giovedì 6 aprile 2017

Oh Lesbia

 

JUAN JOSÉ SAERSaer

PER CLODIA (LESBIA) AL CABARET

I tuoi occhi tuttavia brillavano di recenti allucinogeni
fugaci e leggeri come due ceri nell’ombra.
Cullavi un lupo nel cuore, oh Clodia amatissima, oh Lesbia.
Abbandonato scelgo il tuo lato buono: tra le luci
minime, le atroci, simile a meteora,
la tua testa ballava e dilatava con croci verdi
il chiarore. Abbandonato scelgo
il tuo lato triste: talora, come Dio, non sei
da nessuna parte; allora chiudi
gli occhi, oh Lesbia,  e tremi come queste
grandi foglie tropicali bagnate. Abbandonato
scelgo il tuo lato essenziale: non torni mai,
sei come una morta ostinata, tu,
la cupa padrona dell’essere stato. Abbandonato
scelgo il tuo lato rivolto a me: qualcosa nel tuo viso
è il contrario del tuo cuore.

(da L’arte di narrare, 1977)

.

Questa Clodia (o Lesbia), amata-amante di Catullo, quella che “all’angolo dei vicoli spreme questa gioventù dorata di Remo” mentre il poeta veronese si strugge per lei e non resiste, costretto ad “amare di più e a voler ben meno”, affascina molti poeti – l’attrazione per la “stronza”, si perdoni il termine – come il messicano Alí Calderón o l’argentino Juan José Saer (1937-2005) che la trasforma in una moderna ragazza da discoteca cui un nuovo Catullo può dedicare le sue attenzioni: “Così per colpa tua, mia Lesbia, / mi è caduto il cuore / e così si è logorato nella sua fedeltà, / che ormai non potrebbe più volerti bene / anche se fossi migliore / o cessare d’amarti /per quanto tu faccia.”

.

Lautrec

HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC, “LA BEVITRICE”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma non mi chieda l'amore di un tempo: /per colpa sua è caduto come il fiore / al margine di un prato se lo tocca / il vomere passando.
CATULLO, Carmi

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