sabato 10 luglio 2010

La fortezza di Fenestrelle

«Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle».

Così scriveva Edmondo De Amicis nel 1904 in “Alle porte d’Italia”. Parlava del Forte di Fenestrelle, una fortezza che si estende per tre chilometri con un dislivello di 635 metri e che occupa 1.300.000 metri quadrati con i suoi tre forti, con le sette ridotte e i 28 risalti collegati da due scale – una coperta di 4.000 gradini e una di 2.500 – e da 14 ponti.

- Il Palazzo degli Ufficiali -

Il Forte, che si trova nella parte più occidentale del Piemonte, a pochi chilometri dal confine francese, è una struttura serpentina degna del buzzatiano “Deserto dei Tartari”: costruito infatti per essere il corpo di guardia della Val Chisone nel 1727, pure non vi fu combattuta nessuna battaglia, a dispetto dei tre milioni di colpi di cannone che poteva sparare e dei cinque ponti levatoi che consentivano ai soldati di spostarsi agevolmente da una postazione all’altra. Si possono visitare anche le cucine, con i forni dove si cuoceva il pane, e la ghiacciaia, che veniva riempita con la neve impastata a paglia perché si potesse conversare nelle brevi estati montane. Il Palazzo degli Ufficiali ospita oggi gli uffici del Forte e il Museo del 3° Reggimento Alpini. Il Palazzo del Governatore è sede di mostre oltre alla permanente “Gli animali del Governatore”.

- La camera di prigionia del Cardinal Pecca -

Il lato oscuro del Forte di Fenestrelle è quello di carcere: sotto la dominazione napoleonica vi fu rinchiuso il cardinal Bartolomeo Pecca, segretario di papa Pio VII. Nel 1790 vi prestò servizio anche Xavier De Maistre, autore di “Viaggio intorno alla mia camera”. Vi passarono, nobili, monarchici, oppositori di Bonaparte, ecclesiastici. Tornato ai Savoia, ospitò prigionieri politici, carbonari e liberali. Nel 1863 divenne campo di concentramento, il primo lager italiano, a danno dei soldati papalini e napoletani catturati dai piemontesi. Tornò a essere carcere per oppositori – nel 1883 vi transitò anche Vincenzo Gioberti  - fino al 1920, persa ormai la sua importanza strategica: le sue armi furono smantellate durante la I Guerra Mondiale e furono inviate sul fronte orientale. Gli ultimi fuochi furono sussulti partigiani nel 1944, poi il degrado e la rovina, fino al 1990, quando l’Associazione Progetto San Carlo – una onlus formata da soli volontari – iniziò a prendersi cura del Forte e a portarlo agli splendori odierni.

- La scala coperta -

Però, lì nella Piazza d’armi, mentre soffia il vento fresco delle montagne, pare, come parve al De Amicis «di sentire ruggire di sotto le batterie, o di veder tra le casematte rimbalzar le granate degli assedianti sollevando tempeste di schegge, e soldati boccheggiar per le scale, e giù nella valle, e poi fianchi del monte, saltar in aria cassoni d'artiglieria, e masse di truppa sbaragliarsi urlando per i boschi, sparsi d'affusti stritolati e di membra umane».

Niente paura: una sosta al Café des Forçats ci ristorerà… allora, pronti alla visita? Scarpe comode e maglie da indossare nei sotterranei.

 

FORTEZZA DI FENESTRELLE

Indirizzo:    Via del Forte – 10060  FENESTRELLE (TO) 
Telefono:    0121.83.600 
Fax:    0121.88.4642
  E-mail:    info@fortedifenestrelle.com

Da Settembre a Giugno
Lun - Giov - Ven - Sab - Dom: 09.00-18.00
Luglio e Agosto tutti i giorni con il medesimo orario.

COME ARRIVARCI: dalla tangenziale di Torino imboccando a Stupinigi la SS23 del Sestriere oppure l'autostrada di recente costruzione passante per Orbassano/Volvera. Dalla val di Susa immettersi sulla SS24 direzione Cesana Torinese quindi seguire la SS23 direzione Sestriere e proseguire verso Fenestrelle.

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LA FRASE DEL GIORNO
Buona guardia, vecchio gigante solitario. — Ma non è già solitario il vecchio gigante. La sua solitudine non è che apparenza. Egli ha delle corrispondenze segrete e degli accordi misteriosi.
EDMONDO DE AMICIS, Alle porte d’Italia

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