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domenica 7 maggio 2023

Come le antenne


MANUEL JOSÉ ARCE

PAESAGGIO

Proprio come le antenne dei televisori
a volte allungo le braccia per catturare la tua immagine.
Freddo albero di alluminio,
vado in giro per la città a cercarti
chiamandoti,
ascoltando uno per uno i canali del vento.
I miei occhi si riempiono di annunci e di segni,
di ignare violenze, di volgari misteri.
Ma tu non ti presenti.
Proprio come le antenne dei televisori
allungo le mie fredde braccia di alluminio
in tutte le direzioni
per vedere se ti trovo.
Apro il mio petto acustico per ascoltare le tue parole
vieni tra le mie braccia
al cuore sano.
Ma la tua voce non arriva.
Dove sei?
Dove passa il fiume tremolante della tua immagine?
Dove sei?
Non riesco a trovarti. Non capto
la tua impronta di lucciole.
E rimango di notte
proprio come le antenne dei televisori
con le mie braccia rigide come un albero di alluminio.

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Entrare in sintonia con gli altri spesso non è facile:  il poeta guatemalteco Manuel José Arce drizza letteralmente le antenne per captare i segnali della donna amata. Ma, ahimè, lei viaggia su una diversa frequenza e non risponde.

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ILLUSTRAZIONE © WALLPAPER CAVE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Nella patria dei miei passi / e nel paese della mia vita / vieni, entra e comanda: è il tuo regno, / la tua vittoria, la tua conquista.
MANUEL JOSÉ ARCE

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Manuel José Leonardo Arce Leal (Città del Guatemala, 13 maggio 1935 - Albi, Francia, 22 settembre 1985), poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista guatemalteco. Negli Anni '80 dovette rifugiarsi in esilio in Francia per sfuggire alle minacce del regime di Lucas García.


sabato 6 maggio 2023

Rafael Guillén


Il 4 maggio è morto all’età di 90 anni a causa di un ictus Il poeta spagnolo Rafael Guillén, tra i più noti esponenti della cosiddetta Generazione del' 50, quella che ruppe il silenzio in cui era sprofondata la poesia granadina del dopoguerra dopo l'assassinio di Federico García Lorca. Fortemente radicato nel territorio andaluso, disse: “La mia poesia è tremendamente Granada. Direi che non è nemmeno andalusa. Il granadismo si manifesta con una concezione della vita in cui il senso dell'umorismo non è mai estraneo. E distinguo il senso dell'umorismo dallo scherzo”. I suoi versi, come disse Antonio Chicharro al conferimento del Premio García Lorca, sono “in cammino verso l'atemporalità” e “tolgono spazio all'incertezza e alla confusione e cercano domande sull'esistenza, sull'amore, sul mistero senza altra risposta che la traccia di alcune poesie”.

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FOTOGRAFIA © LA NOCHE EN BLANCO DE GRANADA

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ESSERE UN ISTANTE

La certezza arriva come uno stordimento.
Si vive per i momenti di luce. O di oscurità.
Il resto sono le ore, i fondali,
il grigiore della fatica. Il resto è niente.

È un momento. Il corpo si disabita e smette
di essere la trasparenza con cui vede se stesso.
Si incorpora nelle cose; diventa materia estranea
e possiamo sentirlo da un luogo remoto.

Ricordo un istante in cui Parigi
mi cadde addosso con il peso di una stella spenta.
Ricordo quella pioggia totale. Parigi è triste.
Tutto ciò che è bello è triste finché esiste il tempo.

Vivere è fermarsi con il piede alzato,
è perdere un passo, è guadagnare un secondo.
Quando guardi passare un fiume, non vedi l'acqua.
Vivere è vedere l'acqua; fissare il suo rilievo.

Il mio vagare poggiava sul parapetto di ferro
del Pont des Arts. Improvvisamente, la vita balenò.
Pioveva sulla Senna e l'acqua, crivellata,
era diventata pietra, cenere di lava indurita.

Niente altera il suo ordine. È solo un battito
dell'essere che, a sorpresa, diventa percepibile.
E dentro si sente la compattezza del ferro,
e noi siamo lo sguardo stesso che ci trafigge.

La lucidità sceglie i momenti inaspettati.
Come quando in sala proiezioni un guasto
interrompe l'azione, lascia un fermo immagine.
Presto il ritmo continua. E la caduta continua.

La pesante sagoma del Louvre non si adattava
allo spazio. Era installata in una
parte di me, era un pezzo di quella coscienza totale
che trafiggeva la certezza assoluta con il suo raggio.

Essere un istante Essere immersi tra le altre cose
che sono. Dopo non c'è niente. Dopo l'universo
continua la sua morte circolare nel vuoto.
Ma per un attimo si ferma, vive.

Ricordo che pioveva su Parigi. Anche gli alberi
erano eterni sulla riva. Dopo un secondo,
le acque ripresero il loro corso e io, ancora una volta,
le guardavo, senza vederle, perdersi sotto il ponte.

(da Confini, 1971)

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SEI DI FRONTE A ME, INVADI, INAUGURI

Sei di fronte a me, Invadi, inauguri
un territorio, uno spazio
che è già tuo per sempre. Ogni
posa, ogni gesto acquisisce
il carattere di quella trasparenza
che ti protegge in questo momento.
Uno spazio creato
per te, che prima del tuo arrivo
non esisteva; sovrapposto
a precedenti presenze nello stesso
luogo e impenetrabile
a successive invasioni.

La sera è una piazza
con tigli e uccelli e su questa
stessa panchina di marmo
consunto si baciarono altri
amanti; ma si sono
portati via la loro aria ed è la tua,
la nostra, quella che i nostri corpi spostano,
e la nostra felicità è la prima,
e il nostro posto è unico.

(da Le età del freddo, 2002)

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NIENTE

Niente
Non c'è niente qui. O meglio,
c'è solo il mare.
È perché la bellezza arriva a un punto
in cui supera
il proprio limite e si avvicina
all'assoluto.
Nulla è più bello del niente.
Solo, forse, il mare
quando scompare in occhi
che lo annientano nella loro intensa
contemplazione.

È come quando sei assente
ma rimani ad occupare un posto,
ad adattare quell'invisibile assenza
al contorno, alla forma,
al nulla che ti sei lasciato alle spalle.

Non rimane niente. Rimane
la traccia del nulla che ha superato
i suoi confini, che ha raggiunto,
come il mare, come te,
quello stato supremo
che non ha più nome.

(da Ultime poesie [Quello che non saprò mai dirti], 2019)

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Ma le lacune rimangono, il tempo rimane. / Il tempo è un insieme /
di lacune successive incolmabili
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RAFAEL GUILLÉN, Confini

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Rafael Guillén (Granada, 27 aprile 1933 – 4 maggio 2023), un poeta spagnolo della Generazione del ‘50.Contribuì a rivitalizzare la poesia andalusa del dopoguerra fondando e dirigendo nel 1957 la raccolta di poesie Veleta al Sur,  La sua poesia si interroga sull’amore, sul tempo e sul mistero della vita.


venerdì 5 maggio 2023

Una pagnotta e un fiore


HARRY MARTINSON

IL CONSIGLIO DI LI-TI

Se possiedi due monete di rame, disse Li-Ti durante un viaggio,
compra una pagnotta e un fiore.
Il pane è lì per saziarti
Il fiore che compri è per dirti
che la vita vale la pena di essere vissuta.

(da Le erbe nella Thule, 1958)

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Materia e spirito, immanenza e trascendenza, realtà e sogno, necessità e bellezza: la saggezza è sapersi bilanciare come un acrobata tra i due opposti, dice il poeta svedese Harry Martinson, premiato con il Nobel 1974, seguendo un antico detto zen. Ovvero, nutrire il corpo sì, ma non dimenticare il cibo per l’anima.

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IMMAGINE © BING/IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Tra la poesia che vive nel tuo cuore e il papavero c'è un contratto / scritto dal vento e firmato dalla distruzione.
HARRY MARTINSON, Le erbe nella Thule




Harry Martinson (Jämshög, 6 maggio 1904 – Stoccolma, 11 febbraio 1978,) scrittore e poeta svedese. Nel 1949 venne eletto membro dell'Accademia Svedese. Nel 1974 gli venne conferito il Premio Nobel per la letteratura, insieme al connazionale Eyvind Johnson con la seguente motivazione: “per una scrittura che cattura le gocce di rugiada e riflette il cosmo”.


giovedì 4 maggio 2023

Nuotare nella luce


ALPHONSE DE LAMARTINE

LA FARFALLA

Nascere a primavera, morire con le rose,
sulle ali di uno zefiro nuotare nella luce,
cullarsi in grembo ai fiori appena schiusi,
in una brezza pura di profumi e d'azzurro,
scuotere, ancora giovane, la polvere alle ali,
volare come un soffio verso la volta infinita:
ecco della farfalla il destino incantato!
Somiglia al desiderio che non si posa mai,
che mai si sazia, ogni cosa sfiorando
per poi tornare al cielo, in cerca di piacere.

(da Nuove meditazioni poetiche, 1823)

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Il poeta romantico francese Alphonse de Lamartine scova un’analogia tra la farfalla e il desiderio: c’è una dicotomia tra il corpo, le sensuali ed effimere cose terrene e il desiderio che rimane insoddisfatto da un lato; e dall’altro l’anima, la trascendenza, il bisogno dello spirito umano di elevarsi.

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FOTOGRAFIA © PEZIBEAR/PIXABAY
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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'uguaglianza degli istinti è una parentela tra gli uomini.
ALPHONSE DE LAMARTINE, Graziella

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Alphonse Marie Louis de Prat de Lamartine (Mâcon, 21 ottobre 1790 – Parigi, 28 febbraio 1869), poeta, scrittore, storico e politico francese. Ammiratore di Chateaubriand e suo continuatore letterario, fu esponente del Romanticismo e fuse la tradizione elegiaca dell'ultimo Settecento con le nuove aspirazioni del lirismo romantico.


mercoledì 3 maggio 2023

Si sbagliò la colomba


RAFAEL ALBERTI

LA COLOMBA

Si sbagliò la colomba.
Si sbagliava.
Per andare al nord fuggì al sud.
Credette che il grano fosse acqua.
Si sbagliava.
Credette che il mare fosse il cielo;
e la notte, la mattina.
Si sbagliava.
Credette che le stelle fossero rugiada;
e il calore neve.
Si sbagliava.
Credette che la tua gonna fosse la tua blusa
e il tuo cuore la sua casa.
Si sbagliava.
(Lei si addormentò sulla spiaggia.
Tu, sulla cima di un ramo).

(da Tra il garofano e la spada, 1941)

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È una poesia che ha avuto molto successo questa di Rafael Alberti: Frida Kahlo ne trasse ispirazione per il suo dipinto Autoritratto con colomba, il compositore argentino Carlos Guastavino la musicò nel 1941 intitolando la sua canzone Se equivocó la palomaSergio Endrigo la tradusse in italiano e ne fece un singolo di successo nel 1968, ritornando al titolo originale. Alberti la scrisse nel 1940, in esilio dal regime franchista cui era sfuggito durante la guerra civile, a Parigi, dove abitò brevemente a casa di Pablo Neruda lavorando come presentatore a Radio París-Mondiale. La colomba ebbra d’amore che non riesce a raggiungere il suo obiettivo è chiaramente una personificazione sia dell’esilio – lo stesso Alberti non troverà casa - sceglierà come sua residenza prima l’Argentina, poi il Cile e l’Uruguay, quindi Roma e ritornerà in patria nel 1977 – sia della pace impossibile: resta forte l’immagine di quel disorientamento.

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DISEGNO DI RAFAEL ALBERTI

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non hanno libertà quelli che non ne hanno sete.
RAFAEL ALBERTI




Rafael Alberti Merello (El Puerto de Santa María, 16 dicembre 1902 - 28 ottobre 1999), poeta spagnolo. Membro della Generazione del ‘27. Il suo lirismo si evolve da una poesia più intellettuale e astratta alla violenza satirica di opere quali Capital de la gloria (1936-1938) e infine a un più delicato e nostalgico intimismo.


martedì 2 maggio 2023

Poesie per maggio IX


Tutto il mio essere è in fiore” dice il poeta-sacerdote David Maria Turoldo: come non può esserlo nel rigoglio del florido maggio? come non indugiare nel verde, nelle sere fattesi tiepide, nella dolcezza del lunghi tramonti come il poeta parmense Attilio Bertolucci?

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FOTOGRAFIA © MUHAMMED SHAMIL/FLICKR

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DAVID MARIA TUROLDO

INNO ALLA VITA IMMORTALE

Ora tutto il mio essere è in fiore;
il sangue a fiotti germoglia
al bacio di questo
primo sole di maggio:
ora anche le pietre
sono in amore, o Primavera.

Iddio come un uccello
tiene suo nido fra queste
selve: noi siamo piantagioni
di carne, maturate nel solco delle case
ed Egli canta tra i nostri rami.

E noi pure cantiamo:
la vita è pianto che ora
trasuda dai nostri rami
gonfi  d’allegri sogni
soavi di profondo amore.
Smateriate le cose sono
in gioiose doglie…

(da Io non ho mani, Bompiani, 1948)

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ATTILIO BERTOLUCCI

NON È

Non è questo che i miei occhi intenerisce
il finire d’un giorno
come tanti ve ne furono e tanti
ne torneranno nella pianura, che maggio
è nell’aria ormai, e il sole dura
così a lungo meravigliandoci
del suo indugio sul verde?

(da Le poesie, Garzanti, 1990)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Maggio va adagio. La luce d’oro / trabocca dalle cime.
LEONARDO SINISGALLI, La vigna vecchia

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David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo (Coderno, 22 novembre 1916 – Milano, 6 febbraio 1992), presbitero, teologo, filosofo, scrittore e poeta italiano, membro dell'Ordine dei servi di Maria. Fu sostenitore delle istanze di rinnovamento culturale e religioso della Chiesa, di ispirazione conciliare.


Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


lunedì 1 maggio 2023

Con un saldatore in mano


FATOS ARAPI

I LAVORATORI

Entrano costantemente nelle poesie,
                           giorno e notte
Non aspettano che i pesanti cancelli vengano aperti
dall'amore intellettuale, dal pensiero raffinato e delicato.
Entrano nelle poesie come entrano nelle fabbriche, negli impianti,
Pieni di energia,
               rumore e passione.
Suonano le sirene, accendono i motori, iniziano a lavorare.
La facciata della poesia risuona di trapani, di torni.
L'aria grigia e metallica trema per le vibrazioni.
Montano le impalcature,
               i versi.
Con un saldatore in mano saldano
ferro e ritmi e dolci rime,
Verificano i calibri e la forza
dei nostri pensieri
               e dei nostri amori.

(da Poesie e versi, 1966)

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Primo maggio: una poesia sui lavoratori nel giorno dedicato alla Festa del Lavoro. Il poeta albanese Fatos Arapi li vede come costruttori di versi, fa loro tramutare il lavoro in poesia.

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ALLAN SKRILOFF, "MEN AT WORK 11"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il lavoro è solo una parte della vita. Ma il lavoro è vita solo se viene fatto con consapevolezza.
THÍCH NHẤT HẠNH, Il miracolo della presenza mentale

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Fatos Arapi (Zvërnec, 19 luglio 1930 – Tirana, 11 ottobre 2018), poeta, romanziere, traduttore e giornalista albanese, considerato il più importante poeta del Novecento in patria. Dal 1973, dopo le critiche del regime al Dramma di un anonimo partigiano, non pubblicò più fino al 1989.