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venerdì 7 ottobre 2022

È fuoco


ANNA DODAS I NOGUER

NON È ACQUA, NO

Non è acqua, no, è fuoco
e il mantello d'argento è porpora
non sono brezze dolci, sono vortici
labbra rosse con denti aguzzi
file di denti bianchi e duri
un sesso ardente dove tutto si scioglie
fiore di cactus
fiore di carne
caotiche lune piene d’estate
suono incontrollato di campane, insetti
aghi roventi
è questo e non altro:
una fusione matura e la terra nera
non ci sono stelle nella notte, ci sono
comete rabbiose

(da Il vulcano, 1986)

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La sfortunata poetessa catalana Anna Dodas i Noguer – fu uccisa con un’amica nei pressi di Montpellier mentre tentavano di raggiungere la Sardegna in autostop – descrive affascinata la forza della lava che discende dal vulcano: “l'esile montagna, / tutta sola e sicura, ha il tuono nel grembo”.

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FOTOGRAFIA © TANYA GRYPACHEVSKAYA/UNSPLASH

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E molti fuochi bruciano sotto terra.
EMPEDOCLE, Della natura




Anna Dodas i Noguer ( Folgueroles , 2 novembre 1962 –  Briçac, Francia, agosto 1986), poetessa catalana. La sua poesia, ricca di musicalità e immagini di grande forza immaginativa, consta delle raccolte Paesaggio con inverno e Il vulcano, entrambe edite nel 1986, anno in cui fu assassinata mentre tentava di raggiungere la Sardegna in autostop.


giovedì 6 ottobre 2022

Un coro di colori


STEPHEN CRANE

OGNI BREVE LAMPO ERA UNA VOCE

Ogni breve lampo era una voce,
una voce come una lanterna -
sfumature di carminio, viola, verde, oro.
Un coro di colori raggiunse l’acqua;
l'ombra meravigliosa delle foglie smise di tremare,
nessun pino cantava sulle colline,
la notte azzurra era altrove un silenzio,
quando il coro dei colori raggiunse l'acqua,
sfumature di carminio, viola, verde, oro.

Piccoli ciottoli lucenti
gettati sul piano oscuro della sera
cantano bellissime ballate di Dio
e dell'eternità, con il riposo dell'anima.
Piccoli sacerdoti, piccoli santi padri,
nessuno può dubitare della verità dei tuoi inni,
quando il coro meraviglioso raggiunge l'acqua,
canti di cremisi, viola, verde, oro.

(da La guerra è gentile, 1899)

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Lo scrittore statunitense Stephen Crane è noto soprattutto per il romanzo Il segno rosso del coraggio. L’impressionismo e il naturalismo che trasudano dalla sua narrativa si rovesciano anche nell’opera poetica: la sinestesia suono/vista esprime con rapide pennellate una scena naturale in cui la luce si riflette su uno specchio d’acqua facendovi danzare riflessi colorati elevando la trascendenza come unica forma di comprensione della realtà.

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FOTOGRAFIA © QUANG NGUYEN VINH/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A volte, il più profondo dei risvegli arriva avvolto nel momento più tranquillo.
STEPHEN CRANE




Stephen Crane (Newark, New Jersey, 1º novembre 1871 – Badenweiler, Germania, 5 giugno 1900), scrittore, giornalista e poeta statunitense. Nella sua pur breve vita fu autore di importanti opere nella tradizione del realismo letterario, giostrando tra naturalismo e impressionismo.


mercoledì 5 ottobre 2022

David Huerta


"Sono uno scrittore di poesie piuttosto tradizionali. Direi che quella che faccio è una poesia di immagini, metafore, similitudini, metonimie, di tutti i tipi di tropi e figure retoriche. Piuttosto che il culto o la devozione dell'immagine, io sono sicuro che attraverso le immagini possiamo ancora dire cose che ci aiutano a vivere un po' ai margini del mercato, se possibile": così si definiva nella sua biografia il poeta messicano David Huerta, scomparso lunedì per un insufficienza renale a pochi giorni dal settantatreesimo compleanno. Attivista sociale senza compromessi, Huerta si è sempre dichiarato "figlio della generazione dei 68", alludendo al movimento studentesco di cui fece parte. Figlio del poeta Efraín Huerta, dovette staccarsi dall’ingombrante ombra del padre per raggiungere il suo stile.

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FOTOGRAFIA © ADRIANA GONZÁLEZ/CUCSH

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DIMENTICARE

Qui i nervi
che avvolgono, come una carta profumata,
le melodie ottuse
del risentimento.
Qui la risata
come un uccello ubriaco

Ascoltare. Dimenticare. Due nebbie.
la schiuma della sofferenza
filtra nel pizzo naufragato
del mio fischio mattutino.

Ecco i suoni
smemorati, i crepitii
che ingialliscono.
Ancora una volta,
tutto sarà ascoltare
o dimenticare

Dimenticherò questi enigmi
ripiegati, questi orologi
rettilinei in attesa, questo corpo
estraneo
alla fiamma del legno di sandalo

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ALCUNI DESIDERI

Che tu veda di nuovo l'enorme cattedrale
e l'alta Cappella
e senti il passo lontano, le voci
dei Crociati e di San Luigi.

Che tu torni in Rue Monsieur-le-Prince
a guardare le vetrine
e poi in Rue Vavin,
alle invenzioni degli erboristi
e alla sua lenta meraviglia - l'invisibilità degli odori.

Che tu recuperi la luminosità
di una scrittura tanto attesa
nei pomeriggi di Coyoacán.

Che abbracci gli alberi
e beva l'acqua dolce vicino
al mare amaro e splendente.

Che tu ti possa reclinare ancora una volta e sempre
sul mio viso
e che io apra gli occhi per vederti.

(da La musica di ciò che passa, 1997)



Altre poesie di David Huerta sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia viene a dissolvere il nostro corpo, a trasformarci.
DAVID HUERTA, Rialta, 28 agosto 2022




David Huerta (Città del Messico, 8 ottobre 1949 - 3 ottobre 2022), poeta, editore, saggista e traduttore messicano. Attivista legato alla Generazione del ‘68, ha scritto poesia energica e ricca di immagini. Vincitore del Premio Xavier Villaurrutia e del Premio Nacional de Ciencias y Artes.


martedì 4 ottobre 2022

Questa pioggia


JACK GILBERT

PIOGGIA

Improvvisamente, questa sconfitta.
Questa pioggia.
I blu diventano grigi
e i marroni grigi
e il giallo
un'ambra terribile.
Nelle strade fredde
il tuo corpo caldo.
In qualsiasi stanza
il tuo corpo  caldo.
Tra la gente
la tua assenza
gente che sempre
non è te.

Sono stato condiscendente con gli alberi
per troppo tempo.
Troppo amichevole con le montagne.
La gioia è stata un'abitudine.
Adesso
all'improvviso
questa pioggia.

(da Visioni del pericolo, 1962)

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Molte delle poesie di Jack Gilbert trattano delle sue relazioni amorose:  e naturalmente contemplano, come in questo caso, la possibilità della sconfitta, della perdita e dell'assenza che non scade però nel sentimentalismo.

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FOTOGRAFIA © PIXABAY

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il cuore è un paese straniero della cui lingua nessuno di noi è pratico.
JACK GILBERT




Jack Gilbert (Pittsburgh, Pennsylvania, 18 febbraio 1925 - Berkeley, California, 13 novembre 2012), poeta statunitense. Amico di Allen Ginsberg e Jack Spicer, non fu però vicino al movimento beat. Si è descritto come un "romantico serio" e un "contadino della poesia".


lunedì 3 ottobre 2022

Fotocopiare la luna


NANCY WILLARD

DOMANDE CHE MI HA POSTO MIO FIGLIO,
RISPOSTE CHE NON GLI HO MAI DATO

1. "I gorilla compiono gli anni?"
Sì. Come l'arcobaleno, succedono.
Come l'aria, nessuno li osserva.

2. "Le farfalle fanno rumore?"
Il filo nella lingua delle farfalle
emette un ronzio d'oro.
Alcuni uomini sentono le farfalle
anche in inverno.

3. "Fanno parte della nostra famiglia?"
Ci hanno dimenticato, perché abbiamo dimenticato come si vola.

4. "Chi ha legato il mio ombelico? Dio l'ha legato?"
Dio ha fatto il filo: Uomo, vivi per sempre!
L'uomo fece il nodo: basta.

5. "Se perdo un dente al telefono
Passerà attraverso i fili e morderà l'orecchio di qualcuno?”
Ho visto lobi che erano stati morsi da un dente d'acciaio.
Gli piace ciò che dura.
Non gli piace la carne.
Lascia un anello d'oro sulla ferita.

6. "Se sto a testa in giù
il sonno dai miei occhi mi rotolerà nella testa?
Il sogno conosce suo padre?
Può il pane tornare nel prato dove è nato?

7. "Posso avere una stella?"
Sì, con la bocca del tempo
che gode di tutto.

8. "Possiamo fotocopiare la luna?"
Questo è il primo comandamento:
Io sono la luna, la tua luna.
Non ti prostrerai davanti a nessun'altra luna.

9. "Chi ha inventato l'acqua?"
Le mani dell'aria, che volevano lavarsi.

10. "Cosa succede alla fine dei numeri?"
Vedo tre uomini che corrono verso un prato.
Alla fine dell'erba alta, diventano luce.

11. "Gli anni finiranno?"
Dio disse: Spezzerò il cuore del tempo.
Il tempo stava rallentando, come un vecchio fonografo.
È piatto come un tappeto.
Sdraiata tra i suoi fili, sto imparando a volare.

(da Racconti domestici di luna e acqua, 1987)

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Nancy Willard, scrittrice e poetessa statunitense, in un’intervista del 1986 dichiarò di aver tenuto un quaderno in cucina, dove segnava le domande curiose che le poneva suo figlio tra i quattro e i sei anni di età; in seguito trasformò tali domande in questa poesia, cercando di tradurle in una sorta di koan, le questioni paradossali utilizzate nel buddhismo zen giapponese come tecnica di meditazione. E naturalmente, essendo insegnante di scrittura al Vassar College, se ne servì per spronare gli allievi del suo corso a gareggiare con la sua immaginazione.

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ILLUSTRAZIONE DI DAVID MC PHAIL PER UN LIBRO DI NANCY WILLARD

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A volte le domande sono più importanti delle risposte.
NANCY WILLARD




Nancy Willard (Ann Arbor, Michigan, 26 giugno 1936 – Poughkeepsie, New York, 19 febbraio 2017), scrittrice e poetessa americana, autrice e illustratrice di storie per bambini.Insegnante di scrittura al Vassar College, nel 1982 vinse la Medaglia Newbery con Una visita al William Blake’s Inn.


domenica 2 ottobre 2022

Questa fame d’amore


LUCIO MARIANI

POESIA QUANDO

Il canto
fulminante
spicca
dal coro delle malìe superstiti
muta in un grido nitido
questa fame d’amore
inesaurita

(da Bestie segrete, Crocetti, 1987)

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La poesia di Lucio Mariani è un’incessante opera di esplorazione del mistero, alla ricerca del divino nella condizione umana: “aspettando che finisca l’attesa / che arrivi la sorpresa d’un avviso”, come un cercatore d’oro sulla riva di un torrente, scarta tutte le pietre che non hanno valore per trattenere le esigue pagliuzze che rilucono sotto il sole.

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JOHN BROCKINGTON, "SIRENA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A dispetto del mentore / la vita non si scrive in stampatello.
LUCIO MARIANI, Dispersi gli alleati




Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.


sabato 1 ottobre 2022

Poesie per ottobre IX


Due dei Sonetti spirituali di Juan Ramón Jiménez per questo mese di ottobre: il mistero che si manifesta in piena luce nella caduta delle foglie, nella nudità dei campi ritemprati dall’aratura, traccia i confini della poesia del poeta spagnolo Premio Nobel 1958: l’estasi e la ricerca, la natura e lo spirito.

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FOTOGRAFIA © OLEG SKLYANCHUK/FLICKR

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JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

OTTOBRE

Sdraiato sulla terra, là presente.
l’infinito paese castigliano,
che l’autunno avvolgeva nell’arcano
dorato del suo sole all’occidente.

Lento, l’aratro, parallelamente
la zolla apriva, e il seme con la mano
aperta nelle viscere il villano
gettava della terra, onestamente.

Pensai strapparmi il cuore, e là gettarlo,
pieno del suo soffrire alto e profondo,
del tenero terreno nel calore,

per vedere se, infranto, a seminarIo,
la primavera di svelasse al mondo
l’albero puro dell’eterno amore.

(da Sonetti spirituali, 1916)

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JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

OTTOBRE II

Nell’acqua calma e nella sua purezza
il sole indora il fiume e i suoi verdini;
le foglie secche vanno e i gelsomini,
gli ultimi, sull’oro con incertezza

Il cielo, verde, in più libera altezza
del suo ampio culmine, traccia i confini
del mondo in un estremo di giardini
fallaci. Sera piena di bellezza!

Che pace! Al pioppo chiaro giunge e canta
un uccello. Una nuvola svanisce
incolore e una farfalla graziosa,

luce, sprofonda nella luce… si alza
non so quale respiro, che fa triste
di non morir ancor di più la rosa.

(da Sonetti spirituali, 1916)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

In un crollo continuo di bellezza, / la vita si denuda, e si matura / la sua luce di verità divina.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Sonetti spirituali




JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.