lunedì 1 giugno 2009

Nico Orengo

Nico Orengo, scrittore, poeta e giornalista, è morto sabato mattina alle Molinette di Torino, dove era ricoverato dopo una crisi cardiaca. Nel capoluogo piemontese era nato nel 1944, e vi era legato anche per la collaborazione con Einaudi e per la lunga direzione di “Tuttolibri”, il settimanale letterario della “Stampa”, quotidiano per cui scriveva.

I suoi romanzi e le sue poesie hanno però come sfondo la Liguria, regione di cui era originaria la famiglia. Come scrisse lo stesso Orengo sulla “Stampa” nell’agosto 2000, “era una Liguria favolosa di sapori, fico polveroso e gelsomino stordente, di buganvillea e cappero, di garofano, calendula e rose, mirto e rosmarino. Una Liguria dove per le strade camminavano dei. [...] Una Liguria che si è persa nel gusto medio dell’Italia di massa, televisiva, dall’identità incerta, fluttuante in tutto meno che nella volontà al cemento”.

Il critico Lorenzo Mondo, amico e collega di Orengo, così traccia (“La Stampa”, 31 maggio 2009) la sua poetica : “Si riconosce comunemente che la sua cifra stilistica sia la leggerezza: non perentorie definizioni di luoghi e sentimenti, ma lente approssimazioni, caute insinuazioni. Una leggerezza che si lascia tuttavia graffire dell’ironia e dalla malinconia. La sua è una prosa limpida, elegante ma priva di sussiego, che chiede in prestito alla grazia dei suoi versi, alle sue Cartoline di mare le aperture poetiche che costituiscono la trama più vera, segreta dei suoi racconti”.


Nico Orengo (Fotografia: La Stampa)


DUE POESIE DI NICO ORENGO

Nelle tane di riva,
sulla foce del vallone,
l'anguilla cerca il sale
dell'acqua, il mare,
dove ha visto la murena,
il polipo e l'ofiura;
un tuffo in tondo
prima di risalire fra
le morbide canne e
gli inganni dell'euforbia,
il fiume: vena
che abbandona,
verso l'alto, il mare.

(da “Cartoline di mare”)


*


Vita di vento, vita d’acqua
tirare i remi in barca
e aspettare una coperta
di sonno: lunga quanta
l’acqua di mare che ha visto
passare.

Vita d’acqua, vita di vento
farsi pesce nel mare
e morire contento.

A poche miglia
già si vede dove
il fiume nel mare
s’impiglia.

Basterà saltare
qualche onda, portare
il gozzo fra le prime
alghe di fiume
e poi lasciare che la trota
con il mare alla schiena
ritrovi il suo tema.

(da “Trota blu”)


IL SITO INTERNET: Nico Orengo


BIBLIOGRAFIA

  • 1969 Per preparare nuovi idilli.
  • 1972 A-ulí-ulé.
  • 1972 E accaddero come figure
  • 1974 Miramare
  • 1977 Collier per Margherita [poesie]
  • 1979 Canzonette [poesie]
  • 1979 La misura del ritratto
  • 1984 Cartoline di mare [poesia]
  • 1984 Figura gigante
  • 1986 Dogana d'amore
  • 1988 Ribes
  • 1990 Le rose di Evita
  • 1992 Gli spiccioli di Montale
  • 1994 La guerra del basilico
  • 1995 L'autunno della signora Waal
  • 1997 Il salto dell'acciuga
  • 1997 Narcisi d'amore [poesie]
  • 1998 Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie
  • 1999 L'ospite celeste
  • 2000 Spiaggia, sdraio e solleone [poesie]
  • 2001 L'allodola e il cinghiale
  • 2002 La curva del Latte
  • 2004 L'intagliatore di noccioli di pesca
  • 2005 Di viole e liquirizia
  • 2007 Hotel Angleterre
  • 2009 Islabonita

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LA FRASE DEL GIORNO
Se scrivo scrivo rosa / e una rosa poi scompare...; / Se scrivo mare e / il mare poi, si va / ad abbassare...; / se scrivo cielo / e il cielo poi, / diventa un buco nero...; / se scrivere è consumare.
NICO ORENGO, Cartoline di mare

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