spalancano a ogni svolta, a ogni cima.
CARLO ALIANELLO, L’eredità della Priora




Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


martedì 3 gennaio 2017

È l’arte?

 

FERREIRA GULLAR

TRADURSI

Una parte di me
è tutto il mondo:
l'altra parte è nessuno,
fondo senza fondo.

Una parte di me
è moltitudine:
l'altra parte isolamento
e solitudine.

Una parte di me
soppesa, pondera:
l'altra parte
delira.

Una parte di me
pranza e cena:
l'altra parte
è sorpresa.

Una parte di me
è sempre presente:
L'altra parte
si conosce improvvisamente.

Una parte di me
è solo vertigine:
l'altra parte,
linguaggio.

Tradurre una parte
nell'altra
- è una questione
  di vita o di morte -
  è l'arte?

(da Nella vertigine del giorno, 1980)

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Tutti noi siamo Dottor Jekyll e Mister Hyde o più semplicemente Yin e Yang: il poeta brasiliano Ferreira Gullar si chiede se l’arte – la poesia, la pittura, la musica, la scrittura – non sia il risultato di quando riusciamo a conciliare queste due parti di noi.

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J

FOTOGRAFIA © CHRISTOPHER J.

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LA FRASE DEL GIORNO
L’arte esiste perché la vita non basta.
FERREIRA GULLAR




Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira (São Luís, 10 settembre 1930 – Rio de Janeiro, 4 dicembre 2016), poeta e scrittore brasiliano. Tematiche ricorrenti nella sua opera sono la riflessione sulla genesi della poesia e sulla corrosione del tempo che sottomette gli esseri al dolore e alla morte. È un poeta concreto e metafisico, quotidiano ed esistenziale allo stesso tempo. La realtà lo sollecita e questa realtà è la sua materia poetica.


lunedì 2 gennaio 2017

Poesie per gennaio III

 

Qui c’è un proverbio dialettale che recita “A Natale lo sbadiglio di un gallo, all’Epifania un’oretta, a Sant’Antonio un’ora e un Gloria”: naturalmente misurano l’allungarsi del giorno dopo il solstizio, che a gennaio è più apprezzabile. Siamo nel pieno dell’inverno, ma la primavera appare comunque più vicina, come scopre con meraviglia il poeta fiorentino Angiolo Orvieto. D’altro canto, le peggiori nevicate che io ricordi si verificarono a gennaio, nel 1985 e nel 2006: così è possibile che cada un’ipnotica neve come quella che affascina il poeta spagnolo Jorge Guillén.


Neve

.FOTOGRAFIA © PIEDMONT GARDENER


ANGIOLO ORVIETO

GEMME DI GENNAIO

Verdi gemme, bocciolini
chi vi ha fatto saltar fuori?
Non è ancor tempo di fiori
sugli spini.

Pur vedervi di gennaio
spande in me nuova dolcezza
e m'infonde tenerezza
per rosaio.

Quasi che il mio cuore stesso,
del suo verno al limitare,
speri ancor gli sia concesso
di gemmare.

(da Il gonfalon selvaggio, Mondadori, 1934)

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JORGE GUILLÉN

LA NEVE

Sta il bianco sul verde,
e canta.
Neve che è fina
vuole essere alta.

Gennaio con nevi s’illumina: ora verde,
ora bianca.
Illumini la neve nel giorno e nella notte e sia la neve
più chiara.

Neve lieve, molle falda?
Quanto ardore massiccio!
La neve, la neve nelle mani
e l’anima.

Sì puro l’ardore sul bianco,
sì puro, senza fiamma.
La neve, la neve fino al canto
s’innalza.

Gennaio s’illumina con neve silvestre.
Quanto ardore! E canta.
La neve fino al canto - la neve, la neve -
in volo incanta.

(da Aire nuestro, All’Insegna del Pesce d’Oro, 1968 – Traduzione di Oreste Macrì).

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma appena entrati nell'aria di gennaio, / è come sempre forzare una porta / o sospingere un vetro con delicatezza.
ROBERTO SANESI, Mercurio




Angiolo Orvieto (Firenze, 18 giugno 1869 – 4 dicembre 1967), poeta e librettista italiano. Fu fondatore e primo direttore nel 1896 della rivista Il Marzocco, presidente tra il 1914 e il '19 della "Società Leonardo Da Vinci", e fondatore nel 1950, con Giorgio La Pira e Arrigo Levasti, dell'"Amicizia Ebraico-Cristiana di Firenze".

Jorge Guillén Álvarez (Valladolid, 18 gennaio 1893 – Malaga, 6 febbraio 1984), poeta e scrittore spagnolo, membro della generazione del '27.  Considerato iniziatore della poesia pura assommando le esperienze di  Jiménez, Valéry e Mallarmé, compose liriche con un'acuta attenzione formale, giungendo a uno stile incisivo, che suscita immagini attraverso una sintassi allusiva e musicale. 

domenica 1 gennaio 2017

L’anno nuovo

 

MARGHERITA GUIDACCI

ANNO NUOVO

Tra risa, grida e coppe di spumante
L’anno nuovo ha schiacciato
L'antico. Sparsi restano
Lungo le strade i cocci della festa.
E l’ombra è scesa d’un altro grado sul tuo quadrante.

(da Le poesie, Le Lettere, 1999)

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Eccoci reduci dal veglione di San Silvestro: un nuovo giorno è sorto portandosi dietro la novità del nuovo anno, quella cifra sette con cui finisce la data. Con la poetessa fiorentina Margherita Guidacci eleviamo ancora un brindisi all’intonso blocco di giorni,  sperando che non ripeta le brutture del 2016.

Buon anno, amici del Canto delle Sirene!

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New Year

IMMAGINE © ZASTAVKI

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LA FRASE DEL GIORNO
È capodanno: / tra il cielo e la terra / inizia l'armonia.
MASAOKA SHIKI, Poesie




Margherita Guidacci (Firenze, 25 aprile 1921 – Roma, 19 giugno 1992), poetessa e traduttrice italiana. Dopo la crisi del suo matrimonio, negli Anni’60, superò un decennio di grave sofferenza psichica che culminò nel ricovero in una clinica neurologica. Tra i poeti da lei tradotti John Donne, Emily Dickinson, T.S. Eliot ed Elizabeth Bishop.


sabato 31 dicembre 2016

La sfera dell’anno

 

CRISTINA CAMPO

QUADERNETTO

Un anno...Tratteneva la sua stella
il cielo dell'Avvento. Sulla bocca
senza febbre o paura la mia mano
ti disegnava, oscura, una parola.
E la sfera dell'anima e dell'anno
vibrava in cima uno zampillo d'oro
alto e sottile il sangue.
Ne tremavamo
sorridenti agli sguardi - all'accostarsi
buio di quel guardiano incorruttibile
che nei giardini chiude le fontane.

Capodanno '53-'54

(da Passo d’addio, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1956)

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Poesia oscura, di difficile interpretazione, questa di Cristina Campo: ne esce una sorta di incantesimo augurale tra Natale e Capodanno, impreziosito dal rosso e dall’oro, dalla sfera luminosa che ricorda quella tradizionale di Times Square.

Prima delle consuete statistiche del 31 dicembre, consentitemi di augurarvi un 2017 sereno, poetico e ricco di opportunità.

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2017

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STATISTICHE DEL CANTO DELLE SIRENE PER L’ANNO 2016

VISITE: 234.000 (-2%)

PAGINE VISTE: 434.000 (-13%)

TEMPO MEDIO SUL SITO: 1:39 (-13%)


LE DIECI PRINCIPALI CHIAVI DI RICERCA
(escludendo “Il canto delle sirene” e simili):

  1. si vis amari ama 
  2. voglio fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi
  3. haiku autunno
  4. ogni volta che mi guardi nasco nei tuoi occhi
  5. poesie su novembre
  6. tennyson poesie 
  7. apollo e dafne frasi
  8. accade che le affinità d’anima
  9. il poeta è un fingitore
  10. saperti amante e non poterti avere

RECORD DI VISITE: 1.513, il 21 marzo (massimo assoluto)
(il più basso 303 l’11 agosto)


I POST PIÙ LETTI IN ASSOLUTO NEL 2016

  1. Ciò che la primavera fa con i ciliegi (Pablo Neruda, Giochi ogni giorno con la luce…)
  2. Le affinità d’anima (Eugenio Montale, Ex voto)
  3. Haiku d’autunno 
  4. Gli haiku di Borges (Jorge Luis Borges, 17 haiku)
  5. Dora Markus (Eugenio Montale, Dora Markus)


I POST PIÙ LETTI TRA QUELLI SCRITTI NEL 2016

  1. Di te e di me (Odysseas Elytis, Monogramma III)
  2. Umberto Eco
  3. Dell’amore e di te (Robert Desnos, Ho tanto sognato di te)
  4. Ti ho e non ti ho (Mario Benedetti, Cuore corazza)
  5. Io ti cerco (Steinn Steinarr, Io ti cerco)/Amarti mia rosa (Nazim Hikmet, Rubai)

SITI CHE LINKANO IL BLOG
(cui va Il mio doveroso grazie)

  1. La Poesia di Claudio Malune 937 visite originate (+45%)
  2. La belle auberge 148 (-50%)
  3. Arazzi e scazzi 129 (-8%)
  4. Poesia… Poesia 38 (n.e)
  5. L'Olivo Saraceno 35 (-78%)

PROVENIENZE DA SOCIAL NETWORK, AGGREGATORI E MOTORI DI RICERCA

  1. Google 131.894 (-17%)
  2. Facebook 9.838 (-1%)
  3. Bing 4.295 (+21%) 
  4. Blogger 3.328 (+9%)
  5. FeedBurner 2.868 (-23%)
  6. Yahoo 1.628 (-14%)
  7. Google+ 627 (+248%)
  8. Twitter 513 (+10%)
  9. Virgilio 484 (+4%)
  10. Arianna 342 (-10%) 
  11. Dlvr.it 215 (n.e)
  12. Ask 181 (-15%)
  13. Liquida 114 (-39%)
  14. Duckduckgo 103 (+102%)
  15. Tre 48 (-39%)

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LA FRASE DEL GIORNO
E così eccoci all’ultimo dell’anno… Un altro anno se ne è andato e cosa ho realizzato quest’anno che non abbia realizzato gli anni passati? Nulla! Che coerenza, eh?
CHARLES M. SCHULZ, Peanuts




Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Maria Angelica Marcella Cristina Guerrini (Bologna, 29 aprile 1923 – Roma, 10 gennaio 1977), scrittrice, poetessa e traduttrice italiana.Cresciuta nel culto della bellezza e animata da un'incoercibile tensione alla perfezione, etica non meno che estetica, fu influenzata a lungo dal pensiero di Simone Weil.