mercoledì 3 febbraio 2016

In altri tempi

 

EDGAR LEE MASTERS

MAUD SHOOK

Se fossi vissuta in altri tempi
quando non c’era il telefono,
né il telegrafo,
e tutti i treni erano lenti,
e la posta arrivava una volta alla settimana,
avrei potuto credere che m’avesse scritto una lettera,
e che la lettera fosse andata perduta.
Ma proprio come le possibilità di non avere notizie
diminuiscono con la posta e il telegrafo
d’altrettanto aumenta in te il sospetto.
Così lo spirito sprofonda e le macchine aumentano,
eppure devi ricostruirti l’anima da capo
secondo la nuova ed intricata algebra.
Ed io pensai infine che avrei dovuto scriverla
un’altra lettera. Perché, o Spoon River,
la fede nell’anima che ami è meglio
d’ogni amor proprio.

(da Il nuovo Spoon River, 1924 - Traduzione di Umberto Capra e Attilia Lavagno)

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Quella sorta di Divina Commedia che è l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (1868-1950), con Il nuovo Spoon River, uscito nove anni dopo, è un mondo rivolto al passato – e come potrebbe essere diversamente, essendone protagonisti i defunti del cimitero della piccola città? Maud Shook è l’emblema di quella nostalgica tensione verso il passato, verso un tempo che appare come un’età dell’oro e che invece era prigioniero dei retaggi puritani della borghesia americana. Il telefono, il telegrafo (come oggi Internet e le nuove tecnologie) connettono con il mondo rapidamente e tolgono spazio all’illusione, al limbo del non sapere in cui chi è volto al passato può sperare ancora – in quei tempi dilatati - in un mondo diverso.

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Wood

GRANT WOOD, “DAUGHTERS OF REVOLUTION”, PART.

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LA FRASE DEL GIORNO
Credere che il passato possa ritornare è una necessità della mente umana, la quale, non istando mai nel presente e ignorando l'avvenire, ne cerca uno che somigli al passato.
GIOVANNI BATTISTA NICCOLINI

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