GUGLIELMO PETRONI
GUERRA È IN QUESTE MANI
Che sorga un’alba in questa mezzanotte,
che s'ottenebri il sole più lucente,
che ti rovesci, o Terra,
io sono senza guerra,
grand'occhi aperti sopra tutto questo.
Guerra sta in queste mani,
in queste armi armoniose indifferenti:
guerra non è nel cuore.
Forse nella memoria passa un vento
che sperde le figure come un armento
dentro la bufera; ma quest’occhi
son fermi e solitari.
(da Poesie, Neri Pozza, 1959)
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Lo scrittore lucchese Guglielmo Petroni, che nel 1943 prese parte attiva alla Resistenza romana, fu arrestato dalle SS, rinchiuso nel carcere di Via Tasso, torturato e condannato a morte. Si salvò all'ultimo grazie all'arrivo degli Alleati. In questi versi scritti a caldo - risalgono al 1945 - riflette sugli orrori della guerra, ma parla anche dell'innata capacità degli esseri umani di resistervi. Se la guerra distrugge ogni cosa sul suo cammino, gli occhi del poeta si rifiutano di distogliere lo sguardo.
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FOTOGRAFIA © NANA/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Il primo passo verso la vita non si può fare se non partendo dal fondo della propria anima, della propria cultura, dell'esperienza che in ognuno di noi rappresenta il sentimento secolare della tradizione e della nostra storia, se non scoprendo in se stessi il significato delle cose che nascono attorno, dei sentimenti che si svolgono e si evolvono.
GUGLIELMO PETRONI, Il mondo è una prigione
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Guglielmo Petroni (Lucca, 30 ottobre 1911 – Roma, 29 aprile 1993), poeta, scrittore e pittore italiano. Grazie alle prime poesie entrò in contatto con il mondo letterario fiorentino delle Giubbe Rosse. Con Alessandro Bonsanti fondò la rivista Letteratura. Vinse il Premio Strega 1947 e il Premio Selezione Campiello 1984.


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