martedì 12 giugno 2012

Un vestito di silenzio

 

JULIA UCEDA

LETTERA

La pagina inondata di silenzio.
Qualcuno la comprende?

Scriverei: “Odo
voci di molti uccelli”, o
“È morto dimenticato”, ma
qualcuno può comprendere?

Un vestito di silenzio,
di voci frammentarie.

No, probabilmente:
meglio informazioni precise,
che ne dite?

E la firma, senza data.

Il resto del foglio, meditando in silenzio,
percorso da una penna senza inchiostro,
dalla voce di una muta,
si lascerà guardare.

Forse si capirà…

.

Suppongo che le parole essenziali / che mi esprimono stanno in quelle pagine / che mi ignorano, non in ciò che ho scritto” poetò il grande Jorge Luis Borges nella Rosa profonda. E parlava anche della “ardente e cieca rosa che non canto, / la rosa irraggiungibile”. La poetessa spagnola Julia Uceda (Siviglia, 1925) si pone lo stesso problema: come dire l’indicibile, come esprimere l’ineffabile. La soluzione è nel silenzio, nel non detto, è nel foglio bianco dove l’ossimoro di una “voce muta” viene infine a raccontare quello che le parole non sono in grado di dire.

.

JAN VERMEER, “DONNA CHE SCRIVE UNA LETTERA”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Per me la più piccola parola è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare quella parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un miraggio, un granello di dubbio che scintilla nella sabbia.
PAUL AUSTER, Leviatano

2 commenti:

Vania ha detto...

...la poesia ha i puntini sulle i.

Ciaooo Vania

DR ha detto...

precisa...

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