lunedì 19 maggio 2008

Varenna


Varenna, arroccata su un piccolo promontorio, si adagia sulla sponda orientale del Lago di Como con la sua passeggiata, con le sue ville, con i negozi incassati sotto i portici, gli oleandri fioriti, le palme che accolgono il visitatore sin dalla stazione ferroviaria. Infatti, suggestivo è arrivare in treno, sulla linea Milano-Sondrio-Tirano, accolti dal lago che dopo Lecco accompagna i binari regalando paesaggi mozzafiato. Dalla piccola stazione, che si trova nella parte alta del paese, si scende attraverso strette stradine dalle caratteristiche case porticate fino al lago, alla piazza dell'imbarcadero, dove i riflessi giocano nell'acqua, scompigliati dalla brezza leggera: il verde delle montagne, il bianco e rosso dei battelli, i colori delle barche ormeggiate si sciolgono e si rimescolano.
Dall'imbarcadero si snoda, seguendo l'arco della costa, la bellissima passeggiata lungolago: a ridosso dell'acqua, tra piante e fiori, si raggiunge la zona vecchia dove resistono ancora piccole botteghe artigiane.
Da visitare la chiesa prepositurale di San Giorgio e i giardini di Villa Monastero con viali e terrazze appoggiati alla montagna e lambiti dal Lario.




Varenna, Imbarcadero



Così la descrive affascinato il poeta inglese Charles Tomlinson nella raccolta "Poesie recenti" del 1993:

VARENNA

Aspettando il traghetto
osserviamo l'ultimo sole
indorare in modo esagerato
la città in riva al lago


e il lago stesso
come per ripeterci che noi
non abbiamo bisogno di cercare altrove:
l'immanenza è il mistero

dove la colonna del sole calante
si riflette in un'alta
verticale invadenza
che pare olio tremolante

e scarica sulla spiaggia
fiamme che fanno lotta e danze
in ogni vibrazione
della sfuggente sostanza,

quindi un monte si frappone,
i fili di fuoco si sfanno
e l'acqua che si oscura
traghetta la notte nella baia.



Varenna, Passeggiata lungolago


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LA FRASE DEL GIORNO

ENDIMIONE Penso a volte che noi siamo come il vento che trascorre impalpabile. O come i sogni di chi dorme. Tu ami, straniero, dormire di giorno?
STRANIERO Dormo comunque, quando ho sonno e casco.
ENDIMIONE E nel sonno ti accade - tu che vai per le strade - di ascoltar lo stormire del vento, e gli uccelli, gli stagni, il ronzio, la voce dell'acqua? Non ti pare, dormendo, di non essere mai solo?

CESARE PAVESE, Dialoghi con Leucò

1 commento:

Declino ha detto...

Trovo degli articoli molto interessanti sul tuo blog; anche io in questo periodo sto leggendo Luzi, mi sto soffermando sopratutto su 'Nel Magma'. Francesco.

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