GÖSTA ÅGREN
CARCERE
Laddove c’era
una possibilità di fuga
restarono tutti
nel carcere.
La possibilità di fuggire
era una libertà che nessuno
voleva perdere.
(da Hid, 1992)
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È certamente un nonsenso questa poesia del finlandese di lingua svedese Gösta Ågren: naturalmente se in un carcere si spalancassero tutte le porte e i detenuti potessero evadere, una buona parte ne approfitterebbe. Ma è chiaro che il discorso di Ågren è filosofico e riguarda qualcosa che attiene alla metafisica: in questi versi c’è il fascino delle cose in fieri, del possibile che resta lì sospeso nelle nostre vite con l’aura che hanno i sogni e i desideri e che l’appagamento invece perde.
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QUINT BUCHHOLZ, “MANN AUF EINER LEITER”
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LA FRASE DEL GIORNO
È con le occasioni mancate che a poco a poco noi ci costituiamo un patrimonio di felicità. Quando il desiderio è soddisfatto, non resta che morire.
ALBERTO SAVINIO, Ascolto il tuo cuore, città
Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 21 giugno 1945, poeta, scrittore e saggista polacco. Esordì nel 1972 con Komunikat. Esponente della New Wave polacca, nel 1976 aderì al Comitato per la Difesa degli Operai e la dittatura comunista gli impedì di pubblicare. Cominciò allora il suo esilio a Houston e Parigi. Tornò a risiedere a Cracovia nel 2002.