Statistiche web

martedì 3 marzo 2026

Seta in fiamme


JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

NEBBIOSO, IN ELEGANTE LANGUORE

Nebbioso, in elegante languore, si specchiava
il cielo viola nel rosso mogano;
dentro, il grigio aveva carne e seta in fiamme;
la sera arrivò il profumo delle mimose...

Un desiderio impossibile di lussi sensuali
trasportava, tra le visioni, l'anima malinconica,
...il desiderio di arrivare prima... o di non arrivare mai...
non so dove... per cosa!... a non so che ora...

La felicità stava arrivando - ma senza dirmi nulla-
accanto a me... Era non so chi... L'ombra
dolce del crepuscolo fece fiorire il suo sogno,
e mi guardò a lungo, tra le sue rose...

(da Malinconia, 1912)

.

Il poeta spagnolo Juan Ramón Jiménez sta attraversando i Pirenei in treno per raggiungere San Sebastián - dopo un temporale, dalle parti di Laruns è ormai calata la sera che mescola i colori del tramonto con quelli della tempesta ormai allontanatasi. Quei colori, quei profumi, quell'atmosfera di primavera si inseriscono nel sogno amoroso del poeta.

.

FOTOGRAFIA © MAREK PIWNICKI/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Apollo infiamma le lire fraterne / in un tramonto musicale dorato / come farfalle in fiamme...
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Labirinto

.



JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


lunedì 2 marzo 2026

Candida foglia


CORRADO GOVONI

NEVE

Eri candida foglia volando
e sul ramo fioristi senza sole
o vita più breve del fiore del mandorlo
non soffri uno sguardo di rosa
e subito cadi e t'infanghi.

(da Canzoni a bocca chiusa, Vallecchi, 1938)

.

Corrado Govoni attraversò la prima metà del Novecento praticando il crepuscolarismo, la sperimentazione futurista delle poesie visive e il surrealismo, per approdare in maturità a toni più elegiaci e quasi epigrammatici, come in questi versi in cui paragona la neve ai fiori del mandorlo, per la medesima leggerezza e fugacità.

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

È passato tanto tempo da quando mi hai scritto, ricordo che stavano cadendo le foglie – e ora cade la neve – chi considera diverse le due cose? non sono le foglie sorelle della neve?
EMILY DICKINSON, Le lettere

.



Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


domenica 1 marzo 2026

Poesie per marzo XII


Due poetesse italiane, due icone del paesaggio italiano: Maria Luisa Spaziani ricorda il marzo milanese che tinge di luce il Duomo di Milano; Sibilla Aleramo è affascinata dal fiorire rosa dei peschi sulle grigie scogliere di Capri.

.

FOTOGRAFIA © SAKOMAR

.


MARIA LUISA SPAZIANI

IL DUOMO

 
Quando stavo a Milano il Duomo aveva trent’anni di meno,
valchiria folle marzo galoppava,
un cielo di struggente acquamarina
mi rideva in pupille di pochi ricordi.
 
Ragazzetta la quercia del collegio
stringevano sul cuore trenta cerchi di meno,
la torre Velasca brillava nuova di zecca
riflettendo tramonti da isole papuasiche.
 
Come un cero la linguetta di fuoco,
ogni guglia scalare reggeva il suo santo.
Li vedevo sorridere, con la mia vista d’aquila,
palpebrare e ripetermi di sì.
 
Sotto tre lune piene ruotanti tutte insieme
per me fioriva fitto sul sagrato
un prato di narcisi su cui danzava Rimbaud.
Avevo qualche aureola in più, nel marzo di Milano.

 
(da La stella del libero arbitrio, Mondadori, 1986)

.

.

.

.

SIBILLA ALERAMO

CAPRI

Più irreale appari,
isola, più ancora,
Capri sognata,
ch'è marzo,
con la sparsa nota di rosa,
infinita,
dei peschi tuoi in fiore,
più irreale,
oh cosa di macigno nell'etere del Tirreno,
ch'è marzo,
e contro il grigio e l'oro
— di grigio e d'oro son le rupi —
ne l'aria,
oh di mare,
traspare
questa spersa tua nota, di rosa....

 
(da Momenti, Bemporad, 1921)

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Mutevoli ombre / creano le nubi sui monti / ed il vento affatica / agli alberi i rami novelli.
LALLA ROMANO, Giovane è il tempo

.



Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.


sabato 28 febbraio 2026

La notte è di più


MARIA GABRIELA LLANSOL

TORNO A LETTO

Torno a letto.
Bevo l'acqua che sono andata a prendere in cucina
Tutto dorme.
Sono io.
Sei tu.
È la stanza.
Te lo dirò domani.
Che la notte è di più. La amo profondamente,
senza appassionarmi a lei.

(da L'inizio di un libro è prezioso, 2003)

.

La notte ha una specie di densità mistica, un'atmosfera in cui non esiste la fretta del fare che accompagna il giorno. E la poetessa portoghese Maria Gabrella Llansol la apprezza come se il silenzio della stanza fosse l'unico luogo in cui l'identità incontra il momento presente.

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La notte trasforma in canti le grida aspre del giorno.
NICOLÁS GÓMEZ DÁVILA, Pensieri antimoderni

.



Maria Gabriela Llansol Nunes da Cunha Rodrigues Joaquim (Lisbona, 24 novembre 1931 – Sintra, 3 marzo 2008), poetessa, scrittrice e traduttrice portoghese. La sua scrittura, non lineare e non sequenziale, si svolge ai margini del linguaggio e al di fuori dell'universo istituzionale e mediatico della letteratura.


venerdì 27 febbraio 2026

Centenario di Elisabeth Borchers


Il 27 febbraio di cento anni fa nasceva a Homberg, cittadina tedesca al confine con il Belgio, la poetessa Elisabeth Borchers. Traduttrice per le case editrici Luchterhand prima e Suhrkamp und Insel poi, intendeva la poesia come espressione di matura esperienza intellettuale. Le sue opere, pubblicate in una carriera poetica silenziosa e discreta, si avvalgono del dono della concisione ed evocano percezioni ed esperienze del tutto soggettive e altamente generali.

.



LA GRANDE OPPORTUNITÀ

La sera, troviamo relax in immagini fugaci,
la storia della giustizia,
l'epico triangolo.
Lì, con l'assassino,
se ne va l'ingiustizia del giorno.
Lì, il desiderio viene insegnato e soddisfatto.
Lì, ci sentiamo a misurai.
Quando tutto è finito
e la bella protagonista china il capo
sulla tomba del padre invasa dalle erbacce,
andiamo a dormire.
Il mattino dopo
sorge
incontaminato.

(da Nuove poesie, 1976)

.

.

COSA SERVE PER CREARE IL PARADISO?

Un'attesa, un giardino,
un muro intorno,
un cancello con molte serrature e sbarre,
una spada, una lama di luce mattutina,
un fruscio di foglie e ruscelli,
un flauto, un'arpa, un cinguettio,
uno sbuffare (di tipo delizioso),
aromi balsamici e fragranze,
molto sempreverde e nero infinito,
nessun tormento, lamento, speranza,
nessun sì, nessun no, nessuna contraddizione,
un grido di gioia,
ogni genere di dondolio e ondata,
il trastullo di un otto d'oro,
un oggi e nessun domani,
il passatempo della meraviglia,
un testamento di neve calda,
chi viene, chi se ne andrebbe di nuovo?
Lo chiederemo.

1986

(da Tutto parla, tace e chiama, 2002).


Un’altra poesia di Elisabeth Borchers sul Canto delle Sirene:

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia ha una sua realtà – e se non raggiunge la sua realtà, non è una poesia, ma al massimo un qualche tipo di informazione.
ELISABETH BORCHERS, FAZ, 18 agosto 1960

.



Elisabeth Borchers (Homberg, 27 febbraio 1926 - Francoforte sul Meno, 25 settembre 2013), scrittrice e poetessa tedesca. Durante la seconda guerra mondiale ha vissuto in Alsazia. Ha scritto romanzi, poesie e opere teatrali. Scrisse anche per bambini e tradusse dal francese.


giovedì 26 febbraio 2026

Piccolo passero


JOSÉ JIMÉNEZ LOZANO 

EVOLUZIONE

Piccolo passero,
Sei stato un dinosauro.
Ti ringrazio
di essere ora così minuscolo.

(da Uccelli, 2000)

.

Guardiamo un passero, un fringuello, un corvo, e forse non ce ne rendiamo conto, ma quel loro incedere su due zampe, molto spesso goffo, deriva dal passo dei dinosauri, di cui sono i discendenti nel corso dell'evoluzione. Il poeta spagnolo José Jiménez Lozano, esprime con ironia il ringraziamento a un passero per la sua piccola taglia.

.

FOTOGRAFIA © MAGDA EHLERS/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

L'evoluzione è deriva, devianza, creazione, ed è interruzioni, perturbazioni, crisi.
EDGAR MORIN, Dove va il mondo?

.



José Jiménez Lozano (Langa, 13 maggio 1930 – Valladolid, 9 marzo 2020), poeta e scrittore spagnolo, Premio Cervantes nel 2022. La sua opera riflette i paesaggi della vasta pianura castigliana, con orizzonti immensi che invitano al pensiero, alla riflessione e persino al misticismo che ispirò Giovanni della Croce e Teresa d'Avila.


mercoledì 25 febbraio 2026

Il mio amore


ISABEL FRAIRE

IL MIO AMORE SCOPRE OGGETTI

Il mio amore scopre oggetti
farfalle di seta
si nascondono tra le sue dita,

le sue parole
mi cospargono di stelle,

sotto le dita del mio amore la notte
brilla come un lampo,

il mio amore inventa mondi abitati
da serpenti costellati di brillanti

mondi dove la musica è il mondo,

mondi dove le case con gli occhi aperti
contemplano l'alba,

il mio amore è un girasole pazzo che dimentica
pezzi di sole nel silenzio

(da Solo questa luce, 1969)

.

Nel mondo poetico fatto di luci e di ombre della poetessa messicana Isabel Fraire, dove le immagini e le parole appaiono e scompaiono come riflessi o si compongono e scompongono come dune di sabba modellate dal vento, l'amore è folle invenzione e continua meraviglia: sembra di guardarlo in un caleidoscopio.

.

MARC CHAGALL, "IL CONCERTO"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tuo nome è scritto / con l'intero alfabeto / e non finisce mai.
ISABEL FRAIRE, El corno emplumado, Vol. 5

.



Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


martedì 24 febbraio 2026

Il tempo dell’amore


CAROL ANN DUFFY

ORA

Il tempo dell’amore è mendico, ma anche una sola ora,
lucente come una moneta lanciata, arricchisce l’amore.
Troviamo un’ora per noi, non la passiamo tra fiori
o vino, ma nell’immenso del cielo estivo su un prato.

Ci baciamo per migliaia di secondi; i tuoi capelli
come un tesoro per terra; la luce di Re Mida
che tramuta i tuoi arti in oro. Il tempo rallenta, qui
siamo milionarie, rovesciamo la notte

così che niente di buio finisca la nostra ora di luce,
nessun gioiello reggerà una candela alla bava d’un insetto
che pende dal filo d’erba al tuo orecchio,
nessun candelabro o faro ti metterà più in risalto

di qui. Adesso. Il tempo odia l’amore, lo vuol rendere povero,
ma l’amore fila la paglia in oro, oro, oro.

(da Estasi, 2005 -Traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera)

-

La relazione tra tempo e amore è personificata dalla poetessa scozzese Carol Ann Duffy, che ricrea un'atmosfera quasi metafisica: il sole come un re Mida tinge d'oro ogni cosa, anche il corpo dell'amata e aggiunge bellezza alla bellezza dell'amore, alla sua ricchezza.

.

FOTOGRAFIA © DOMINIC SANSOTTA/UNSPLASH

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Innamorarsi / è un inferno affascinante; il cuore rannicchiato e riarso / come una tigre pronta a uccidere; le feroci leccate di una fiamma sotto la pelle.
CAROL ANN DUFFY, Estasi

.



Carol Ann Duffy (Glasgow, 23 dicembre 1955), poetessa e drammaturga scozzese, direttrice dei corsi di scrittura creativa presso la Manchester Metropolitan University e, dal 1º maggio 2009 Poeta Laureato del Regno Unito. Nelle sue poesie dà spesso voce a personaggi di outsiders.


lunedì 23 febbraio 2026

Il chiaro di luna


CLAUDE McKAY

CANZONE DELLA LUNA

Il chiaro di luna irrompe sulle torri della città,
e cade sul cemento di pietra e d’acciaio,
spargendo la luce splendente come fiori orlati di bianco
sulle rovine d’una bufera portata dal vento.

Sui panni dietro il caseggiato
che pendono come fantasmi da esili fili,
alle belle cose viventi indifferente,
incongruo e strano splende il chiaro di luna.

Qui nessun incanto per la tua presenza,
o luna, folle luna, ripiega la veste che trascini,
il suo argento sembra così antico e severo
contro il bagliore d’un globo elettrico.

Vai a spargere la tua bellezza sui volti ridenti
di fiori felici dai mille colori,
che aspettano in punta di piedi negli spazi selvaggi
per bere il tuo vino a grandi sorsi di rugiada.

1922

(da Poesia n. 219, Settembre 2007  - Traduzione di Antonella Francini)

.

Il poeta giamaicano Claude McKay descrive una luce lunare che, anziché portare magia, appare fuori posto e quasi "austera" nel grigio contesto metropolitano di New York, contrapponendo la fredda architettura cittadina alla bellezza vibrante della natura.

.


IMMAGINE CREATA CON IA

.



  LA FRASE DEL GIORNO  

Azzurra la luna / si alza sopra i tetti / e la città con lei.
JOSÉ TOLENTINO DE MENDONÇA, Il papavero e il monaco

.



Festus Claudius "Claude" McKay (Clarendon, 15 settembre 1890 – Chicago, Illinois, 22 maggio 1948) scrittore e poeta giamaicano-americano. Fu una figura centrale nell'Harlem Renaissance:  le sue poesie sfidavano l'autorità bianca celebrando al contempo la cultura giamaicana e lottavano contro il razzismo.



domenica 22 febbraio 2026

Lunghe onde bianche


JOHN GOULD FLETCHER

LE NUVOLE

Sebbene non ci fosse alcun suono in tutta la casa,
Non potevo fare a meno di ascoltare il grido di quelle lunghe onde bianche increspate
Che raccoglievano le loro forze per infrangersi sulla cupa spiaggia del cielo.

(da Stampe giapponesi, 1918)

.

C'è tutta la lezione imagista in questa poesia di John Gould Fletcher: il poeta statunitense amplifica la sensazione e la trasforma in immagine: così, se le nuvole diventano onde, giocoforza il cielo che le ospita deve essere mare.

.

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Perché amo le nuvole? Perché non è possibile conservare una nuvola come è possibile conservare una foglia o un fiore o un minerale − le nuvole sono adesso.
TERRI GUILLEMETS, Cielo sempre diverso, vita sempre diversa

.



John_Gould_Fletcher-1927John Gould Fletcher (Little Rock, Arkansas, 3 gennaio 1886 – 10 maggio 1950), poeta imagista e critico d’arte statunitense, primo poeta del Sud a vincere il Premio Pulitzer. Tra le sue opere: Goblins e pagode (1916), Stampe giapponesi (1918), Poesie scelte (1938) e La montagna che brucia (1946).


sabato 21 febbraio 2026

La mia caverna


RAÚL GUSTAVO AGUIRRE

LA CAVERNA

La mia caverna è bella e accogliente.
E lì tutto è possibile.
Non c'è re più potente
che questo essere solitario.

L'unico inconveniente,
è una sensazione particolare,
che qualcosa di essenziale
succede altrove.

19-4-1962

(da una plaquette pubblicata da El búho encantado)

.

Nella propria casa ognuno è re, come recita il proverbio. Ma il rovescio della medaglia è quello che nota il poeta argentino Raúl Gustavo Aguirre: l'isolamento che allontana dal mondo, che lascia lontani dagli avvenimenti della storia.

.

HERBERT DAVIS RICHTER, "INTERNO LONDINESE"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Il cielo si riflette / nella mia tazza da tè / Ogni miracolo è possibile / se c'è una finestra.
RAÚL GUSTAVO AGUIRRE, Antologia

.



Raúl Gustavo Aguirre (Buenos Aires, 2 gennaio 1927 – 18 gennaio 1983), poeta argentino. Appartenente al gruppo dell’Invenzionismo, mostrò una certa influenza surrealista. Traduttore di Rimbaud e Apollinaire, diresse per dieci anni la rivista Poesía Buenos Aires.


venerdì 20 febbraio 2026

Qualcosa di grande


FATOS ARAPI

SICURAMENTE 

Nel momento in cui sei venuta da me,
sicuramente qualcosa di grande, umano,
qualcosa di universale
deve essere successo da qualche parte
un bambino deve aver
pronunciato la prima parola nella vita...
Sicuramente. Sicuramente.

(da Poesie e versi, 1966)

.

La nascita di un amore è qualcosa che vivifica: il poeta albanese Fatos Arapi la trasforma in un evento cosmico, universale, nobile e fondamentalmente umano, come la prima parola di un bambino.

.

DIPINTO DI VLADIMIR VOLEGOV

.

  LA FRASE DEL GIORNO  

Verrai, amore mio, non è vero? / Perché sai che, se potessi, / farei girare il pianeta / come un'arancia nella mia mano, / per far volare il tempo più velocemente / per averti finalmente con me.
FATOS ARAPI, Poesie e versi




Fatos Arapi (Zvërnec, 19 luglio 1930 – Tirana, 11 ottobre 2018), poeta, romanziere, traduttore e giornalista albanese, considerato il più importante poeta del Novecento in patria. Dal 1973, dopo le critiche del regime al Dramma di un anonimo partigiano, non pubblicò più fino al 1989.


giovedì 19 febbraio 2026

Una cosa normale


MISUZU KANEKO

MERAVIGLIA

Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.

Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.

Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
  fiorisca  da solo.

Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.

(da Sei un’eco? La poesia perduta di Misuzu Kaneko, 2016)

.

Il senso di meraviglia davanti alle cose è dei bambini e dei poeti, come la scrittrice giapponese Misuzu Kaneko: interrogarsi, stupirsi di fronte ai fenomeni naturali o a uno stato d'animo è il principio della poesia, è la porta d'ingresso verso la comprensione di ciò che è sotteso al reale.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

È del poeta il fin la meraviglia.
GIOVAN BATTISTA MARINO, La Murtoleide

.



Misuzu Kaneko nata Teru Kaneko (Nagato, 11 aprile 1903 – Senzaki, 10 marzo 1930), poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.


mercoledì 18 febbraio 2026

Vecchie riviste e dagherrotipi


JORGE TEILLIER

CARTOLINA

Mi dicesti di non innamorarmi della tua sorellina,
quella che aveva ancora paura dei folletti
che escono dagli angoli per rubare le noci.
E ti risposi
che nel cielo potevo leggere il tuo nome
scritto dagli uccelli
e che le nuvole fluttuavano come oche
la domenica nel cortile di casa tua
che mi parlava nella lingua dei passeri.

Questa domenica mi ritroverò ancora in salotto.
a sfogliare vecchie riviste e dagherrotipi
mentre suoni valzer alla pianola.

Qualcuno mi ha detto di nascosto che la primavera sta tornando.
La primavera torna ma tu non torni.
Tua sorella non crede più ai folletti.
Non sapresti come scrivere il mio nome
sulle finestre coperte di brina,
e posso solo contare i miei ricordi
come un mendicante le sue monete nel freddo dell'autunno.

(da Poesie dal paese di mai più, 1963)

.

La poesia di Jorge Teillier immerge il lettore in un mondo sonnolento e nostalgico, dove a risaltare è ciò che si ricorda, è quell'atmosfera di un mondo magico e perduto che  non può ritornare mai più. Eppure, disincantato, disilluso, il poeta continua a inseguire quei ricordi, a ricercare quel bambino perduto, quel misterioso senso di felicità, come un mendicante che continui a contare i suoi pochi spiccioli.

.

ALBERT CHEVALLIER, "SIGNORA CHE SUONA IL PIANO"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Con te sono stato chi avrei dovuto essere.
JORGE TEILLIER, Per una città fantasma

.



Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


martedì 17 febbraio 2026

Compra una maschera


ALEXIS DÍAZ PIMIENTA

FESTA IN COSTUME, VI

Chi realizza le maschere non  sa
a quale volto ognuna è destinata
lavora senza guardare, non vuole
guardarle fino a che non ha finito.

Chi vende le maschere ne ignora
il vero prezzo; sa solo che più
sono costose, più è serio il segreto
da celare, la pelle traditrice.

Chi compera le maschere non pensa
al ludico spauracchio, né nella forma,
nemmeno al prezzo né alle dimensioni.

Compra una maschera e un'altra e un'altra: immensa
collezione che la vita trasforma
in una vita e un’altra e un’altra e un’altra.

(da Festa in costume, 2008)

.

Questa poesia del “repentista” cubano Alexis Díaz Pimienta riflette sui ruoli di chi produce, vende e acquista le maschere: Carnevale è il tempo giusto per riflettere sull’inautenticità, sulla falsità, sull’ipocrisia – la costruzione sociale di un’identità fittizia, i “travestimenti” che adottiamo nel corso della vita: l'individuo si trova a vivere molteplici vite false attraverso un'immensa serie di ruoli.

.

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La vita è come una festa in costume: / un’eterna danza tra sconosciuti.
ALEXIS DÍAZ PIMIENTA, Festa in costume




Alexis Díaz Pimienta (L'Avana, 25 agosto 1966), poeta e scrittore cubano. Direttore della Cattedra di Poesia Improvvisata presso l'Università delle Arti, autore di romanzi, racconti, poesie e letteratura per bambini e ragazzi, è considerato uno dei più grandi ricercatori e professionisti dell'improvvisazione ("repentismo") a livello internazionale.


lunedì 16 febbraio 2026

Cees Nooteboom


Il romanziere, poeta e saggista olandese Cees Nooteboom, uno degli autori più importanti della letteratura europea del dopoguerra, è morto l’11 febbraio all’Aja, all'età di 92 anni, come annunciato dal suo editore De Bezige Bij. La sua opera ruota attorno a temi come il passare del tempo, la memoria, l'identità e la storia dell'Europa, ispirata e influenzata dalla Seconda Guerra Mondiale e dalle sue conseguenze.La poesia per Nooteboom è una meditazione esistenziale e filosofica, in cui trova risalto il «labirinto dell'io», un io unico e multiforme al tempo stesso, in costante mutamento e disintegrazione tra l'essere, il non essere e il sovrapporsi di linearità e circolarità nella percezione del tempo.

.

FOTOGRAFIA © ABC

.


HO PERCORSO LA STRADA PIÙ LUNGA

Ho percorso la strada più lunga, la strada
senza un arrivo. Spelonche, un paesaggio vuoto
con i colori della sabbia e della paglia. Altri camminavano
insieme a me, amici, fratelli, amanti

e tutti mi hanno detto addio, svoltando a sinistra
e a destra, sono scomparsi come spettri,
ognuno solo con se stesso. Senza voltarsi,
conoscevano la loro meta, tracciavano linee rette

nel vuoto. Le ho viste andarsene, le persone
della mia vita, uscire lentamente dalla mia
e dalla loro esistenza, Le ho immaginate finché
ancora le vedevo, sentivo le loro voci lontane,

suoni d’aria.

(da Addio, Iperborea, 2020 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

.

.

UN UCCELLO VOLA, CADE UNA PIUMA

Un uccello vola, cade una piuma.
Evento, la bilancia dell’universo
si inclina. Un pesce continua a nuotare,
l’acqua si increspa, cos’è ora l’equilibrio

del mondo? La scala è sulla
bilancia, non sul mondo, la domanda
si moltiplica. Ognuno è se stesso
prima di pensare.

Ma, e poi? Le poesie non devono avere
punti interrogativi, devono domare
la follia, non negarla, devono
evocare la loro forma dai pensieri vuoti

fino a convertirsi in essi.

(da L’occhio del monaco, Einaudi, 2019 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

.

Altre poesie di Cees Nooteboom sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia offre qualcosa che va oltre le vite di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità. Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale.
CEES NOOTEBOOM, La Repubblica, 21 dicembre 2015

..



Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933 -11 febbraio 2026), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.


domenica 15 febbraio 2026

Giancarlo Consonni


Come sospesa / nel rondò dei giorni / è la pienezza della rosa. // Ciò che manca / - un mondo, un sogno - / si palesa”: nella sua prima raccolta poetica, Lumbardia, del 1983, il poeta Giancarlo Consonni, scomparso venerdì scorso a Milano all’età di 83 anni, palesava il suo ideale poetico: composizioni brevi  e leggere, costruite a volte con ironia, a volte con lo stupore malinconico di chi scopre la rivelazione della poesia nel quotidiano. Pochi versi, quasi epigrammi, minimalisti, densi di significato.

.



PESO

Qual è il peso di un bombo?
di un'ape?
di una farfalla?

Ogni fiore lo sa.

(da Pinoli, Einaudi, 2021)

.

.

VELO

Alzi gli occhi dal libro
mi guardi
ma non mi vedi.
Sei soprappensiero.

Vorrei essere lì
nel sogno
che si fa velo.

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

.

.

CI SONO GIORNI

Ci sono giorni
che la luce è scandalosa
e le cose sembrano nude

Come faranno in Paradiso
senza il conforto dell’ombra?

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

.


Un’altra poesia di Giancarlo Consonni sul Canto delle Sirene:

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è un modo per stare dentro e fuori i rumori del mondo..
GIANCARLO CONSONNI, L’EstroVerso, 15 luglio 2015

.



Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943 – Milano, 13 febbraio 2026), poeta, urbanista e storico dell'architettura italiano. Ha pubblicato raccolte di poesie sia nel dialetto di Verderio (Lecco) – Lumbardia (1983), Viridarium (1987) e Vûs (1997) – sia in italiano: In breve volo (1994), Luì (2003), Filovia (2016).


sabato 14 febbraio 2026

Ti amo e agisco nel tuo cuore


ANTONIO GAMONEDA

ESSERE IN TE

Non entro in te perché tu ti perda
sotto la forza del mio amore;
Non entro in te per perdermi
nella tua esistenza o nella mia;
Ti amo e agisco nel tuo cuore
per vivere in armonia con la tua natura,
affinché tu possa espanderti nella mia vita.

                Né tu né io. Né tu né io.
Nemmeno i tuoi capelli sparsi, anche se mi piacciono tanto.
            Solo questa oscura compagnia.
                                                              Ora
                             sento la libertà.
                                                         Spargi
                                      i tuoi capelli.
                                           Spargi i capelli.

(da Blues castigliano, 1982)

.

Il poeta spagnolo Antonio Gamoneda esplora una forma di amore che non cerca il possesso o l'annientamento dell'altro, ma piuttosto una comunione profonda e spirituale. Rifiuta l'idea dell'amore come assorbimento. L'"io" e il "tu" rimangono interi, evitando la perdita della propria esistenza nell'altro.  La sola presenza dell'amata è fonte di bellezza e di serenità "Quando ti scompiglio i capelli / qualcosa di bello si forma nelle mie mani. // E quasi non so di più".

.

MALCOLM T. LIEPKE, “ABBRACCIO”

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio modo di amarti è semplice: / ti tengo stretta / come se ci fosse un po' di giustizia nel mio cuore / e potessi donartela con il mio corpo.
ANTONIO GAMONEDA, Blues castigliano

.



Antonio Gamoneda (Oviedo, 30 maggio 1931), poeta spagnolo. Figura emblematica della letteratura europea, la sua opera è stata riconosciuta tardivamente come una delle più grandi voci della poesia spagnola contemporanea. Sebbene cronologicamente appartenente alla generazione degli anni cinquanta, la sua opera di fatto è rimasta isolata da qualsiasi tendenza poetica.


venerdì 13 febbraio 2026

Il mio mai


EDUARDO COTE LAMUS

POESIA IMPOSSIBILE

Lascia che il mio tocco ti conosca un'ultima volta
perché voglio imparare a memoria il tuo volto,
perché voglio iniziare una poesia dicendo:
"A Segovia, una notte di torri, la mia anima non poté,
non le fu possibile..."

Lasciami, sì, lasciami.
Lascia almeno che stanchi le tue impronte
su questo cuscino profumato del tuo volto,
perché voglio fare un uccello con la tua pelle
per risvegliare il mio cuore morto.

Ti ho amata apertamente, interamente,
e ho guardato con desiderio le tue mani,
cercando di dimenticare la mia antica sete di riva.

Con questa tristezza dal volto rosato,
come se il colore portasse il mio dolore a piedi nudi.
A volte il tuo silenzio mi arriva come campane
che sempre, sempre fischiano sotto la tua pelle...

Ti sei avvicinata alla mia vita come una pianta,
solo allungando gli occhi verso la pienezza dell'albero.
La mia vita era semplice, umile,
tenera argilla per un tocco.

Ora non sono altro che una primavera cieca
che fugge dall'ombra nel tuo sguardo.
È vero che tutto mi è stato inutile, doloroso;
È stato un peccato che tu non mi amassi:
è stato il più grande peccato del mondo.

Ma vieni, avvicinati e muori un po' nelle mie parole.
Nonostante tutto, sei il mio amore, il mio te, il mio mai.

E non sopporto più questo vuoto senza meta
che mi pesa dentro come Dio sull'erba.
Perché non sopporto nemmeno questo sapore di te sulle mie labbra.

Sì: a Segovia, la linfa è morta all'improvviso.
E non ho potuto,
non mi è stato possibile.

(da Salvezza del ricordo, 1953)

.

La ferita d'amore, quella che Cupido lascia, può essere dolorosa se la relazione diventa unilaterale:  come nel caso del poeta colombiano Eduardo Cote Lamus. L'amore si trasforma in memoria, in desiderio necessariamente frustrato, addirittura nella sua ricusazione.

.

HARANI ART, "AMORE"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Mi sono venduto come schiavo affinché / il mio padrone potesse controllare le mie azioni; / si scopre che l'amore mi ha reso ancora più solo / e il mio padrone non ne ha avuto colpa.
EDUARDO COTE LAMUS, Salvezza del ricordo

.



Eduardo Cote Lamus (Cúcuta, Colombia , 16 agosto 1928 - La Garita, 3 agosto 1964), poeta, diplomatico e politico colombiano. La sua poesia è caratterizzata dalla ricerca della narrazione, dalle immagini essenziali, dall'oggettività poetica, da un idealismo epico e umano, ma sempre in conflitto con la sua intuizione disincantata.


giovedì 12 febbraio 2026

È di nuovo inverno


ELIZABETH AZCONA CRANWELL

SE LO SPAZIO È DISTANZA

Forse perché allora era inverno
con la persistenza di foglie cadute
inverno non scelto
a malapena un posto dove condividere il vino
e capire quella terra desolata
tra la vertigine e il dover continuare.

Per noi era estranea qualsiasi forma di discorso
perché ho sempre ignorato il tuo risveglio
caduto da un sogno mutevole
il tuo risveglio, così nuovo nella memoria
come nuovo è amare
e altro il mormorio della neve
ora che è di nuovo inverno
in un paese che presto sarà sconosciuto
e abbiamo voltato le spalle all'amore.

Forse perché le mie mani sono muri
e mi separano da te
mani libere che non hanno mai voluto imprigionarti
Forse quella furia è fuggita
attraverso la parete di vetro tra le mie dita.

(da Degli opposti, 1966)

.

"Perché se attraversiamo lo spazio / come un errore che cresce nell'unico tempo conosciuto / raggiungeremo molto presto la fine dell'amore": la poetessa argentina Elizabeth Azcona Cranwell ricrea una scena invernale che evoca malinconia e rassegnazione per raccontare la fine di un amore. Quella senescenza fogliare che permane sui rami ormai spogli assomiglia a quell'amore che si è andato sfaldando per colpa di entrambi: "È inutile scavare nel silenzio. / Dell'amore finito / sopravvivrà solo il linguaggio".

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore non è talvolta l'amore tra due esseri, / ma un modo del mondo / di turbare un triste equilibrio.
ELIZABETH AZCONA CRANWELL, Degli opposti

.



Elizabeth Azcona Cranwell (Buenos Aires, 10 marzo 1933 – 2 dicembre 2004), poetessa surrealista, traduttrice e critica letteraria argentina. Tradusse William Shand, Dylan Thomas e Edgar Allan Poe e collaborò alla pagina letteraria del quotidiano La Nación.


mercoledì 11 febbraio 2026

Il verso nascosto


JOSÉ ANTONIO MUÑOZ ROJAS

A VOLTE INASPETTATAMENTE FEDELE

A volte inaspettata-
mente fedele, altre volte ribelle,
quanto più precisa,
tanto più tenace la sua assenza.
Altre volte, il verso nascosto
era nei suoi abissi,
emerge dai suoi abissi.

(da Io solo so nominarti, 2002)

.

Come nasce una poesia? Lo spiega lo stesso José Antonio Muñoz Rojas, poeta spagnolo: "Quella cosa vagamente aleggia nella testa o dovunque e all'improvviso la si ritrova sulla carta. Spiegare quel misterioso passaggio dalla testa alla pagina non è facile o addirittura possibile. I versi fluttuano indefinitamente nella testa o nel cuore, e non ce ne rendiamo quasi mai conto sulla pagina. (...) Il miracolo del passaggio reale dall'idea della poesia alla sua versione sulla pagina è sempre inaspettato e misterioso".

.

RENÉ MAGRITTE, "LA GRANDE FAMIGLIA"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Ecco a cosa servono i poeti: / a offrire un cammino agli altri, / a posarsi sui battiti del nostro cuore e a vedere / un po' più lontano, in mezzo a / tutta l'oscurità che ci circonda.
JOSÉ ANTONIO MUÑOZ ROJAS, Oscurità interiore

.



José Antonio Muñoz Rojas (Antequera, 9 ottobre 1909 – Mollina, 29 settembre 2009), scrittore e poeta spagnolo appartenente alla Generazione del '36. Dalla corrente machadiana si è spostato verso uno sperimentalismo d’avanguardia cantando l’amore, la malinconia e l’armonia dell’anima nella natura, con uno stile diretto e colloquiale.


martedì 10 febbraio 2026

Avere le ali


CONCHA MÉNDEZ

VORREI AVERE LE ALI

Vorrei avere le ali
ed esplorare gli spazi
vivere la libertà
deliziosa degli uccelli!

Staccarmi dalla terra
e solcare tutti i mari
sorvolando i tropici,
sulle terre polari!

Costruire un nido in primavera,
e poi disfarlo.
E passare anno dopo anno
senza ricordare cosa fosse!...

Che esistenza deliziosa!
Vorrei avere le ali!

(da Inquietudini, 1926)

.

Il desiderio di volare è un tutt'uno con quello della libertà, è il sogno di liberarsi dai vincoli, dai lacci che ci tengono legati alla terra. È proprio ciò che vorrebbe la poetessa spagnola Concha Méndez: come surrogato resta il vivere pienamente attraverso la poesia e l'immaginazione, uscendo dalle gabbie della vita quotidiana.

.

JEAN-MICHEL FOLON, "COPERTINA PER LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Il pensiero vola e le parole camminano a piedi. Qui sta tutto il dramma dello scrittore.
JULIEN GREEN

.



Concha Méndez, pseudonimo di Concepción Méndez Cuesta (Madrid, 27 luglio 1898 – Città del Messico, 7 dicembre 1986), poetessa spagnola della Generazione del '27. La sua poesia è distinta in due fasi: la prima modernista, influenzata da García Lorca e Alberti, la seconda oscura e intimista, dai toni esistenzialisti, segnata dall'esilio.


lunedì 9 febbraio 2026

Senza tempo


ELENA GARRO

LO STRANIERO

Là dove troviamo ciò che è stato perso
Là dove va ciò che è stato
Là dove i morti sono morti
e ci sono giorni in cui rinascono e ripetono
gli atti prima della loro morte
Là dove le lacrime versate sono
versate di nuovo senza lacrime
e dove labbra intangibili si cercano
e si trovano, già senza corpi
Là dove all'improvviso siamo bambini
e abbiamo una casa
dove le città sono fotografie
e i loro monumenti risiedono nell'aria
e ci sono pezzi di giardini legati agli occhi
Là dove gli alberi stanno nel vuoto
dove ci sono amori e parenti mescolati
con oggetti familiari
Là dove le feste si susseguono ai lutti,
le nascite alle morti,
i giorni di pioggia
ai giorni di sole
Là, solitario, senza tempo, senza infanzia,
cometa senza origini, estraneo al paesaggio,
vagante tra estranei
là risiedi tu,
dove risiede la memoria.

Parigi, 1951

(da Cristalli di tempo, 2016)

.

La memoria ci permette di rivivere ciò che è andato perduto, trasformando l'assenza in una forma di presenza.  La scrittrice messicana Elena Garro riflette sulla sua potenza, si avventura in quelli che Sant'Agostino definì "i campi e i vasti quartieri della memoria, dove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta". È lì che depositiamo le nostre esperienze, nel magazzino di ciò che siamo stati, delle persone che abbiamo incontrato.

.

MICHAEL AZGOUR, "DE LA ROSA 1"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Grande è questa potenza della memoria, troppo grande, Dio mio, un santuario vasto, infinito. Chi giunse mai al suo fondo?
SANT'AGOSTINO, Confessioni

.



Elena Garro (Puebla de Zaragoza, 11 dicembre 1916 – Cuernavaca, 22 agosto 1998), giornalista, sceneggiatrice e scrittrice messicana. Legata al movimento del Realismo magico, ha sempre respinto questa identificazione, considerandola un’etichetta mercantilista.