giovedì 15 maggio 2008

La meraviglia


La viva sorpresa che si prova davanti a qualcosa di non comune o di non atteso ha un nome: meraviglia.
Benché derivi dalla stessa radice latina "mirare", è un sentimento che non si identifica con l'ammirazione, perché questa presuppone un porsi meno fugace e più meditato: la meraviglia invece appare quasi meccanicamente. Sconfina quindi con l'estasi, con la contemplazione della cosa o della persona che colpisce piacevolmente i sensi e lo spirito, traduce in campo estetico lo stupore, aggiungendo quella sfumatura artistica che allo stupore manca.

Cesare Pavese, nel "Mestiere di vivere", alla data 11 maggio 1938, ci spiega lo scopo più intimo dell'arte:

"Tutta l'arte mira alla «meraviglia»: meglio, a «insegnare la meraviglia». Stupendosi del «come» e non del «che» ci si potrà stupire poi, sempre che si voglia."

Traduce insomma, con parole moderne un verso della "Murtoleide" del secentista Giambattista Marino:

"È del poeta il fin la meraviglia".

Un altro poeta, Vincenzo Monti, due secoli dopo il Marino, nel "Sermone sulla mitologia" scriverà:

"Senza portento, senza meraviglia

nulla è l'arte de' carmi, e mal s'accorda
la meraviglia ed il portento al nudo
arido vero che de' vati è la tomba".


E Giuseppe Ungaretti, attraverso la meraviglia, in "Commiato" ci dà una precisa definizione di poesia:

"Poesia

è il mondo l'umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia di un delirante fermento".


Ma meraviglia è anche, e maggiormente, quella che si prova davanti alla natura: un tramonto inaspettatamente sanguigno, una veduta spalancatasi all'improvviso, un minuscolo filo di ragnatela teso in un bosco. Joseph Conrad, in "Lord Jim" la descrive così:

"Guardi! La bellezza - ma quella è niente - guardi la precisione, l'armonia. È così fragile! È così forte! È così esatta! È questa la Natura - l'equilibrio di forze colossali. È così ogni stella - è così che si regge ogni filo d'erba - e il Cosmo possente in equilibrio perfetto produce questo! Questa meraviglia, questo capolavoro della Natura - la grande artista".

Anche l'amore, anche il sogno possono generare meraviglia: Maria Luisa Spaziani ce ne dà un saggio nella raccolta "La stella del libero arbitrio", del 1986:

A SIPARIO ABBASSATO

Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni.

Ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
Talvolta
è a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie
- la meraviglia.




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LA FRASE DEL GIORNO
Ogniqualvolta ripercorro col pensiero il sentiero della mia vita, mi assale una mite tristezza per i mille giorni dimenticati.
HERMANN HESSE, Hermann Lauscher

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