JOHN GOULD FLETCHER
LE NUVOLE
Sebbene non ci fosse alcun suono in tutta la casa,
Non potevo fare a meno di ascoltare il grido di quelle lunghe onde bianche increspate
Che raccoglievano le loro forze per infrangersi sulla cupa spiaggia del cielo.
(da Stampe giapponesi, 1918)
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C'è tutta la lezione imagista in questa poesia di John Gould Fletcher: il poeta statunitense amplifica la sensazione e la trasforma in immagine: così, se le nuvole diventano onde, giocoforza il cielo che le ospita deve essere mare.
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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA
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LA FRASE DEL GIORNO
Perché amo le nuvole? Perché non è possibile conservare una nuvola come è possibile conservare una foglia o un fiore o un minerale − le nuvole sono adesso.
TERRI GUILLEMETS, Cielo sempre diverso, vita sempre diversa
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John Gould Fletcher (Little Rock, Arkansas, 3 gennaio 1886 – 10 maggio 1950), poeta imagista e critico d’arte statunitense, primo poeta del Sud a vincere il Premio Pulitzer. Tra le sue opere: Goblins e pagode (1916), Stampe giapponesi (1918), Poesie scelte (1938) e La montagna che brucia (1946).
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