sabato 17 maggio 2008

Antonio Barolini


Se le poesie di Antonia Pozzi e di Carlo Michelstaedter trasudano una nera disperazione, quelle del vicentino Antonio Barolini sprizzano invece gioia e speranza. "I miei versi sono cronaca delle mie occasioni di giullare" commentò lui stesso nelle note a "Elegie di Croton", la raccolta scritta dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti, paraganonandole in un certo senso alle "nugae", alle "sciocchezze" di Catullo.
Basta scorrere i titoli delle opere di questo poeta, nato nel 1910 e morto nel 1971, per rendersene conto: "La gaia gioventù", "Il meraviglioso giardino". C'è un'apertura positiva verso la realtà e il mondo.
Quando queste due opere furono pubblicate, una nel 1938 e l'altra nel 1942, molti critici le datarono come fuori moda, un po' provinciali, arcaiche. Allora imperava l'Ermetismo: al gusto del tempo non piaceva lo stile dimesso, quasi prosastico di Barolini, un dire schietto che assume talora un tono favolistico, spesso elegiaco, affettuoso e candido.
Negli anni Cinquanta, il poeta si trasferì a Croton-on-Hudson, presso New York, al seguito della moglie americana: lì adattò alla terra del Nuovo Mondo gli schemi che aveva applicato all'amato paesaggio veneto, mantenendo invariata la sua poetica, ma ammantandola della nostalgica dolcezza degli esuli.


NOTTE A PIAZZA CAVOUR

Desolati alfabeti di fuoco
si esprimono in silenzio
come lampare nell'acqua
tra invisibili reti.
Ritorna il grido monotono dei giornalai,
lo stridio dei tram,
scoppi di scintille
e strepere di cartelli
sul nodo aereo dei fili,
al soffio d'un vento che promette
il primo temporale d'estate.


da Il veliero sommerso, 1949

* * *

L'ERBA FALCIATA

Il profumo dell'erba falciata
rende acre il tuo sapore, vita,
e accende sul prato la giovinetta
che trema e, nell'aria d'amore,
apre le braccia
e dischiude la faccia
alla bellezza del rossore.
O colomba di un cielo immacolato.


* * *

PALLACANESTRO

L’intreccio delle braccia
ricama l’aria
divaria
in salti silenziosi.
Il pavimento
geme
e i passi
sono tonfi di sassi in acqua.
L’applauso scoppia.
Occhi,
sui denti, di fuoco.
Azzurri e bianchi
i colori del gioco.


da Elegie di Croton, 1959



Scorcio di Croton-on Hudson, NY
Foto: Crotonblog.com



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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni cosa a ognuno accade precisamente, precisamente ora. Secoli e secoli, e solo nel presente accadono i fatti; innumerevoli uomini nell'aria, sulla terra e sul mare, e tutto ciò che realmente accade, accade a me...
JORGE LUIS BORGES, Il giardino dei sentieri che si biforcano, in "Finzioni"

3 commenti:

Anonimo ha detto...

commenate pallacanestro

DR ha detto...

Non c'è molto da commentare: Barolini viveva negli Stati Uniti, è il periodo di "Happy Days", la fine degli Anni '50. L'atmosfera è quella che si può respirare in quel telefilm. Il palazzetto dove il poeta si trova è quello di una tipica scuola locale, un liceo o un college, e descrive la partita che si svolge: usa immagini suggestive, dal ricamo disegnato dalle braccia degli atleti che si muovono nell'aria, al rumore delle scarpe da basket sul parquet, che sembra emettere gemiti; così i salti dei cestisti gli ricordano il suono di un sasso che cade nell'acqua di un fiume o di uno stagno. Barolini segue gli sguardi vivi e attenti dei giocatori, sembrano pieni di fuoco - il furore agonistico - sui denti bianchi. E le divise azzurre di una squadra e quelle bianche dell'altra completano il quadro.

BB ha detto...

Complimeti veramente un ottimo commento<>mi è servito grazie

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