mercoledì 20 luglio 2011

Il flash sotto il cotone

 

ADAM ZAGAJEWSKI

SENZA FLASH

Senza flash! 
(esclamazione che si ode ogni minuto nei musei italiani)

Senza fiamma, senza notti insonni, senza ardore,
senza lacrime, senza una forte passione, senza convinzione,
così continueremo a vivere; senza flash.

Tranquilli e calmi, docili, assonnati,
le mani macchiate dall’inchiostro dei quotidiani,
i volti unti di crema; senza flash.

I turisti sorridono nelle loro camicie linde,
Herr Lange e Miss Fee, Monsieur, Madame Rien
entrano nel museo; senza flash.

E stanno davanti a un Piero della Francesca dove
Cristo, quasi folle, esce dalla tomba,
risorto, libero; senza flash.

E forse allora accadrà qualcosa di imprevisto:
si scuote il cuore, nascosto sotto il cotone liscio,
cala il silenzio, scatta il flash.

(da Lienzo, 1990)

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Partiamo dall’epigrafe, che poi è quella che dà il senso di lettura a questi versi del poeta polacco Adam Zagajewski (Lvov, Ucraina, 1945): il titolo di questa poesia è in italiano, e infatti quel “Senza flash” è una frase che spesso sentiamo nei musei di casa nostra – mi è capitato anche nel peraltro illuminatissimo Museo Archeologico di Agrigento. I nostri amministratori hanno il sacro terrore che la luce millesimale dei flash possa danneggiare le pregevoli opere d’arte collezionate nelle gallerie. Ma cos’è il flash che scatta come una liberazione nella chiusa di questa poesia? È l’emozione, quella che nessun solerte custode di museo può fermare: l’emozione che dà l’arte, quel magico tocco misterioso che l’autore ha saputo imprimere al dipinto, alla scultura. In una parola, ancora una volta, la poesia.

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Piero della Francesca, “Resurrezione”, Sansepolcro, Museo Civico

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LA FRASE DEL GIORNO
I poeti amano ammirare la bellezza.
ANDREA CAMILLERI, Il tailleur grigio

1 commento:

Vania ha detto...

...bella da leggere.
ciao Vania

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