lunedì 9 aprile 2012

Angelo di letizia

 

CHARLES BAUDELAIRE

REVERSIBILITÀ

Angelo di letizia, conosci tu l'angoscia,
i singhiozzi, le onte, le accidie, i pentimenti,
le notti insonni piene di confusi spaventi,
quando gualcito il cuore come un foglio s'affloscia?
Angelo di letizia, conosci tu l'angoscia?

Angelo di bontà, conosci tu il rancore,
i bui spasimi d'odio, le lacrime di fiele,
le Vendetta che, alzando un lungo urlo crudele,
vittoriosa s'accampa sugli spalti del cuore?
Angelo di bontà, conosci tu il rancore?

Angelo di salute, conosci tu le Febbri
che lungo i muri scialbi dell'ospizio, com'esuli,
van strascicando i piedi, e biascicando tremuli
un po' di sole chiedono, che le scaldi e le inebri?
Angelo di salute, conosci tu le Febbri?

Angelo di bellezza, conosci tu le grinze,
l'orgasmo d'invecchiare, e la disperazione
di leggere un'occulta, orrida devozione
negli occhi ove i nostri occhi avidi un tempo attinsero?
Angelo di bellezza, conosci tu le grinze?

O angelo felice, angelo luminoso,
in fin di vita Davide avrebbe domandato
la salute agli effluvi del tuo corpo incantato,
ma io le tue preghiere solo chiedere oso,
o angelo felice, angelo luminoso!

(da I fiori del male, 1857)

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Sì, ho giocato sul fatto che oggi è il Lunedì dell’Angelo – o di Pasquetta per gli amici del centro-sud – per affrontare questa difficile poesia di Charles Baudelaire (1821-1867), sospesa tra lo spleen e l’ideale e perciò ricca di contrasti: letizia/angoscia, bontà/rancore, salute/febbri, bellezza/grinze. Si può immaginare il poeta nel colmo della notte – è di notte che si parla con gli angeli – con il cuore stropicciato come un foglio di carta, elevare una preghiera che gli consenta di alleviare lo spleen, il disagio esistenziale che lo assorbe. Una speranza dunque, un lampo di luce che sarà però più avanti spazzato via da un altro dei Fiori del male, intitolato L’irreparabile: “Ma il mio cuore, mai visitato dall’estasi, è un teatro in cui si attende sempre, sempre invano, l'Essere dalle ali di velo”. Noi invece restiamo aggrappati alle ali di questo angelo felice, angelo luminoso: Buon Lunedì di Pasquetta.

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ABBOTT HANDERSON THAYER, “ANGEL”

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LA FRASE DEL GIORNO
Angelo bello, sensitiva forma, / ch'hai cento bocche ed una bocca sola. / Non scorgi tu come le nostre ore / scivolan via dal tuo quadrante colmo, / ove girano i numeri del Tempo / incisi tutti quanti in un sol peso / greve e concreto, quasi che, sbocciando, / tutte l'ore, per noi, fossero ricche / di una ricchezza sola? / Angelo, tu di pietra che ne sai / del nostro umano vivere nel mondo?
RAINER MARIA RILKE, Nuove poesie

3 commenti:

Vania ha detto...

"Noi invece restiamo aggrappati alle ali di questo angelo felice, angelo luminoso: Buon Lunedì di Pasquetta."

..perfetto!!:)

...non mi è mai paciuto questo angelo in foto ...che ho visto parecchio in giro per internet...lo sguardo...non mi piace.:(....:))
ciaooo Vania

DR ha detto...

l'unico angelo decente dei Preraffaeliti che ho trovato... Mi serviva un angelo-femmina di questo tipo per illustrare la poesia

Federica ha detto...

Baudelaire, uno dei miei poeti preferiti di sempre... .
Buona Pasqua e Pasquetta (in ritardo).
Faith

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