sabato 18 settembre 2010

L’attaccapanni di Lucía


LUCÍA RIVADENEYRA

SOLIDARIETÀ

Mi sono affezionata all'attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.

È il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non ti dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.

L'attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade.

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Una marcata linea d’erotismo percorre le poesie della messicana Lucía Rivadeneyra, come abbiamo visto in “Suonando i tuoi silenzi”.  L’assenza dell’amato, la sua mancata presenza nella casa, nel letto, nel corpo, diventa sofferenza: “Vestita della tua assenza” dice in un’altra poesia, “Offerta”, e in altri versi parla del “mio disabitato corpo”.

L’attaccapanni diventa quindi un complice silenzioso, figura che condivide con la donna il dolore del distacco ma anche i sogni più segreti.

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 image

Fotografia © Letti Cosatto

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LA FRASE DEL GIORNO
Una donna di mare ama i naufraghi del sogno.

LUCÍA RIVADENEYRA, Ventagli

3 commenti:

Asia ha detto...

Grazie Renoir, è un testo che ha acuito la mia sensibilità. asia

Vania e Paolo ha detto...

...uno scritto che non lascia di certo indifferenti...alcuni "animi".

...incredibilmente...banale/intensa.
ciao Vania

DR ha detto...

La Rivadeneyra ha questo stile piano, semplice, immediato, quasi prosastico. Ma lo illumina con i suoi fuochi d'artificio, come quel verso splendido delle asole a cui abbottona i sogni.

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