mercoledì 13 maggio 2009

Da un porto sicuro

Non temo il mare, ma faccio sempre tesoro della saggezza degli antichi: "Com'è dolce guardare il mare da terra!" scrisse il greco Archippo, e, al sicuro del porto, Orazio vorrebbe "guardare il mare che infuria lontano".

È quello che fa Mario Luzi in una delle sue poesie più celebri:

SULLA RIVA

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all'oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto.
L'uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l'aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

Qui il mare non è solo quello reale, ma anche quello figurato della vita, del tempo che scorre con le sue mareggiate e le sue bonacce. E accompagna il viaggio, questa sorta di Odissea che è il vivere. Lo stesso Luzi in un'intervista del 1998 a "Il foglio clandestino" disse della poesia, legandola indissolubilmente alla sua vita: "È un po’ un viaggio alla ricerca di se stessi, ma anche di una verità oggettiva, possibilmente. L’identità non ci viene data fin dal principio, la dobbiamo scoprire. Solo da ultimo si capisce, se si capisce, chi siamo. E solo dopo aver visitato parecchi luoghi della nostra mente, della nostra anima e dell’esperienza che è stata conservata. È un grande lavorio per conoscersi rispetto ad un mondo che rimane sempre un mistero, celato nella sua magnificenza e nei suoi abissi. Comunque, la mia poesia è più ricca di interrogazioni che di affermazioni, ha proposto sempre più inviti ad andare avanti".

"Sulla riva" è una poesia molto montaliana: attraverso il suo schema di simboli (la tempesta, la mareggiata), Luzi delinea una situazione negativa in cui l'unica via di salvezza sembra essere una pausa, quindi non un momento felice, ma un'assenza di infelicità. La differenza con Montale è nella speranza: il cristiano Luzi vede la salvezza, spiegata con tutti quei gesti (aggiungere olio alla lucerna, tenere desta la stanza). L'uomo del faro è l'uomo della luce, l'uomo del barlume...

Dunque non temiamo il mare, non temiamo la vita, ma affrontiamo il viaggio con coraggio e determinazione.

Faro di Four, Bretagna (Fotografia: Jean Guichard)

 

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LA FRASE DEL GIORNO
Un poeta è un mondo racchiuso in un uomo.
VICTOR HUGO

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