C'è quel qualcosa in febbraio, quell'ansia di fiorire, quel timido preannunciarsi della primavera: quella dolcezza che Daria Menicanti ritrova in una mattina in cui ravvisa l'alba giungere un po' prima seduta al caffè di un distributore, quel presagio che Ada Negri riconosce nel sole.
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FOTOGRAFIA © MARIYA MUSCHARD/PEXELS
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DARIA MENICANTI
FEBBRAIO
Sull’orizzonte, in mezzo a due cortei
di piante color nembo,
il sole spinge una lama ricurva
di perfetto rubino.
Sono queste,
dopo quel poco inverno,
le prime mattine di luce,
e il loro odore è caffè,
pane di forno,
terra fresca, benzina.
Pinín serve, con gli occhi ancora stretti
e l’automatica grazia,
il primo pieno di normale.
1962
(da Città come, Mondadori, 1964)
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ADA NEGRI
PRESAGIO
Quando avanza il febbraio, e ancor non ride
Primavera, ma più non piange Inverno,
ti trasfiguri; e l'ansia hai della zolla
che si risveglia e riconosce il sole.
Timido è il sole di febbraio, e nudo
come un povero: pur nel suo tepore
ramo di pioppo e ramo di betulla
già crede aver le fronde. E tu con essi
lo credi: già le vedi: in te già senti
gonfiare i bocci che saran domani
roseo di peschi e bianco di ciliegi:
pungere in te già senti anche le spine
del rosaio, vermiglie come il sangue.
O fortunata, se goderti prima
puoi si' gran doni, che nel chiaro aprile
saran di tutti! Gusta in tuo segreto
il sapore di latte delle gemmule
non vive ancora: pratoline e mammole
raccogli fin che non sien nate, e mano
capricciosa le brancichi, e tallone
duro le schiacci!
(da Il dono, Mondadori, 1936)
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LA FRASE DEL GIORNO
A febbraio, possiamo assaporare le gioie dell'attesa. La primavera è alle porte, con il dito sul chiavistello.
PATIENCE STRONG, La gloria del giardino
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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.
Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.
