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sabato 21 febbraio 2026

La mia caverna


RAÚL GUSTAVO AGUIRRE

LA CAVERNA

La mia caverna è bella e accogliente.
E lì tutto è possibile.
Non c'è re più potente
che questo essere solitario.

L'unico inconveniente,
è una sensazione particolare,
che qualcosa di essenziale
succede altrove.

19-4-1962

(da una plaquette pubblicata da El búho encantado)

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Nella propria casa ognuno è re, come recita il proverbio. Ma il rovescio della medaglia è quello che nota il poeta argentino Raúl Gustavo Aguirre: l'isolamento che allontana dal mondo, che lascia lontani dagli avvenimenti della storia.

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HERBERT DAVIS RICHTER, "INTERNO LONDINESE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il cielo si riflette / nella mia tazza da tè / Ogni miracolo è possibile / se c'è una finestra.
RAÚL GUSTAVO AGUIRRE, Antologia

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Raúl Gustavo Aguirre (Buenos Aires, 2 gennaio 1927 – 18 gennaio 1983), poeta argentino. Appartenente al gruppo dell’Invenzionismo, mostrò una certa influenza surrealista. Traduttore di Rimbaud e Apollinaire, diresse per dieci anni la rivista Poesía Buenos Aires.


venerdì 20 febbraio 2026

Qualcosa di grande


FATOS ARAPI

SICURAMENTE 

Nel momento in cui sei venuta da me,
sicuramente qualcosa di grande, umano,
qualcosa di universale
deve essere successo da qualche parte
un bambino deve aver
pronunciato la prima parola nella vita...
Sicuramente. Sicuramente.

(da Poesie e versi, 1966)

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La nascita di un amore è qualcosa che vivifica: il poeta albanese Fatos Arapi la trasforma in un evento cosmico, universale, nobile e fondamentalmente umano, come la prima parola di un bambino.

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DIPINTO DI VLADIMIR VOLEGOV

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Verrai, amore mio, non è vero? / Perché sai che, se potessi, / farei girare il pianeta / come un'arancia nella mia mano, / per far volare il tempo più velocemente / per averti finalmente con me.
FATOS ARAPI, Poesie e versi




Fatos Arapi (Zvërnec, 19 luglio 1930 – Tirana, 11 ottobre 2018), poeta, romanziere, traduttore e giornalista albanese, considerato il più importante poeta del Novecento in patria. Dal 1973, dopo le critiche del regime al Dramma di un anonimo partigiano, non pubblicò più fino al 1989.


giovedì 19 febbraio 2026

Una cosa normale


MISUZU KANEKO

MERAVIGLIA

Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.

Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.

Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
  fiorisca  da solo.

Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.

(da Sei un’eco? La poesia perduta di Misuzu Kaneko, 2016)

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Il senso di meraviglia davanti alle cose è dei bambini e dei poeti, come la scrittrice giapponese Misuzu Kaneko: interrogarsi, stupirsi di fronte ai fenomeni naturali o a uno stato d'animo è il principio della poesia, è la porta d'ingresso verso la comprensione di ciò che è sotteso al reale.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

È del poeta il fin la meraviglia.
GIOVAN BATTISTA MARINO, La Murtoleide

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Misuzu Kaneko nata Teru Kaneko (Nagato, 11 aprile 1903 – Senzaki, 10 marzo 1930), poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.


mercoledì 18 febbraio 2026

Vecchie riviste e dagherrotipi


JORGE TEILLIER

CARTOLINA

Mi dicesti di non innamorarmi della tua sorellina,
quella che aveva ancora paura dei folletti
che escono dagli angoli per rubare le noci.
E ti risposi
che nel cielo potevo leggere il tuo nome
scritto dagli uccelli
e che le nuvole fluttuavano come oche
la domenica nel cortile di casa tua
che mi parlava nella lingua dei passeri.

Questa domenica mi ritroverò ancora in salotto.
a sfogliare vecchie riviste e dagherrotipi
mentre suoni valzer alla pianola.

Qualcuno mi ha detto di nascosto che la primavera sta tornando.
La primavera torna ma tu non torni.
Tua sorella non crede più ai folletti.
Non sapresti come scrivere il mio nome
sulle finestre coperte di brina,
e posso solo contare i miei ricordi
come un mendicante le sue monete nel freddo dell'autunno.

(da Poesie dal paese di mai più, 1963)

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La poesia di Jorge Teillier immerge il lettore in un mondo sonnolento e nostalgico, dove a risaltare è ciò che si ricorda, è quell'atmosfera di un mondo magico e perduto che  non può ritornare mai più. Eppure, disincantato, disilluso, il poeta continua a inseguire quei ricordi, a ricercare quel bambino perduto, quel misterioso senso di felicità, come un mendicante che continui a contare i suoi pochi spiccioli.

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ALBERT CHEVALLIER, "SIGNORA CHE SUONA IL PIANO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Con te sono stato chi avrei dovuto essere.
JORGE TEILLIER, Per una città fantasma

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


martedì 17 febbraio 2026

Compra una maschera


ALEXIS DÍAZ PIMIENTA

FESTA IN COSTUME, VI

Chi realizza le maschere non  sa
a quale volto ognuna è destinata
lavora senza guardare, non vuole
guardarle fino a che non ha finito.

Chi vende le maschere ne ignora
il vero prezzo; sa solo che più
sono costose, più è serio il segreto
da celare, la pelle traditrice.

Chi compera le maschere non pensa
al ludico spauracchio, né nella forma,
nemmeno al prezzo né alle dimensioni.

Compra una maschera e un'altra e un'altra: immensa
collezione che la vita trasforma
in una vita e un’altra e un’altra e un’altra.

(da Festa in costume, 2008)

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Questa poesia del “repentista” cubano Alexis Díaz Pimienta riflette sui ruoli di chi produce, vende e acquista le maschere: Carnevale è il tempo giusto per riflettere sull’inautenticità, sulla falsità, sull’ipocrisia – la costruzione sociale di un’identità fittizia, i “travestimenti” che adottiamo nel corso della vita: l'individuo si trova a vivere molteplici vite false attraverso un'immensa serie di ruoli.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La vita è come una festa in costume: / un’eterna danza tra sconosciuti.
ALEXIS DÍAZ PIMIENTA, Festa in costume




Alexis Díaz Pimienta (L'Avana, 25 agosto 1966), poeta e scrittore cubano. Direttore della Cattedra di Poesia Improvvisata presso l'Università delle Arti, autore di romanzi, racconti, poesie e letteratura per bambini e ragazzi, è considerato uno dei più grandi ricercatori e professionisti dell'improvvisazione ("repentismo") a livello internazionale.


lunedì 16 febbraio 2026

Cees Nooteboom


Il romanziere, poeta e saggista olandese Cees Nooteboom, uno degli autori più importanti della letteratura europea del dopoguerra, è morto l’11 febbraio all’Aja, all'età di 92 anni, come annunciato dal suo editore De Bezige Bij. La sua opera ruota attorno a temi come il passare del tempo, la memoria, l'identità e la storia dell'Europa, ispirata e influenzata dalla Seconda Guerra Mondiale e dalle sue conseguenze.La poesia per Nooteboom è una meditazione esistenziale e filosofica, in cui trova risalto il «labirinto dell'io», un io unico e multiforme al tempo stesso, in costante mutamento e disintegrazione tra l'essere, il non essere e il sovrapporsi di linearità e circolarità nella percezione del tempo.

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FOTOGRAFIA © ABC

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HO PERCORSO LA STRADA PIÙ LUNGA

Ho percorso la strada più lunga, la strada
senza un arrivo. Spelonche, un paesaggio vuoto
con i colori della sabbia e della paglia. Altri camminavano
insieme a me, amici, fratelli, amanti

e tutti mi hanno detto addio, svoltando a sinistra
e a destra, sono scomparsi come spettri,
ognuno solo con se stesso. Senza voltarsi,
conoscevano la loro meta, tracciavano linee rette

nel vuoto. Le ho viste andarsene, le persone
della mia vita, uscire lentamente dalla mia
e dalla loro esistenza, Le ho immaginate finché
ancora le vedevo, sentivo le loro voci lontane,

suoni d’aria.

(da Addio, Iperborea, 2020 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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UN UCCELLO VOLA, CADE UNA PIUMA

Un uccello vola, cade una piuma.
Evento, la bilancia dell’universo
si inclina. Un pesce continua a nuotare,
l’acqua si increspa, cos’è ora l’equilibrio

del mondo? La scala è sulla
bilancia, non sul mondo, la domanda
si moltiplica. Ognuno è se stesso
prima di pensare.

Ma, e poi? Le poesie non devono avere
punti interrogativi, devono domare
la follia, non negarla, devono
evocare la loro forma dai pensieri vuoti

fino a convertirsi in essi.

(da L’occhio del monaco, Einaudi, 2019 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Altre poesie di Cees Nooteboom sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia offre qualcosa che va oltre le vite di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità. Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale.
CEES NOOTEBOOM, La Repubblica, 21 dicembre 2015

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Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933 -11 febbraio 2026), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.


domenica 15 febbraio 2026

Giancarlo Consonni


Come sospesa / nel rondò dei giorni / è la pienezza della rosa. // Ciò che manca / - un mondo, un sogno - / si palesa”: nella sua prima raccolta poetica, Lumbardia, del 1983, il poeta Giancarlo Consonni, scomparso venerdì scorso a Milano all’età di 83 anni, palesava il suo ideale poetico: composizioni brevi  e leggere, costruite a volte con ironia, a volte con lo stupore malinconico di chi scopre la rivelazione della poesia nel quotidiano. Pochi versi, quasi epigrammi, minimalisti, densi di significato.

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PESO

Qual è il peso di un bombo?
di un'ape?
di una farfalla?

Ogni fiore lo sa.

(da Pinoli, Einaudi, 2021)

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VELO

Alzi gli occhi dal libro
mi guardi
ma non mi vedi.
Sei soprappensiero.

Vorrei essere lì
nel sogno
che si fa velo.

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

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CI SONO GIORNI

Ci sono giorni
che la luce è scandalosa
e le cose sembrano nude

Come faranno in Paradiso
senza il conforto dell’ombra?

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

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Un’altra poesia di Giancarlo Consonni sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è un modo per stare dentro e fuori i rumori del mondo..
GIANCARLO CONSONNI, L’EstroVerso, 15 luglio 2015

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Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943 – Milano, 13 febbraio 2026), poeta, urbanista e storico dell'architettura italiano. Ha pubblicato raccolte di poesie sia nel dialetto di Verderio (Lecco) – Lumbardia (1983), Viridarium (1987) e Vûs (1997) – sia in italiano: In breve volo (1994), Luì (2003), Filovia (2016).


sabato 14 febbraio 2026

Ti amo e agisco nel tuo cuore


ANTONIO GAMONEDA

ESSERE IN TE

Non entro in te perché tu ti perda
sotto la forza del mio amore;
Non entro in te per perdermi
nella tua esistenza o nella mia;
Ti amo e agisco nel tuo cuore
per vivere in armonia con la tua natura,
affinché tu possa espanderti nella mia vita.

                Né tu né io. Né tu né io.
Nemmeno i tuoi capelli sparsi, anche se mi piacciono tanto.
            Solo questa oscura compagnia.
                                                              Ora
                             sento la libertà.
                                                         Spargi
                                      i tuoi capelli.
                                           Spargi i capelli.

(da Blues castigliano, 1982)

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Il poeta spagnolo Antonio Gamoneda esplora una forma di amore che non cerca il possesso o l'annientamento dell'altro, ma piuttosto una comunione profonda e spirituale. Rifiuta l'idea dell'amore come assorbimento. L'"io" e il "tu" rimangono interi, evitando la perdita della propria esistenza nell'altro.  La sola presenza dell'amata è fonte di bellezza e di serenità "Quando ti scompiglio i capelli / qualcosa di bello si forma nelle mie mani. // E quasi non so di più".

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MALCOLM T. LIEPKE, “ABBRACCIO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio modo di amarti è semplice: / ti tengo stretta / come se ci fosse un po' di giustizia nel mio cuore / e potessi donartela con il mio corpo.
ANTONIO GAMONEDA, Blues castigliano

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Antonio Gamoneda (Oviedo, 30 maggio 1931), poeta spagnolo. Figura emblematica della letteratura europea, la sua opera è stata riconosciuta tardivamente come una delle più grandi voci della poesia spagnola contemporanea. Sebbene cronologicamente appartenente alla generazione degli anni cinquanta, la sua opera di fatto è rimasta isolata da qualsiasi tendenza poetica.


venerdì 13 febbraio 2026

Il mio mai


EDUARDO COTE LAMUS

POESIA IMPOSSIBILE

Lascia che il mio tocco ti conosca un'ultima volta
perché voglio imparare a memoria il tuo volto,
perché voglio iniziare una poesia dicendo:
"A Segovia, una notte di torri, la mia anima non poté,
non le fu possibile..."

Lasciami, sì, lasciami.
Lascia almeno che stanchi le tue impronte
su questo cuscino profumato del tuo volto,
perché voglio fare un uccello con la tua pelle
per risvegliare il mio cuore morto.

Ti ho amata apertamente, interamente,
e ho guardato con desiderio le tue mani,
cercando di dimenticare la mia antica sete di riva.

Con questa tristezza dal volto rosato,
come se il colore portasse il mio dolore a piedi nudi.
A volte il tuo silenzio mi arriva come campane
che sempre, sempre fischiano sotto la tua pelle...

Ti sei avvicinata alla mia vita come una pianta,
solo allungando gli occhi verso la pienezza dell'albero.
La mia vita era semplice, umile,
tenera argilla per un tocco.

Ora non sono altro che una primavera cieca
che fugge dall'ombra nel tuo sguardo.
È vero che tutto mi è stato inutile, doloroso;
È stato un peccato che tu non mi amassi:
è stato il più grande peccato del mondo.

Ma vieni, avvicinati e muori un po' nelle mie parole.
Nonostante tutto, sei il mio amore, il mio te, il mio mai.

E non sopporto più questo vuoto senza meta
che mi pesa dentro come Dio sull'erba.
Perché non sopporto nemmeno questo sapore di te sulle mie labbra.

Sì: a Segovia, la linfa è morta all'improvviso.
E non ho potuto,
non mi è stato possibile.

(da Salvezza del ricordo, 1953)

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La ferita d'amore, quella che Cupido lascia, può essere dolorosa se la relazione diventa unilaterale:  come nel caso del poeta colombiano Eduardo Cote Lamus. L'amore si trasforma in memoria, in desiderio necessariamente frustrato, addirittura nella sua ricusazione.

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HARANI ART, "AMORE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Mi sono venduto come schiavo affinché / il mio padrone potesse controllare le mie azioni; / si scopre che l'amore mi ha reso ancora più solo / e il mio padrone non ne ha avuto colpa.
EDUARDO COTE LAMUS, Salvezza del ricordo

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Eduardo Cote Lamus (Cúcuta, Colombia , 16 agosto 1928 - La Garita, 3 agosto 1964), poeta, diplomatico e politico colombiano. La sua poesia è caratterizzata dalla ricerca della narrazione, dalle immagini essenziali, dall'oggettività poetica, da un idealismo epico e umano, ma sempre in conflitto con la sua intuizione disincantata.


giovedì 12 febbraio 2026

È di nuovo inverno


ELIZABETH AZCONA CRANWELL

SE LO SPAZIO È DISTANZA

Forse perché allora era inverno
con la persistenza di foglie cadute
inverno non scelto
a malapena un posto dove condividere il vino
e capire quella terra desolata
tra la vertigine e il dover continuare.

Per noi era estranea qualsiasi forma di discorso
perché ho sempre ignorato il tuo risveglio
caduto da un sogno mutevole
il tuo risveglio, così nuovo nella memoria
come nuovo è amare
e altro il mormorio della neve
ora che è di nuovo inverno
in un paese che presto sarà sconosciuto
e abbiamo voltato le spalle all'amore.

Forse perché le mie mani sono muri
e mi separano da te
mani libere che non hanno mai voluto imprigionarti
Forse quella furia è fuggita
attraverso la parete di vetro tra le mie dita.

(da Degli opposti, 1966)

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"Perché se attraversiamo lo spazio / come un errore che cresce nell'unico tempo conosciuto / raggiungeremo molto presto la fine dell'amore": la poetessa argentina Elizabeth Azcona Cranwell ricrea una scena invernale che evoca malinconia e rassegnazione per raccontare la fine di un amore. Quella senescenza fogliare che permane sui rami ormai spogli assomiglia a quell'amore che si è andato sfaldando per colpa di entrambi: "È inutile scavare nel silenzio. / Dell'amore finito / sopravvivrà solo il linguaggio".

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore non è talvolta l'amore tra due esseri, / ma un modo del mondo / di turbare un triste equilibrio.
ELIZABETH AZCONA CRANWELL, Degli opposti

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Elizabeth Azcona Cranwell (Buenos Aires, 10 marzo 1933 – 2 dicembre 2004), poetessa surrealista, traduttrice e critica letteraria argentina. Tradusse William Shand, Dylan Thomas e Edgar Allan Poe e collaborò alla pagina letteraria del quotidiano La Nación.


mercoledì 11 febbraio 2026

Il verso nascosto


JOSÉ ANTONIO MUÑOZ ROJAS

A VOLTE INASPETTATAMENTE FEDELE

A volte inaspettata-
mente fedele, altre volte ribelle,
quanto più precisa,
tanto più tenace la sua assenza.
Altre volte, il verso nascosto
era nei suoi abissi,
emerge dai suoi abissi.

(da Io solo so nominarti, 2002)

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Come nasce una poesia? Lo spiega lo stesso José Antonio Muñoz Rojas, poeta spagnolo: "Quella cosa vagamente aleggia nella testa o dovunque e all'improvviso la si ritrova sulla carta. Spiegare quel misterioso passaggio dalla testa alla pagina non è facile o addirittura possibile. I versi fluttuano indefinitamente nella testa o nel cuore, e non ce ne rendiamo quasi mai conto sulla pagina. (...) Il miracolo del passaggio reale dall'idea della poesia alla sua versione sulla pagina è sempre inaspettato e misterioso".

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RENÉ MAGRITTE, "LA GRANDE FAMIGLIA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ecco a cosa servono i poeti: / a offrire un cammino agli altri, / a posarsi sui battiti del nostro cuore e a vedere / un po' più lontano, in mezzo a / tutta l'oscurità che ci circonda.
JOSÉ ANTONIO MUÑOZ ROJAS, Oscurità interiore

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José Antonio Muñoz Rojas (Antequera, 9 ottobre 1909 – Mollina, 29 settembre 2009), scrittore e poeta spagnolo appartenente alla Generazione del '36. Dalla corrente machadiana si è spostato verso uno sperimentalismo d’avanguardia cantando l’amore, la malinconia e l’armonia dell’anima nella natura, con uno stile diretto e colloquiale.


martedì 10 febbraio 2026

Avere le ali


CONCHA MÉNDEZ

VORREI AVERE LE ALI

Vorrei avere le ali
ed esplorare gli spazi
vivere la libertà
deliziosa degli uccelli!

Staccarmi dalla terra
e solcare tutti i mari
sorvolando i tropici,
sulle terre polari!

Costruire un nido in primavera,
e poi disfarlo.
E passare anno dopo anno
senza ricordare cosa fosse!...

Che esistenza deliziosa!
Vorrei avere le ali!

(da Inquietudini, 1926)

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Il desiderio di volare è un tutt'uno con quello della libertà, è il sogno di liberarsi dai vincoli, dai lacci che ci tengono legati alla terra. È proprio ciò che vorrebbe la poetessa spagnola Concha Méndez: come surrogato resta il vivere pienamente attraverso la poesia e l'immaginazione, uscendo dalle gabbie della vita quotidiana.

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JEAN-MICHEL FOLON, "COPERTINA PER LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il pensiero vola e le parole camminano a piedi. Qui sta tutto il dramma dello scrittore.
JULIEN GREEN

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Concha Méndez, pseudonimo di Concepción Méndez Cuesta (Madrid, 27 luglio 1898 – Città del Messico, 7 dicembre 1986), poetessa spagnola della Generazione del '27. La sua poesia è distinta in due fasi: la prima modernista, influenzata da García Lorca e Alberti, la seconda oscura e intimista, dai toni esistenzialisti, segnata dall'esilio.


lunedì 9 febbraio 2026

Senza tempo


ELENA GARRO

LO STRANIERO

Là dove troviamo ciò che è stato perso
Là dove va ciò che è stato
Là dove i morti sono morti
e ci sono giorni in cui rinascono e ripetono
gli atti prima della loro morte
Là dove le lacrime versate sono
versate di nuovo senza lacrime
e dove labbra intangibili si cercano
e si trovano, già senza corpi
Là dove all'improvviso siamo bambini
e abbiamo una casa
dove le città sono fotografie
e i loro monumenti risiedono nell'aria
e ci sono pezzi di giardini legati agli occhi
Là dove gli alberi stanno nel vuoto
dove ci sono amori e parenti mescolati
con oggetti familiari
Là dove le feste si susseguono ai lutti,
le nascite alle morti,
i giorni di pioggia
ai giorni di sole
Là, solitario, senza tempo, senza infanzia,
cometa senza origini, estraneo al paesaggio,
vagante tra estranei
là risiedi tu,
dove risiede la memoria.

Parigi, 1951

(da Cristalli di tempo, 2016)

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La memoria ci permette di rivivere ciò che è andato perduto, trasformando l'assenza in una forma di presenza.  La scrittrice messicana Elena Garro riflette sulla sua potenza, si avventura in quelli che Sant'Agostino definì "i campi e i vasti quartieri della memoria, dove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta". È lì che depositiamo le nostre esperienze, nel magazzino di ciò che siamo stati, delle persone che abbiamo incontrato.

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MICHAEL AZGOUR, "DE LA ROSA 1"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Grande è questa potenza della memoria, troppo grande, Dio mio, un santuario vasto, infinito. Chi giunse mai al suo fondo?
SANT'AGOSTINO, Confessioni

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Elena Garro (Puebla de Zaragoza, 11 dicembre 1916 – Cuernavaca, 22 agosto 1998), giornalista, sceneggiatrice e scrittrice messicana. Legata al movimento del Realismo magico, ha sempre respinto questa identificazione, considerandola un’etichetta mercantilista.


domenica 8 febbraio 2026

A piccoli passi


ANESTIS EVANGELOU

A PICCOLI PASSI

A piccoli passi attraversi la memoria,
la musica lontana, i suoni di un altro mondo,
come te, ferita silenziosa e sempre aperta
per chi ha abbandonato la propria casa o l'ha persa inspiegabilmente,
per chi non ha un posto dove posare il capo,
come quando ti versano una medicina nel bicchiere
e non assapori più altro che amarezza,
come un bambino a cui viene strappato il giocattolo
e lasciato a mani vuote in un corridoio deserto –
a piccoli passi attraversi la memoria,
fai gocciolare una nuvola nel cuore, offuschi il giorno,
avvolgi i volti nella nebbia, tormenti
gli ultimi sogni che ci restano.

(da Descrizione dello sfratto, 1960)

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Quella presentata del poeta greco Anestis Evangelou è la situazione di chi ha perso per sfratto la casa e tutti i ricordi ad essa legati: "Chi avrebbe potuto immaginare / lo sfratto violento dalla casa ancestrale, / con i vecchi mobili gettati per strada, rotti, / quando il bambino giocava ancora spensierato / nei primi mesi d'estate?". Tutto è perduto, e, se certo è possibile ricominciare altrove, "Non ho una vecchia foto per riscaldare il ricordo".

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RUTH DEALY, SFRATTATI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ah, che / specchio terrificante è la poesia. / Non ha pietà.
ANESTIS EVANGELOU, Gli haiku

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Anestis Evangelou, pseudonimo di Anestis Papadopoulos (Salonicco, 1937 - 1994),  poeta greco della seconda generazione del dopoguerra. La sua produzione poetica si distingue per i mezzi espressivi semplici, la pervasiva atmosfera di pessimismo e l'avversione del soggetto poetico verso la realtà e il sentimento di sconfitta. È in parte dedicata al sociale e in parte alla tendenza esistenziale-filosofica.


sabato 7 febbraio 2026

La danza del derviscio


HUGO PADELETTI

LA DANZA DEL DERVISCIO

Il salto della rana
tra le erbacce del fosso,

il sole del mattino
sui chicchi della spiga,

l'ombra del finocchio
sulle crepe nel muro,

il bianco della brina
sul verde dell'ortica;

il percorso della formica
nel deserto delle pietre,

il fischio delle canne
nel silenzio del terreno incolto,

la spina della rosa
sulla levigatezza del ramo,

la danza del derviscio
in una goccia di rugiada.

(da Il Viandante, Poesie 1844-1980, 2007)

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Hugo Padeletti, poeta argentino, esplora i temi della natura, del misticismo e della tranquillità interiore: fonde immagini serene e naturali intrecciandole con una profonda ascesi spirituale e un senso di osservazione contemplativa, fino a ritrovare nell'infinitamente piccolo di una goccia di rugiada il principio più alto della meditazione, quella "trance estatica" che il derviscio rotante - figura ascetica del sufismo - raggiunge con la danza vorticosa. 

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BRYAN MATHEW, "IL DERVISCIO ROTANTE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Cosa intendo per ispirazione? Stati interiori in cui sembra che l'intelligenza, la sensibilità e la memoria si illuminino e salgano molti gradini, a volte di più, a volte di meno.
HUGO PADELETTI,  Letteratura argentina di scrittori argentini

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Hugo Padeletti (Alcorta, 15 gennaio 1928 - Buenos Aires, 11 gennaio 2018), poeta e artista visivo argentino. L'ambiente rurale della sua infanzia ha fortemente influenzato la creazione della sua opera artistica, sia nella poesia che nelle arti visive, nelle quali sono confluiti  filosofia e orientalismo.


venerdì 6 febbraio 2026

Il ritmo del passo


DINO CAMPANA

UN FEMME QUI PASSE

Andava. La vita s’apriva
Agli occhi profondi e sereni?
Andava lasciando un mistero
Di sogni avverati ch’è folle sognare per noi
Solenne ed assorto il ritmo del passo
Scandeva il suo sogno
Solenne ritmico assorto
Passò. Di tra il chiasso
Di carri balzanti e tonanti serena è sparita
Il cuore or la segue per una via infinita
Per dove da canto a l’amore fiorisce l’idea.
Ma pallido cerchia la vita un lontano orizzonte.

(da Canti orfici ed altre liriche, Vallecchi, 1928)

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Ci sono tanti celebri esempi di belle passanti che attirano lo sguardo dei poeti: da Charles Baudelaire ("Un lampo... e poi il buio! - Bellezza fuggitiva") ad Antoine Pol (si rimpiangono le labbra assenti / di tutte queste belle passanti / che non abbiamo saputo trattenere")  a Riccardo Bacchelli (" Tra la gente, / al sole, apparsa e sparita se n'è andata". Dino Campana rimane affascinato al passare di questa donna dal mistero di sogni inarrivabili che la circondano, dalla pura bellezza che emana.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non amore non spasimo, un fantasma, / un’ombra della necessità che vaga / serena e ineluttabile per l’anima / e la discioglie in gioia, in incanto serena.
DINO CAMPANA, Canti orfici

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Dino Carlo Giuseppe Campana (Marradi, 20 agosto 1885 – Scandicci, 1º marzo 1932), poeta italiano. l’unico accostabile ai “maudits” del Decadentismo europeo quali Rimbaud. La sua poesia brucia le scorie della tradizione di Carducci e D’Annunzio con un atteggiamento visionario che va oltre le cose e i dati realisticamente intesi. Di lui è nota l’appassionata relazione con Sibilla Aleramo.


giovedì 5 febbraio 2026

Respirare la notte


JOSÉ CORREDOR-MATHEOS

SCRIVERE UNA POESIA

Scrivere una poesia
che non significhi nulla.
Uscire sulla terrazza,
respirare la notte,
non aspettarsi che nessuno torni,
non desiderare più nulla.
Aprire solo le mani
e lasciare che dalle dita
prendano il volo parole
mute, stupite.

(da Lettera a Li Po, 1975)

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Il poeta spagnolo José Corredor-Matheos, affascinato dalle dottrine del Taoismo e del Buddhismo, propone una concezione di poesia che travalica la parola scritta, che la supera, che comprende quello che la parola scritta non può dire, che si fa addirittura meditazione: "Sei tornato dalla Luna / a mani piene, a mani vuote. / Tornando a casa hai contemplato / il cielo come se fosse tuo".

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio paese non è fatto / di uomini e donne / in cui mi riconosca / ma del più segreto / dei versi non scritti.
JOSÉ CORREDOR-MATHEOS, Lettera a Li Po

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José Corredor Matheos (Alcázar de San Juan, 14 luglio 1929), poeta, critico d'arte, storico, traduttore e saggista spagnolo della Generazione degli anni '50. La "sete di assoluto" lo separa dal realismo confessionale per avanzare verso il culturalismo e la poesia essenziale delle forme nude.


mercoledì 4 febbraio 2026

Miroslav Košuta


È morto il 2 febbraio a Trieste, nella frazione di Contovello, sul Carso, il poeta e scrittore Miroslav Košuta, appartenente alla minoranza di lingua slovena. Nel 2011 aveva ricevuto il Premio Prešeren, il maggiore riconoscimento culturale della Slovenia, per la sua attività letteraria e per il contributo nella preservazione della lingua slovena in Italia. “È stato una delle voci poetiche slovene più alte, ha fatto la poesia «onesta» delle piccole cose che sa parlare in maniera universale e dire l’assoluto” ha detto la senatrice Tatjana Roic, esponente della minoranza triestina e allieva del poeta.

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FOTOGRAFIA © MLADINSKA KNJIGA

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DEL MARE

Quando ti addormenti sfinita,
morbida acqua domata
dall’erbe degli argini, quando ti addormenti
con l’ombra di salici severi
e con la fronte profonda sogni il mare
vicino, e un grido di gabbiano
schiumare tra i tuoi gorghi.


Svolgo allora la vela logora di tempo,
aspetto il vento di meridione, aspetto
quello di levante,
accarezzo l’albero morto.
E non c’è vento da settentrione
e non ce n’è di ponente.

Dov’è il mio mare, dove sei,
maledetto vento, urlo
con gola ebbra come i vecchi marinai
cercando all’orizzonte. Vedo
soltanto i tuoi gorghi.
 
Accarezzo l’albero morto.

Squarcio questa vela antica.

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RIMANI

Rimani, lingua arsa di silenzi.
Recingiti in quella sabbia
sulla riva. Gli scogli
non riconoscano
il tuo passo,
e non si inebrino
col salso d’acqua dei tuoi piedi.

Rimani, lingua arsa di silenzi.
Ti seppellirò
nelle alghe, nella spuma cieca.
E solitario osserverò
le tue vene blu.
E ti sommergerò
di edera oscura,
che il suo e il tuo sapore
mi stringano la gola.

(da La ragazza dal fiore pervinca, Del Vecchio, 2015)



  LA FRASE DEL GIORNO  

Poesia di frontiera è secondo me una definizione di cui non si può abusare, riferendosi a tutti i poeti la cui opera viene in qualche modo toccata dal confine. Ma se vi convergono passione rivoluzionaria e statura morale, allora certamente si tratta di un contesto di poesia di frontiera..
MIROSLAV KOŠUTA, La ragazza dal fiore pervinca




Miroslav Košuta (Santa Croce, 11 marzo 1936 – Contovello, 1º febbraio 2026), poeta, scrittore e traduttore italiano di lingua slovena. Tra i suoi temi principali Trieste, il paesaggio carsico, il  grande peso storico che grava sulla comunità slovena, l’infanzia e l’amore, con sullo sfondo i temi esistenziali.


martedì 3 febbraio 2026

Testimonianza di un tempo


CESAR SIMÓN

ARCO ROMANO

Sorge in mezzo ai vigneti.
Testimonianza di un tempo, è già il tempo.
Se piove, resta solitario;
e solitario quando il sole scotta.
Divide il mondo in due, insiste e tace,
chiuso, ma aperto all'ermetismo
della domanda che non si estingue.
Ed è troppo da spiegare.
Conclusione? Approccio irrealistico.
L'arco è come me, non finisco mai.
Perché mi sono lanciato contro il cielo come un arco:
dal vuoto al vuoto nella bellezza,
dal nulla al nulla in mezzo alla luce.

(da Smarrimento, 1991)

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L'opera del poeta spagnolo César Simón indaga molto spesso un luogo, partendo da lì per elevare la meditazione e trascendere il sé, che è sì punto centrale, ma diventa insignificante di fronte alla realtà che lo circonda, al vuoto e al nulla che sono contemporaneamente assenza e presenza.

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PIERRE-ANTOINE DEMACHY, "PASTORI TRA LE ROVINE ROMANE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Celebro la mia vita, queste mattine rituali / in cui, con inespressiva trasparenza, / mi considero per quello che sono, un capitale biologico - non più traboccante - / un silenzio traboccante di sensazioni, un'unica sensazione: me stesso.
CESAR SIMÓN, Smarrimento

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César Simón (Valencia, 16 agosto 1932 - 11 dicembre 1997), poeta e scrittore spagnolo. La sua opera appartiene cronologicamente alla cosiddetta "generazione del secondo dopoguerra" e  presenta uno stile di scrittura austero e uno sguardo profondo nell'analizzare ciò che trascende il quotidiano.


lunedì 2 febbraio 2026

La sedia vuota


GEORGIOS DROSINIS

ASPETTANDOTI

Per te ho la sedia vuota vicino a me
e per entrambi il bicchiere pieno.
L'ora della sera risveglia il desiderio;
so che non verrai, eppure ti aspetto.

Se la porta scricchiola nel vento...
se un ramo secco si muove fuori nel giardino...
se il passo di uno sconosciuto passa per strada, — io desidero...
So che non verrai — eppure ti aspetto.

Il giorno si fa buio, freddo e desolato,
la mia candela accesa gocciola lacrime.
E provo la gioia di un martire:
sapere che non verrai, e aspettarti.

(da Idilli, 1884)

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La vana attesa, la lontananza, la separazione dall'amata, il dolore dell'assenza, ma non c'è disperazione in questa poesia di Georgios Drosinis: il poeta greco si crogiola nella malinconia dell'attesa, nella speranza della solitudine.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Hai fede quando ogni tuo sogno / lo accendi sull'altare del voto / e se uno qualsiasi dei tuoi voti è impossibile, /  aspetti che il miracolo accada.
GEORGIOS DROSINIS, Occhi chiusi

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Georgios Drosinis (Atene, 9 dicembre 1858 – 3 gennaio 1951), poeta e letterato greco. Rappresentante, insieme a Kostis Palamas, della cosiddetta nuova scuola ateniese, ne diresse per un decennio (1888-98) l'organo ufficiale, il periodico Hestía. Abbandonò via via la lingua pura in favore di un linguaggio più popolare e trattando in versi di scorrevole facilità argomenti leggiadri ed elegiaci.


domenica 1 febbraio 2026

Poesie per febbraio XII


C'è quel qualcosa in febbraio, quell'ansia di fiorire, quel timido preannunciarsi della primavera: quella dolcezza che Daria Menicanti ritrova in una mattina in cui ravvisa l'alba giungere un po' prima seduta al caffè di un distributore, quel presagio che Ada Negri riconosce nel sole.

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FOTOGRAFIA © MARIYA MUSCHARD/PEXELS

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DARIA MENICANTI

FEBBRAIO

Sull’orizzonte, in mezzo a due cortei
di piante color nembo,
il sole spinge una lama ricurva
di perfetto rubino.
Sono queste,
dopo quel poco inverno,
le prime mattine di luce,
e il loro odore è caffè,
pane di forno,
terra fresca, benzina.
Pinín serve, con gli occhi ancora stretti
e l’automatica grazia,
il primo pieno di normale.

1962

(da Città come, Mondadori, 1964)

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ADA NEGRI

PRESAGIO

Quando avanza il febbraio, e ancor non ride
Primavera, ma più non piange Inverno,
ti trasfiguri; e l'ansia hai della zolla
che si risveglia e riconosce il sole.
Timido è il sole di febbraio, e nudo
come un povero: pur nel suo tepore
ramo di pioppo e ramo di betulla
già crede aver le fronde. E tu con essi
lo credi: già le vedi: in te già senti
gonfiare i bocci che saran domani
roseo di peschi e bianco di ciliegi:
pungere in te già senti anche le spine
del rosaio, vermiglie come il sangue.
O fortunata, se goderti prima
puoi si' gran doni, che nel chiaro aprile
saran di tutti! Gusta in tuo segreto
il sapore di latte delle gemmule
non vive ancora: pratoline e mammole
raccogli fin che non sien nate, e mano
capricciosa le brancichi, e tallone
duro le schiacci!

 
(da Il dono, Mondadori, 1936)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

A febbraio, possiamo assaporare le gioie dell'attesa. La primavera è alle porte, con il dito sul chiavistello.
PATIENCE STRONG, La gloria del giardino

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.