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FOTOGRAFIA © THE GREEK HERALD
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ALL'IMPROVVISO
Ciò che chiamiamo sogno non è un sogno
la cui ampia realtà non è reale.
Da qualche parte rido, ma lì esisto già assolutamente,
come la nuvola che cambia in pochi secondi,
essendo solo una trasformazione non richiesta.
Nessun leone ha scambiato la sua preda
e l'anatra non ha smesso di succhiare il fango;
il polpo emerge dalla sua camera poco profonda di pietra blu
nelle radure la tigre è irrimediabilmente dimenticata.
Anche oggi si sta facendo notte. L'ansia
ripete: pascolerò il buio.
(da Il sacco a pelo, 1981)
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DESERTO COME LA PIOGGIA
Attraverso il mio sogno, non guarito,
nella sola rete del primo silenzio
ho mostrato agli uccelli i bivi della strada,
la verità accresce sempre lo slancio.
E il destino delle stelle
sarà cenere, sarà un grande fuoco,
ora imparo il mio sangue
senza i giacinti freschi,
ora ti vedo sul la via della bontà come un monito
con i gigli,
portando la borsa dei sospiri
e io continuo ad andare,
vado
alle
sorgenti.
(da Il cervo delle stelle, 1962)
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Altre poesie di Nikos Karùzos sul Canto delle Sirene: -
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LA FRASE DEL GIORNO
Che dire? Il poeta è un autopsichiatra che si cura con l'alcol puro.
NIKOS KARÙZOS, Crepuscolo neolitico a Kronstadt
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Nikos Karùzos (Nauplia, 17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge verso la fusione con l'universo sensibile.


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