GÖSTA ÅGREN
LA FOTOGRAFIA DEI MIEI NONNI MATERNI
Stanno lì, apparentemente senza
segreti, da anni e la povertà
li ha resi più chiari. Eppure la macchina fotografica
mente, come tutto ciò che
non dice mai altro che
la verità. Lui ha fatto come fanno tutti,
è diventato padre, si è costruito una casa.
Lei ha aiutato i malati, ha praticato
la gentilezza. Ma tutti i suoi movimenti
erano dita di cenere, che armeggiavano
come volevano gli spifferi.
La sua gentilezza assomigliava a tutte
le altre: una severità che non
ammonisce mai, ma esige. Fin da piccola
sapeva che costituiva
la sua unica difesa. Può
darsi, ma forse
le nostre vite sono solo un verso
nella poesia che parla delle nostre vite. Forse
non siamo il nome
che scriviamo, ma
la mano senza nome
che impugna la penna.
(da Qui, 1988)
Una vecchia fotografia che ritrae i nonni materni Greta Lisa e Matt: l'immagine adorna la copertina della monumentale opera storica di Gösta Ågren La nostra storia: Cronaca dei destini del popolo finlandese-svedese. Il poeta, osservandola, esplora il contrasto tra l'immagine bloccata nel tempo dalla macchina fotografica la loro realtà intessuta di povertà. Ågren viaggia nel ricordo, prova a ricostruire quelle vite lontane, conscio che se la fotografia mostra l'aspetto fisico, non sa invece cogliere la vita interiore oltre quella memoria cristallizzata.
.
IMMAGINE IA ISPIRATA ALLA COPERTINA DI VÅR HISTORIA DI GOSTA ÅGREN
.
LA FRASE DEL GIORNO
Cerca nella sua vita, / ma trova solo / la sua vita. Tutto ciò che viene usato / diventa un oggetto, persino / una vita. Impotente sfoglia / il libro non scritto.
GÖSTA ÅGREN, Qui
Sven Gösta Ågren (Nykarleby, 3 agosto 1936 – 24 giugno 2020), poeta finlandese di lingua svedese. Nelle sue poesie, che spesso presentano la regione in cui è nato, l'Ostrobotnia, sulla costa occidentale della Finlandia, raccontano la storia e l'identità finno-svedese, cercando di comprendere l'incertezza e la natura temporanea dell'esistenza umana.

Nessun commento:
Posta un commento