venerdì 6 gennaio 2017

I santi più nostri

 

DAVID MARIA TUROLDO

ERAN PARTITI DA TERRE LONTANE

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!
Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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I Magi incarnano nel Nuovo Testamento e nella leggenda popolare l’emblema della saggezza. Ma essere saggi non è l’avere certezze – come nota il poeta e religioso David Maria Turoldo (1916-1992) – essere saggi significa mettersi sempre in cammino, coltivare i dubbi, esplorare le strade per vedere quali portino alla verità e quali alla menzogna, evitando le insidie dei potenti di turno. Per questo i Magi devono essere i nostri santi, quelli della continua ricerca che conduce alla luce.

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Magi

I MAGI, MOSAICO, SANT’APOLLINARE NUOVO, RAVENNA © NINA-NO

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LA FRASE DEL GIORNO
[I Magi] erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare.
BENEDETTO XVI, Omelia del 6 gennaio 2011

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