JORGE TEILLIER
UN VALZER PER MATILDE
La pioggia scrive il tuo nome con lettere irregolari
sulla strada dove mi trovo
un venerdì
alla fine di un mondo
Le cose hanno l’aria sorpresa di chi è sopravvissuto
dopo che l'incendio è stato spento
ecco il terribile rumore del mattino
di chi dorme confidando di svegliarsi libero
condannato al viaggio senza fine
di chi non osa davvero guardarsi nel pozzo
Mi siederei e scriverei un valzer per te
con le foglie dei pioppi
i
dischi sdolcinati suonati in tuo onore su un Wurlitzer
ma c'è il rumore delle ore, come quello degli aspirapolvere
non sono più in grado di comporre musica significativa
arrivederci, ti dico,
arrivederci
mentre la pioggia lava via tutti i nomi che ricordo.
(da Poesie inedite di Jorge Teillier, 2001)
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Il poeta cileno Jorge Teillier crea ancora una volta una delle sue atmosfere sospese e nostalgiche: nel 1965 a casa di Neruda conobbe una ballerina classica, Matilde Romo, di cui si innamorò di un amore sbilanciato e impossibile: ”Devo inventare il tuo corpo e le tue parole; / invano chiamo il silenzio dei tuoi occhi: / le isole dove dimorano i gabbiani dei sogni. / Ancora una volta sono l'orfano di ponti infiniti,/ in attesa dell'elemosina di un giorno del tuo sole, / circondato dalla pioggia e dalle rotaie dell'assenza”. Rimane una fitta corrispondenza in cui il poeta invia lettere-poesie a Matilde, arrivando infine a confessarle: “Sento talvolta che io stesso ho chiuso la porta che mi aprivi”. Una curiosità: questa poesia fu scritta nella casa di Matilde, al numero 2031 di Calle Anibal Pinto a Valdivia con la sua macchina da scrivere.
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IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni donna amata ha tre nomi: / il primo / quello con cui tutti la chiamano / il secondo / il nome che qualcuno le ha dato, e che qualcuno conosce / E il terzo / il suo vero nome / quello con cui sogna davanti al fuoco / e che conosce / solo chi la ama.
JORGE TEILLIER, Poesie inedite di Jorge Teillier
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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.

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