venerdì 21 marzo 2014

Giornata Mondiale della Poesia 2014

 

Il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Poesia. Celebriamola con versi che ne descrivono l’essenza, che ne esaltano il ruolo nella vita di ogni poeta. Ecco allora tre Premi Nobel: lo spagnolo Juan Ramón Jiménez (1881-1958), la polacca Wisława Szymborska (1923-2012) e il messicano Octavio Paz (1914-1998).

 

JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

A DANTE

…Allegro sì, che appena il conoscìa…
DANTE

Il tuo sonetto,
come una donna nuda e casta,
accogliendomi sulle sue gambe pure,
mi abbracciò con le sue braccia celestiali.

Sognai, poi, con lui, con lei.
Era una fontana
con due zampilli ad arco su una prima vasca, che poi li versava,
fini, in altre due…

(da Eternità, 1918 - Traduzione di Claudio Rendina)

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WISŁAWA SZYMBORSKA

TREMARELLA

I poeti e gli scrittori.
Così infatti si dice.
Ma, se non scrittori, i poeti chi sono -

I poeti - la poesia, gli scrittori - la prosa.

Nella prosa può esserci tutto, anche poesia,
ma nella poesia deve esserci solo poesia -

In sintonia col manifesto che l’annuncia
con lo svolazzo liberty d’una P maiuscola,
iscritta nelle corde d’una lira alata,
dovrei, più che entrare, arrivare volando -

E non sarebbe meglio scalza,
che con queste scarpe da quattro soldi,
pesanti, scricchiolanti,
goffa sostituzione d’un angelo? -

Avessi almeno un vestito più lungo, più lieve,
e versi che escono così, dalla manica,
da festa, da parata, da grande occasione,
un dan don,
ab ba ba -

Ma là sul palco guata già un tavolino
da seduta spiritica, coi piedini dorati,
su cui fuma un piccolo candeliere -

Ne deduco che
dovrò legger al lume di candela
ciò che ho scritto a macchina
tac tac tac alla luce d’una lampadina -

Senza preoccuparmi in anticipo
se sia poesia
e quale poesia -

Se del genere in cui la prosa è malvista -
O del genere che è benvisto in prosa -

E qual è la differenza,
percepibile ormai solo nella penombra
sullo sfondo d’un sipario bordò
con frange viola?

(da Gente sul ponte, 1986 - Traduzione di Piero Marchesani)

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OCTAVIO PAZ

IL FUOCO D’OGNI GIORNO

A Juan García Ponce

Come l’aria
                 disfa e fa
sulle pagine della geologia,
sui tavolati planetari,
i suoi edifici invisibili:
                                l’uomo.
Il suo linguaggio è un granello appena,
ma bruciante,
                    sulla palma dello spazio.

Sillabe sono incandescenze.
Piante, anche:
                     le radici
spezzano il silenzio,
                             i rami
alzano case di suoni.
                              Sillabe:
si intrecciano e sciolgono,
                                     giocano
alle somiglianze e dissomiglianze.

Sillabe:
           maturano in fronte,
fioriscono in bocca.
                            Le radici
bevono buio, mangiano luce.
                                         Linguaggi:
alberi incandescenti
di fogliami di piogge.

Vegetazioni di lampi,
geometrie d’echi:
sul foglio di carta
il poema si fa
                    come il giorno
sulla palma dello spazio.

(da Ritorno, 1976 - Traduzione di Franco Mogni)

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Poesia

DISEGNO DI GIORGIO VICENTINI           

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LA FRASE DEL GIORNO
Poesia e matematica sono i due poli del linguaggio. Al di là non c’è nulla: il territorio dell’indicibile; fra loro, il territorio immenso ma finito della conversazione.
OCTAVIO PAZ, Corrente alterna

3 commenti:

attimiespazi ha detto...


grazie delle gustose proposte..
buona giornata!

-Liolucy

Vania ha detto...

..che giardino!!!:)

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

evviva la poesia e tutti i suoi fiori!

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