lunedì 25 giugno 2012

Monete rosse

 

LEONARDO SINISGALLI

I FANCIULLI BATTONO LE MONETE ROSSE

I fanciulli battono le monete rosse
Contro il muro. (Cadono distanti
Per terra con dolce rumore.) Gridano
A squarciagola in un fuoco di guerra.
Si scambiano motti superbi
E dolcissime ingiurie. La sera
Incendia le fronti, infuria i capelli.
Sulle selci calda è come sangue.
Il piazzale torna calmo.
Una moneta battuta si posa
Vicino all'altra alla misura di un palmo.
Il fanciullo preme sulla terra
La sua mano vittoriosa.

(da 18 poesie, 1936)

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Ai ragazzi di oggi può sembrare incredibile, ma c’è stato un tempo senza computer, Internet, Facebook, Twitter. C’è stato un tempo in cui la televisione cominciava a trasmettere dalle 17 e finiva i suoi programmi alla mezzanotte su due soli canali. C’è stato un tempo in cui non c’era neppure la televisione e già la radio era un mezzo di comunicazione eccezionale. Altro che XBox e iPhone! I ragazzi degli Anni ‘30 raccontati in questa bellissima poesia di Leonardo Sinisgalli (1908-1981) – una delle sue più note – si divertono a un gioco antico, quello di far rimbalzare le monete contro un muro per cercare di avvicinarsi il più possibile e conquistare così l’intera posta. Monete rosse, i centesimi di rame del Regno d’Italia, magari quelli da 5, con la spiga di grano. E il rosso appare anche nel colore del tramonto che incendia ogni cosa, che si riflette sul selciato – bellissima è l’immagine scelta da Sinisgalli: la sera come sangue.

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BARTOLOMÉ ESTEABAN MURILLO, “FANCIULLI CHE GIOCANO A DADI”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il bambino che non gioca non è un bambino. Ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.
PABLO NERUDA

4 commenti:

Elisa Chisana Hoshi ha detto...

ciao, Canto delle Sirene! Leggo il tuo blog con piacere, e ho deciso di assegnarti un piccolo premio simbolico. Spero ti faccia piacere.
http://www.elisachisanahoshi.com/2012/06/qualcosa-di-personale-blog-award.html

Un saluto da Istanbul!

Elisa Chisana Hoshi

DR ha detto...

Grazie, Elisa. Ne sono onorato perché è un attestato a quattro anni e mezzo di blog e perché arriva anche... da lontano.

Vania ha detto...

...si "legge/sente"...bene il senso di questa poesia...ben ben descritta.

Ciaoo Vania

...per l'incredibile sulla tua annotazione....condivido !!!!

DR ha detto...

eppure l'infanzia che ricordo, senza nulla di tecnologicamente avanzatissimo, è stata felicissima

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