NOVELLA CANTARUTTI
J’ SIN
Lagrimi’ secj’
j’ sin,
su la nestra cjera
disfigurada.
E cours j’ sin,
ch’a mènin
su li’ viti’ cioncjadi’
e la masera.
SIAMO
Lacrime secche
siamo,
sulla nostra terra
sfigurata.
E siamo cuori
che resistono
sulle
vite schiantate
e le macerie.
.
.
IL REQUIE
Il requie,
sot i mûrs di Vencion,
a’ lu scjafòin i claps.
’A si prèa
come chei ch’a son muars,
cencia cigus.
E ’a na si cjanta pi.
IL REQUIEM
Il requiem,
sotto i muri di Venzone,
lo soffocano i sassi.
Si prega
come quelli che
sono morti,
senza grida.
E non si canta più.
(da Pagjni' seradi', Società filologica friulana, 1976)
.
Il 6 maggio 1976 un disastroso terremoto devastò il Friuli: alle 9 di sera si verificò una scossa di 9° grado Mercalli, come si misurava allora, ovvero di 6.2 gradi Richter, durata un terribile minuto. Il poeta Pierluigi Cappello, che allora aveva nove anni e abitava a Chiusaforte, ricorderà: “Mi parve di stare al centro della notte del giudizio, l’immaginazione di migliaia di bambini friulani si espanse come un’enorme, dolente bolla per accogliere entro i suoi confini una nuova regione: la regione del terrore, un terrore primordiale, da passeri e cani spaventati. Ai primi crolli, il presente immutabile di quei bambini venne scagliato in bocca a un futuro buio, privo di dimensione”. “La terra si scrollava di dosso / le case” scrisse un altro poeta friulano, Giacomo Vit. Ma fu la poetessa in lingua friulana Novella Cantarutti, cinquantacinquenne insegnante di italiano e amica di Pasolini a registrare praticamente “dal vivo” l’emozione terribile del sisma che causò mille morti e ridusse in macerie Gemona, Osoppo, Buja, Venzone e Majano.
.
FOTOGRAFIA DA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA
.
LA FRASE DEL GIORNO
Un minuto. La storia, ogni tanto si veste con i tempi che appartengono al quotidiano per plasmare le sue trasformazioni.
PIERLUIGI CAPPELLO, Messaggero Veneto, 4 maggio 2016
.
Novella Aurora Cantarutti (Spilimbergo, 26 agosto 1920 – Udine, 20 settembre 2009), poetessa e scrittrice italiana, nota per le sue poesie in lingua friulana. Compose i suoi primi lavori letterari nel 1941, ma pubblicò solo dopo la fine della guerra, su riviste locali, quali Il strolic furlan, Ce fastu? e Quaderno romanzo di Pasolini.


Nessun commento:
Posta un commento