giovedì 12 gennaio 2017

Pallida luce di stelle

 

IDEA VILARIÑO

QUEL CHE SENTO PER TE

Quel che sento per te è così difficile.
Non è di rose che si aprono all’aria,
è di rose che si aprono nell’acqua.
Quel che sento per te. Quello che rotola
o si infrange in tanti gesti tuoi
o che con le parole fai a pezzi
e che poi incorpori dentro un gesto
e mi pervade nelle ore dorate
e mi lascia una sete dolce e languida.
Quello che sento per te, doloroso
come la pallida luce di stelle
che arriva dolente e affaticata.
Quel che sento per te, e che tuttavia
corre a volte tanto da non raggiungerti.

(da La supplicante, 1942)

.

L’altro, l’uomo amato, appare spesso nebuloso nelle poesie dell’uruguaiana Idea Vilariño (1920-2009): l’amore è la somma di riflessioni malinconiche e di una vicinanza a volte dolorosa – i gesti e le parole sembrano indicare la volontà di dilaniare il rapporto, di farlo a pezzi, mentre l’altra parte, nelle ore dorate della notte, continua a dissetarsi del ricordo, che però anziché spegnere la sete, la provoca togliendo forze. È una solitudine che annienta, che indebolisce e anche l’immagine erotica della rosa fiorita si perde nell’angoscia sottomarina di un territorio senza aria, che toglie il respiro. E l’amore “continua a essere / continua a parlarmi / fa male / sanguina / ancora”.

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Hopper

EDWARD HOPPER, “ELEVEN A.M.”

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LA FRASE DEL GIORNO
Dove è il sogno realizzato / e dove il folle amore / che tutti / o alcuni / sempre / dietro la maschera serena / chiediamo in ginocchio?
IDEA VILARIÑO, Poesie

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