Gennaio nei versi di due poco noti poeti italiani del Novecento: Angelo Barile, ligure di Albissola Marina, e Alfredo Baccelli, scrittore e politico romano: il freddo, il gelo, i presepi che vengono smontati, d'accordo, ma anche quel sole di speranza che accende boccioli sui rami e asfodeli nei prati lasciando intravedere la primavera.
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ANGELO BARILE
FUORI TEMPO
In questi giorni di chiaro gennaio
che si disfanno i presepi, s’affioca
la pastorale
anche quest’anno nell’ansa del colle
il mio albero schiude le corolle
inaspettate.
Nella tepida tregua
uno spolvero fai di primavera,
albero illuso. Presto
sopravverrà un altro chiaro, di gelo,
ti spegnerà la frettolosa luce:
si prende il vento il tuo fiore già morto.
A giusto sole, insieme,
i tuoi compagni accenderanno la festa,
tu senza voce nel giulivo coro.
Oh, diverso. Ti preme
a una vigilia acerba
il canto fuori tempo del tuo ramo.
Precocità fa triste
il tuo fiore, pericolante riso.
Per ciò mi piaci, animoso cielo.
Cielo tu stesso, baleno al mio inverno:
attimo della grazia. Nel sereno
sei così breve e fai con la tua fronda
un orizzonte.
(da Quasi sereno, Neri Pozza, 1957)
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ALFREDO BACCELLI
GENNAIO
Pure notti dall'alito di gelo,
dal terso plenilunio d'alabastro,
quando, berillo o diamante ogni astro,
d'occulto incendio disfavilla il cielo.
Solo nel prato il pallido asfodelo:
canuto di pruine l'oleastro:
nel presepe il pastor col suo vincastro:
ischeletrito il pero e 'l grisomelo;
ma nelle membra insolito vigore,
chiara e serena luce entro il pensiero,
e nell'intimo cuor lieto calore,
ché il nuov'anno promette, ed è foriero
di Primavera Inverno, e presto il fiore
smalterà i verdi labbri del sentiero.
(da Poesie, Zanichelli, 1929)
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LA FRASE DEL GIORNO
Al sole di gennaio / cresce la margherita a branchi fitti / al sole di gennaio / mai così intenso, / il fiore più tenace / e non lo piega il gelo / o la brina che fa bianchi / i campi nel dicembre.
UMBERTO PIERSANTI, L'albero delle nebbie
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Angelo Barile (Albissola Marina, 12 giugno 1888 – Albisola Capo, 20 maggio 1967), poeta italiano. Sottotenente di fanteria durante la Prima guerra mondiale, fu poi antifascista. La sua poetica, sullo sfondo dell’amato borgo marino, è fortemente influenzata dalla fede cattolica e quindi dalla sua visione profondamente religiosa della vita.
Alfredo Baccelli (Roma, 10 settembre 1863 – Roma, 12 settembre 1955), scrittore e politico italiano, ministro delle Poste nel 1906. Raggiunse la pienezza della propria personalità poetica, ribadendo che la poesia doveva riflettere "un pensiero organico, nesso tra l'arte e i giudizi, le cure, lo spirito del secolo".