venerdì 27 novembre 2015

L’essenziale

 

PAUL ÉLUARD

NON SMETTO MAI PER COSÌ DIRE DI PARLARE
DI TE
EPPURE L’ESSENZIALE È PRESTO DETTO

Quando l’alba leva gli artigli
E il primo versante di selva
Tra riflessi di brividi
L’abisso delle vette s’apre

Quando a picco ti s’apre la veste
E dà alla luce il corpo tenero
E offre il seno lustrato docile
Seno che mai ha lottato
Ranuncoli tigrati di piombo
Eclissi fatali a chi è forte
Gradi di ermellino immolato
O quando in volto ti turbi

Quel che mi piace del tuo volto è l’apparire
D’un lume ardente in pieno giorno.

(Je ne cesse, da Mourir de ne pas mourir, 1924 – Traduzione di Franco Fortini)

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La donna appare anche qui, come in molte altre poesie del surrealista francese Paul Éluard (1895-1952), un’alba, una primavera, una sorgente: quello è l’«essenziale» del chilometrico titolo, ovvero “Senza di te non vedo altro che una distesa deserta” – la donna è non soltanto la luce che permette di interpretare il mondo, di più: è la vita stessa.

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Kote

DIPINTO DI JOSEPH KOTE

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LA FRASE DEL GIORNO
Sei la fame il pane la sete la grande ebbrezza / E l’ultimo connubio tra sogno e virtù.
PAUL ÉLUARD, Corps mémorable

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