domenica 14 novembre 2010

Dono dell’avara infanzia

 

SERGIO SOLMI

SE PUR FATICHE E SOGNI

Se pur fatiche e sogni
e la mesta ubbidienza me malvivo
fanno, e rare tue fronde, poesia,
un'ultima gaiezza mi soccorre
e brevemente il mio deserto illude.
Sorriso estremo, labile
zampillo d'acque che dal perso tempo
smorzato appena insorge, e i duri raggi
del dispietato sole di mia vita
fa un attimo brillare,
ultimo dono dell'avara infanzia,
questo: giocare.
 
(da “Fine di stagione”, Carabba, 1933)

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Ecco ancora il bambino che è in noi, quello tanto rimpianto da Guido Gozzano, quello inseguito dalla disperazione di Cesare Pavese. Il tempo spensierato dell’infanzia che emerge dal ricordo e sorprende un poeta, allora trentenne: Sergio Solmi (1899-1982), fine intellettuale che nei suoi versi tende spesso a un’improvvisa liberazione dalla realtà, al raggiungimento di una felicità del vivere: “Lasciami il delirante desiderio / che si gonfia in miraggi / e il timido sangue che s’agita ad ogni / soffio” dice ad esempio in “Preghiera alla vita”.

Non so se avete visto il film francese “Il favoloso mondo di Amélie”. Comunque, in una scena, la sognante Amélie scopre fortuitamente in un nascondiglio del suo appartamento una scatola con i giochi che erano appartenuti tanto tempo prima ad un ragazzo. Indaga presso i vecchi inquilini dello stabile e riesce a rintracciarlo; gli fa ritrovare la scatola in una cabina telefonica. L’emozione di quell’uomo è indescrivibile: è il tempo che si racchiude su se stesso. Ecco, questa emozione, che a tutti noi capita qualche volta di provare ritrovando oggetti o immagini del tempo che fu, è quella che Solmi descrive efficacemente.

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Mary G. Smith, “Watch that window”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il bambino fruisce di una meravigliosa ignoranza, non sospetta la fugacità dei propri privilegi. Si nutre di scoperte, procede secondo il desiderio, riposa nel sogno. Disperato dal peso che andrà facendosi sempre più greve, dei ricordi, dei rimpianti e dei rimorsi, avanza guidato dall'immaginazione istintiva. Per lui il Bene è ciò che è gradevole, il Male è il dolore. Vive, come Adamo ed Eva, nella pienezza dell'Eden.
MAURICE DENUZIÈRE, Louisiana

4 commenti:

Sonia ha detto...

Bellissima poesia e bellissimo il commento...quanto è vero,è capitato anche a mè....
Ciao,a presto...Sonia

DR ha detto...

Grazie... quando capita, si prova un'emozione grandissima, il tempo sembra subire un salto

Vania e Paolo ha detto...

..uno dei miei film preferiti...vedere SEMPRE con gli occhi di un bambino..una fortuna.

oggi....prima...
http://dinostramano.blogspot.com/2010/11/ragnatela-cucito-creativo.html
:))
ciaooo Vania

DR ha detto...

"Amélie e il tempo delle mele"... :-)

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