INGE MÜLLER
CE NE STAVAMO SULL'ERBA
Ce ne stavamo sull’erba
E vedevamo tremare i pini selvatici
Nel vento. Vicina nuotava
Una nuvola candida.
I giunchi cantavano al fiume
E il vento si fermò
La durata di un respiro.
(da Poesia, n. 246 Febbraio 2010 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)
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Inge Müller, poetessa tedesca, ebbe una vita tormentata, confluita nella Trümmerliteratur (letteratura delle macerie), seguita ai bombardamenti alleati sulla Germania hitleriana. Eppure, in quel tormento, appare qualche sporadico momento di profonda contemplazione e sospensione emotiva. La natura circostante fa da cornice a una quiete improvvisa: un'esperienza di pausa e armonia colta nell'arco di un solo respiro.
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FOTOGRAFIA © NIKITA GIRAFFE/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Esistono due tipi di piacere: uno consiste in uno stato di quiete, in cui corpo e mente non sono turbati da alcun tipo di dolore; l'altro deriva da una piacevole stimolazione dei sensi, che produce una corrispondente emozione nell'anima. È dal primo tipo di piacere che dipende principalmente la gioia di vivere. Si può quindi affermare che la felicità consiste nel benessere fisico e nella tranquillità mentale.
EPICURO
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Inge Müller, nata Inge Meyer (Berlino, 13 marzo 1925 - 1° giugno 1966) poetessa tedesca. La sua poesia è un'opera intima, dove parla da sola, ricorrendo alla paratassi, con brevi poesie, che a volte sembrano filastrocche ma dal tono tragico. Evoca i suoi ricordi, i suoi traumi e il suo malessere esistenziale.


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