martedì 3 novembre 2015

Lo sfacelo delle ninfee

 

WALLACE STEVENS

IL SENSO ORDINARIO DELLE COSE

Cadute le foglie, torniamo
al senso ordinario delle cose. È come se
avessimo esaurito l'immaginazione,
inanimi in un savoir inerte.

È difficile persino scegliere l'aggettivo
per questo freddo vacuo, questa tristezza senza causa.
La grande struttura è diventata una casa modesta.
Nessun turbante percorre i pavimenti immiseriti.

La serra ha più che mai bisogno di una riverniciatura.
Il comignolo ha cinquant'anni e pende da una parte.
Uno sforzo fantasioso è fallito, una ripetizione
nella ripetitività di uomini e mosche.

Eppure l'assenza dell'immaginazione doveva
essa stessa essere immaginata. Il grande stagno,
il suo senso ordinario, senza riflessi, foglie,
fango, acqua come vetro sporco, espressione di un certo

silenzio, il silenzio di un topo uscito a vedere,
il grande stagno e lo sfacelo delle ninfee, tutto ciò
doveva essere immaginato come una conoscenza inevitabile,
imposta, come impone una necessità.

(The Plain Sense of Things, da  The Collected Poems, 1954 Trad. di Massimo Bacigalupo)

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La poesia di Wallace Stevens (1879-1955) ha basi meditative e filosofiche: è chiaro che l’autunno è una fonte molto profonda per queste sue riflessioni che esplorano la natura stessa del vivere davanti allo “sfacelo” della bellezza estiva capace di rendere elegante anche un’antica casa o un vecchio giardino. Come nota Anthony Withing: “La poesia sembra scoprire il senso ordinario delle cose attraverso un tipo di creazione anticreativa, l’immaginazione che immagina la sua stessa assenza”. È un’immaginazione che non può sopperire, si ferma davanti al divenire, all’evoluzione del reale: è come se quello che noi conosciamo del mondo fossero i tanti vetrini di un caleidoscopio e ora in qualche modo fossero stati ricollocati dalla nuova stagione.

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Autumn pond

VITALIY MASHCHENKO, “AUTUMN POND”

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LA FRASE DEL GIORNO
C’è sempre un'analogia tra la natura e l'immaginazione, e forse la poesia non è che la strana retorica di questo parallelo.
WALLACE STEVENS, The Necessary Angel

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