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martedì 7 luglio 2015

Afa d’estate

 

ALBERTO MONDADORI

AIUTAMI...

M’impigra afa d’estate
in fastidio d’immobile aria
che dissimili insetti
non incrinano.
Ma tu,
ilare nella gonna gialla,
a tenerezza inviti
insinuante
che arsura addoppia
e voglia di bere alle tue labbra.
Sorride la tua bocca
d’infinito
mentre m’ascolti
monotono lagnarmi di stanchezze
cui stagnante calura
indifferenza accresce.

Meina, luglio 1945

(da Quasi una vicenda, Mondadori, 1957)

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L’afa di questi giorni di luglio, portata dall’anticiclone delle Azzorre, è davvero insopportabile, per la sua intensità e per la sua straordinaria durata. Ho preso un libro di poesie dallo scaffale e me lo sono portato sulla terrazza inseguendo un refolo di vento come il poeta Alberto Mondadori, capace di trasformare un pomeriggio di un luglio afoso in un canto d’amore.

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VLADIMIR VOLEGOV, “PEONIES VIOLET”

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LA FRASE DEL GIORNO
Caldo e Luglio, due gemelli nati per far soffrire la gente.
ED McBAIN, Lo spettacolo è finito




Alberto Mondadori (Ostiglia, 8 dicembre 1914 – Venezia, 14 febbraio 1976), editore, giornalista, poeta e scrittore italiano. Collaborò alle edizioni della casa di famiglia prima di fiondare l’editrice Il Saggiatore. Con Quasi una vicenda nel 1957 vinse il Premio Viareggio.


lunedì 6 luglio 2015

Due sillabe fugaci

 

ÁNGEL CAMPOS PÁMPANO

IL TUO NOME

Questo scompiglio cerca un altro posto
dove mettere la tua voce
la sospensione dei giorni
la casa che fu tua
tutto questo timore

adesso la forma sfuggente di una nuvola
va sagomando
il tuo nome o il riflesso del tuo nome

e lo dico ad alta voce
e me lo dico
intimamente quasi balbettando
e devo ripeterlo
ancora quando il vento lo disfà

non potrò con la sua assenza
con il vuoto
che hanno lasciato in me
le sue due sillabe fugaci

nessuno risponderà se chiamo

ci sarà solo un vuoto
come erba che spunta dovunque
magnetico mutismo
asse immobile
che mi lascia orfano
tagliate per sempre le radici

(da Il seme nella neve, 2004)

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Poesia dolorosa, poesia dell’assenza quella del poeta spagnolo Ángel Campos Pámpano, traduttore di Pessoa, Saramago e De Mello Breyner Andresen: il nome, le due sillabe del nome, sono tutto quello che resta nei primi giorni dopo un addio, quando il silenzio regna disperante e il vuoto pare assorbire ogni cosa come un enorme buco nero.

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Hopper

EDWARD HOPPER, “OFFICE IN A SMALL  CITY”

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LA FRASE DEL GIORNO
E la tua assenza so quel che mi dice, / la tua assenza che tumultuava, / nel vuoto che hai lasciato, /come una stella.
VINCENZO CARDARELLI, Poesie




Ángel Campos Pámpano (San Vicente de Alcántara, 10 maggio 1957 - Badajoz, 25 novembre 2008), poeta e traduttore spagnolo, grande difensore della cultura e della letteratura portoghese . La sua è una poesia meditativa, impressionista e di forte impatto sulla conoscenza del Portogallo.



domenica 5 luglio 2015

Da quel giorno

 

ATTILIO BERTOLUCCI

I VENDITORI DI FLAUTI

Per la valle scendevano
i due venditori di flauti
vestiti di velluto nero.

Camminavano
senza guardarsi intorno
come due giovani soldati
fuggitivi.

Li chiamai
per fare acquisti, ma essi non m’intesero.
Da quel giorno non sono più passati
venditori di flauti davanti alla mia casa.

(da Fuochi in novembre, 1934)

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Due venditori di flauti ambulanti, mestiere perduto, antico, che sconfina ormai nelle nebbie del sogno, nei dipinti di Chagall. Passano davanti alla casa del poeta Attilio Bertolucci ma sono le occasioni perdute che passano, sono i giorni, le stagioni, la gioventù, la vita…

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Seurat

DISEGNO DI GEORGES SEURAT, PART.

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LA FRASE DEL GIORNO
Mentre si pensa, spesso l’occasione sfuma.
PUBLILIO SIRO, Sentenze




Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


sabato 4 luglio 2015

La stella mattutina

 

ANNA ACHMATOVA

E CERTO MOLTE COSE ANCORA

E certo molte cose ancora
vogliono da me il loro canto.
Ciò che rintocca senza verbo,
ciò che scava nel buio la pietra sotterranea,
ciò che si apre una strada nel fumo.
E ancora non ho fatto i conti,
con la fiamma, col vento, coll’acqua…
Per questo nel dormiveglia
mi si aprono ad un tratto strane porte,
che mi indicano la stella mattutina.

(da Poesie, 1962 - Traduzione di Raissa Naldi)

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La poesia – come più volte si è visto in questo blog – ama imporsi da sé: arriva al poeta come per ispirazione divina o profetica: “Ed ecco è entrata. / Levato il velo, mi guarda attentamente. / Le chiedo: «Dettasti a Dante tu / le pagine dell’Inferno?» Risponde: «Io»”. L’ispirazione per la poetessa russa Anna Achmatova, autrice anche dei versi citati, è una sorta di dormiveglia, quasi una trance in cui le cose si manifestano alla rinfusa per essere poi scelte e ordinate secondo uno schema.

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Olbinski

RAFAL OLBINSKI, “CALENDaR OF YESTERDAYS WISHES”

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LA FRASE DEL GIORNO
Al poeta, come al profeta, è richiesto un atto di obbedienza e di sottomissione affinché la sua parola divenga energia creatrice.
ENZO BIANCHI, Avvenire, 13 aprile 2008




Anna Andreevna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko (Bol'soj Fontan, 23 giugno 1889 – Mosca, 5 marzo 1966), poetessa russa. Fu osteggiata dal regime sovietico per il suo “estetismo” e per il “disimpegno" politico”. La sua poesia spesso scarna, libera dalle analogie simboliche, scolpita fino all'osso, si veste di un’ironia e di una malinconia che sconfinano nel disincanto.


venerdì 3 luglio 2015

L’essenza della speranza

 

DARIA MENICANTI

LA SPERANZA

Una verde, una trepida farfalla
nella stanza! Un miracolo la strinse
qui tra le secche pietre di città.
Si posa e trema sopra cose che
non sono fiore
non sono ruscello
cose senza né miele né colore.
- Non muoverti – sussurri – o se ne andrà.
Ma io non temo che svoli. L’essenza
stessa della speranza è di restare.

(da Altri amici, 1986)

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La speranza è un salvagente cui ci aggrappiamo, è la base sulla quale costruiamo il nostro futuro – se talvolta si trasforma in illusione, pariamo il colpo e ricominciamo a costruire, ricominciamo a sperare. “Io vivo, dunque io spero, è un sillogismo giustissimo” chiosava nello ZIbaldone persino il pessimista Leopardi. E la poetessa Daria Menicanti ravvisa l’immagine della speranza in una farfalla curiosamente apparsa in una stanza della sua casa milanese.

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Eisler

SUZANNE EISLER, “STILL LIFE WITH BUTTERFLY”

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LA FRASE DEL GIORNO
La speranza è un prestito fatto alla felicità.
VÉRA DE BÉNARDAKY, Nuovi pensieri e vecchi ricordi




Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


giovedì 2 luglio 2015

La bellezza del cielo

 

CLAUDIO RODRÍGUEZ

CIELO

Ora come non mai mi è necessario
che guardi il cielo. Senza fede e solo,
in questo secco mezzogiorno, alzo
gli occhi. E è la stessa verità di prima,
anche se cambia il testimone. Rischi
senza leggenda d’avventura né angeli,
neppure quell’azzurro della patria.
Costa denaro respirare l’aria,
senza compenso, gli occhi in su, vedere
una grazia accettare che non sta
nei sensi ma gli dà nuova salute,
li acuisce e ricolma. Questo dono
basta al mio amore, come la bellezza
che non merito e merita nessuno.
Oggi ho bisogno più che mai del cielo.
Non che mi salvi, solo m’accompagni.

(da Alleanza e condanna, 1965 – Traduzione di Francesco Luti)

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Claudio Rodríguez, poeta spagnolo, nel 1960 si trasferì in Inghilterra, all’Università di Cambridge: lì si innamorò dei poeti romantici inglesi, che influenzarono notevolmente da quel momento la sua poesia, come in questa ode elevata al cielo, a quell’immensa coperta spesso azzurra che ci sovrasta, che ci sa donare il suo fascino e che silenziosamente parla al nostro spirito di grazia, d’amore, di vita, di bellezza.

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Cielo

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto.

CAMILLE FLAMMARION, Le stelle e le curiosità del cielo




Claudio Rodríguez García (Zamora, 30 gennaio 1934 – Madrid, 22 luglio 1999),  poeta spagnolo. Inquadrato nella Generazione degli annii '50, ha ricevuto nel corso della sua vita i più importanti premi di poesia in Spagna, e il suo primo libro (Dono dell'ebbrezza, 1953) è stato valutato dalla critica come uno dei più brillanti della poesia spagnola nella seconda metà del  XX secolo.


mercoledì 1 luglio 2015

Altre due poesie per luglio

 

Due grandi poeti italiani leggono luglio, mese che dovrebbe essere “febbricitante” con la sua afa e il suo solleone – quest’anno “Flegetonte” promette il suo clima di lava - e che inizia la sospensione di molte attività che culminerà nell’ozio di agosto. Eugenio Montale la prende con ironia e filosofia. Mario Luzi è più riflessivo: l’ardere del giorno diventa anche un quasi delirante interrogarsi senza trovare risposte a conferma del montaliano “ritmo della mente che si dislenta”.


Etretat

.FELIX VALLOTTON, “LE 14 DE JULLIET A ÉTRETAT”


EUGENIO MONTALE

I PRIMI DI LUGLIO

Siamo ai primi di luglio e già il pensiero
è entrato in moratoria.
Drammi non se ne vedono,
se mai disfunzioni.
Che il ritmo della mente si dislenti,
questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.
Meglio si affronta il tempo quando è folto,
mezza giornata basta a sbaraccarlo.
Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia
e l’idraulico è in ferie.

(da Diario del ’71 e del ’72, Mondadori, 1973)

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MARIO LUZI

FONTE? - QUEL FEBBRICITARE

Fonte? - quel febbricitare
celeste. O è sfacimento?
Non dice cosa sfolgora
in lei la notte di luglio...
                                        punta
su tutto il perimetro
dei monti
                 quelle mute fiamme.

Stelle? o la loro lontananza?
la loro luce ingannevole,
la loro dubbia presenza?
O è, che unico vacilla, il fuoco interno, la mente?

(da Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985)..

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LA FRASE DEL GIORNO
Ah, disse Luglio – / Dov’è il Seme - / Dov’è il Germoglio – / Dov’è il Maggio?
EMILY DICKINSON, Poesie




Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.

Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.