“Ho lasciato una lingua che abitavo per una lingua che abita me. Guardo il francese, ma lancio uno sguardo all'arabo. Strabismo letterario, bigamia? Sogno di unirli nello stesso stampo, di scrivere il francese da destra a sinistra». Venus Khoury-Ghata, poetessa e scrittrice franco-libanese scomparsa a Parigi il 28 gennaio, rivendicava alla sua francofonia le origini orientali come una vena profonda. Nata in Libano, considerava la letteratura un “passaggio di frontiera a ogni frase”: le sue poesie, scrive Marilyn Hacker, ”esplodono in sequenze narrative riassemblate in un mosaico o in un labirinto in cui lettore, trova il filo di Arianna che le collega”.
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IMMAGINE © TV5MONDE
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COME SCRIVERE UNA POESIA
Invita un uccello sulla tua pagina,
fallo seguire dalla sua ombra
da un albero
e da qualche foglia morta
Chiedi al vento seduto a margine
di soffiare tra le righe
da destra a sinistra
da sinistra a destra
guidandolo in una sarabanda selvaggia
di vocali e consonanti
virgole e punti esclamativi
Aspetta che la tempesta finisca
poi collega l'uccello alla scrittura
la scrittura all'ombra
l'ombra all'albero
che scuoterai vigorosamente
La tua poesia cadrà come un frutto ai tuoi piedi
(da La voce degli alberi, 1999)
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NESSUNO VOLEVA CREDERGLI
Nessuno voleva credergli
al freddo,
le sue parole diventavano pietre
le lanciò nei loro occhi
che si incrinarono come vetri colorati
e poi si svuotarono degli sguardi
lanciate contro un cuore,
le stesse parole gli ritornavano
ma macchiate di sangue.
prese le parole sui palmi,
soffiò sulla carne delle lettere
e, quando aprì le mani per parlare,
ne uscì solo nebbia
(da Chi parla del gelsomino, 1980)
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LA FRASE DEL GIORNO
Ho conosciuto la povertà e ho conosciuto l'opulenza, e dopo la ricchezza so di essere nel bisogno solo quando non scrivo. Quando non scrivo sono infelice. Alla fine della giornata mi chiedo: cosa hai scritto oggi?
VENUS KHOURY-GHATA, Jacket 2, n. 18 – Agosto 2002
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Venus Khoury-Ghata (Bcharre, Libano, 23 dicembre 1937 – Parigi, 28 gennaio 2026), poetessa e scrittrice franco-libanese. Dopo aver studiato alla Scuola Superiore di Lettere di Beirut, ha lavorato come giornalista e ha ottenuto il riconoscimento per il suo talento di scrittrice quando ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, I volti incompiuti, nel 1966.


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