Il sonno in primavera ignora l'alba
dovunque s'ode cinguettio d'uccelli.
Questa notte ho sentito vento e pioggia
fiori sono caduti: chi sa quanti?
Meng Haoran, poeta cinese dell'VIII secolo, ci parla della primavera in questo wujue - quartina composta da cinque caratteri/parole. Il tema dominante della poesia cinese è sempre stata del resto la natura, intesa come sfondo alle vicende umane: questo significa che la vita è profondamente immersa nei cicli delle stagioni e contemporaneamente nel tempo, che si ripete sulla base dei cicli naturali.
Lu You fu invece un fecondo poeta del XII secolo: modesto funzionario pubblico, lasciò oltre diecimila poesie. Possiamo apprezzare la moderna delicatezza di questi versi, chiaramente impressionisti:
LA CANZONE DEL PRUGNO
Fuori della stazione di posta
di fianco al ponte interrotto
solitario fiorisce senza padrone.
Già malinconico è il crepuscolo
ancor più a fiorire
nel vento e nella pioggia.
Triste, non gareggia con la primavera
non intende ingelosire gli altri fiori.
Quando i petali cadono
e diventano polvere e fango
non resta che il loro profumo.
Il suo quasi omonimo Li Yu fu invece l'ultimo sovrano della dinastia Tang e combatté una lunga guerra con i Song. La leggenda vuole che il loro imperatore Taizu abbia detto: "Se Li Yu fosse stato capace nel governare il suo paese come nello scrivere poesie, come avrei potuto farlo prigioniero?" Ecco una delle poesie che incantarono anche i nemici.
Pigri sogni vagano lontano:
nel Sud profuma primavera
sulla barca flauti e mandole
sopra l'acqua verde del fiume.
Per tutta la città volano pappi
turbina una polvere sottile.
Con ansia mortale osservo i fiori.

Mei, "Bambu I"
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LA FRASE DEL GIORNO
I poeti cinesi sembrano lamentare perpetuamente il loro esilio e bramare di tornare a casa.
JAMES LIU, The Art of Chinese Poetry
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