martedì 18 marzo 2014

Un frustino ed un guanto

 

ANNA ACHMATOVAanna_akhmatova_1924-m_4712f

LA PORTA È SOCCHIUSA

La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli…
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume…
tendo l’orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo…

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio cuore.

Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento…
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.

(da Sera, 1911)

.

Anna Achmatova (1889-1966), grande poetessa russa, usa una tecnica che adesso definiremmo cinematografica per introdurre questo suo sentimento di abbandono e di solitudine: come se una macchina da presa lentamente vagasse per una stanza cogliendo la luce di primavera fuori dalla porta lasciata socchiusa – segno che lui se n’è andato, tra l’altro – e poi inquadrasse sul tavolo il guanto e il frustino lasciati in tutta fretta, in una luce calda. Ecco allora la dicotomia tra la prima parte della poesia, tutta tesa alla presa di coscienza di questo abbandono, e la seconda, in cui il dolore divampa per poi stemperarsi un po’ nella speranza del futuro.

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14-0022

VASILIJ KANDINSKIJ, “STANZA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Dalla felicità io non guarisco.
ANNA ACHMATOVA

2 commenti:

Rosanna Bazzano ha detto...

"Non esiste saggezza
non esiste vecchiezza
e forse neanche la morte…"

Quanto mi piace l'Achmatova!!!
Domenica dovrò leggerla e commentarla per la giornata della poesia alla Feltrinelli di Caserta…
Grazie!!! Ciao! :)

Vania ha detto...

..una poesia viva nei sentimenti.

ciaoo Vania:)

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