domenica 29 aprile 2012

Fiori, ali, smeraldi


ARTURO ONOFRI

SCIROCCO


Scirocco, fermo come una barriera
d'ansia, cela all'inverno moribondo
la fanciullezza della primavera
che soffierà miracoli sul mondo.
Il suolo ansa in affanni di miniera,
a svincolarsi dal suo denso pondo:
non luminosità d'erba leggera,
ma brama d'alzar cieli suoi dal fondo.
E nubi immote covano quel turno
d'oro, in cui la vegliante ansia sepolta
possa esalarsi in sonno taciturno,
ridilatando aperta in cieli caldi
l'anima fanciulletta dissepolta,
che già si pensa fiori, ali, smeraldi.


(da Zolla ritorna cosmo, 1927)

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Scirocco, il vento caldo del Mediterraneo che soffia da sud-est e diventa umido strada facendo dai deserti del Sahara alle coste europee attraversando i mari. “Rabido ventare di scirocco che l’arsiccio gialloverde bruci” dice Montale: è vento che sa d’estate e giunge a risollevare gli animi provati dall’inverno. Nel suo odoroso soffio il poeta metafisico romano Arturo Onofri (1885-1928) ravvisa la liberazione, l’uscita dal letargo invernale come di una farfalla che si spogli della sua crisalide per volare finalmente leggera nei cieli azzurri.

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ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA
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LA FRASE DEL GIORNO
O Terra, o Madre, fa’ ch'io più non riesca a pensare / ma ch'io viva soltanto; viva come, d'agosto, / i nidi delle rondini partite verso il mare.

ARTURO ONOFRI, Canti delle oasi

2 commenti:

Vania ha detto...

...la foto direi ok !!!:))

...un dipinto la poesia.:)

Ciaoo Vania

DR ha detto...

volevo rendere l'effetto del vento caldo... qualche filtro applicato e via

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