lunedì 13 aprile 2009

Aldo Capasso


Il 13 aprile di cento anni fa nasceva a Venezia il poeta e critico Aldo Capasso. La sua attività di commentatore lo portò a scrivere su "La Nazione" di Firenze e a dirigere "Realismo critico"; pubblicò saggi su Ungaretti, Tasso e Proust. 

La poesia di Capasso invece vive di una raffinata sensualità, di un'indagine sulla possibilità di andare oltre l'illusorio gioco dei sensi per vedere se è possibile trovare un ancoraggio che superi la rassegnata partecipazione al destino degli uomini. Questo disperato bisogno si avvale di immagini sicure e ben delineate, che cercano di vincere la tendenza discorsiva, aleggiando talora in echi leopardiani.

da "Il paese senza tempo", 1934

VELE

Due vele, a pena nate e di sorpresa,
sull'orizzonte, agli occhi chiari che apre
il mattino del mondo nel mio viso,
son l'evento che instaura un tempo albare.
E se il silenzio mi riduce a un lieve
giuoco come un vel d'acqua fra due pietre,
m'è bastato, perché mi sia la vita
candida, quella coppia aerea d'ali
apparsa d'improvviso fra due cieli.
Il passato s'esilia. Antichi lutti
del mio cuore si sciolgono nell'ora
come il sale nell'acqua che s'acciglia.



da "Per non morire", 1947

AMANTI LUNGO IL MARE

Lungo il mare, nel buio,
Sopra le rocce scabre
Tanti bisbigli, che udite, pur sono
Segno di breve oblio.
Siamo poveri, solamente questo
Ci è conceduto, modo
Di festa, e da noi stessi esilio.
Anche le nostre donne
Hanno soavi labbra.
(Nel buio non si vede,
Se misera è la veste).
Ma sognano, talora, luminosi
Mondi, come in romanzo, come in film, -
Memorabili gesta e gentilezza
D'eroi troppo diversi
Da questa nostra mal limata scorza.
(Nel buio non si vede
Se arrossiscono alquanto,
Per avere sognato
Un'altra bocca nella nostra bocca).
Prendiamo, pur con questa
Sua macchia mal taciuta, questo àttimo
Ch'è il solo nostro bene,
Sopra le rocce scabre.


Per non piegarci al vino che ci chiama
Promettendo una nube entro i pensieri».


1939



DEL MATTINO

Un vetro s'è fatto acciecante
Una ragazza lava i panni e canta
Uno stornello giovane sorge puro ed è un rito
Gridi d'uccelli sono nel mattino
Rinasci come l'erba senza ricordi.


1938


Aldo Capasso (Fotografia: pubblico dominio)


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LA FRASE DEL GIORNO
Abbiamo pudore di noi stessi, di ciò che sappiamo / Tutti del nostro destino, di ciò che ci è forza comprendere / E soffrire".
ALDO CAPASSO, Formiche d'autunno

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