domenica 22 giugno 2014

Vizioso o virtuoso, l’amore

 

PHILIP LARKINlarkin2

AMORE

In amore la cosa più difficile
è essere egoisti a sufficienza,
è quella cieca determinazione
di sconvolgere un’altra esistenza
ad esclusivo tuo vantaggio. Certo
ci vuole un’alta dose d’impudenza.

Poi c’è il lato altruista dell’amore -
ma come puoi sentirti soddisfatto,
mettendo qualcun altro al primo posto
di modo che risulti tu il peggiore?
La mia vita è per me, sarebbe come
perdere il senso della gravità.

Pure, vizioso o virtuoso, l’amore
a quasi tutti gli uomini conviene.
Solo chi ha perso sangue trova che sia egoista
questa errata manovra di elusione;
quasi sempre è chi viene rifiutato
e, alla fine, ingannato.

(da Poesia, n. 294, Giugno 2014 - Traduzione di Silvio Raffo)

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Il poeta britannico Philip Larkin (1922-1985) era una persona molto riflessiva, capace di lunghe analisi degli avvenimenti e dei sentimenti. Qui, con il suo tipico stile colloquiale e preciso, qua e là asciutto, esamina l’amore secondo i suoi due punti di vista: quello “vizioso” dove l’innamorato esalta il proprio io usando l’altro, e quello “virtuoso”, in cui al contrario l’innamorato sopprime il proprio io elevando l’altro a divinità. Sbagliati entrambi, dice Larkin: la giusta via, come sempre sta nel mezzo, nel compromesso, nel do ut des, nel dare e nel ricevere.

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Blue lovers

ELABORAZIONE DEL DIPINTO “BLUE LOVERS” DI MARC CHAGALL © MOODBOOK.COM

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LA FRASE DEL GIORNO
Amare è trovare la propria ricchezza al di fuori di se stessi.
ALAIN, Elementi di filosofia

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