domenica 29 agosto 2010

Ricette letterarie - 11

Polipi alla napoletana


ANDREA CAMILLERI

Un mese con Montalbano

"Che voli mangiari?"
"M'hanno detto che lei sa fare benissimo i polipi alla napoletana."
"Giusto dissero."
"Li vorrei assaggiare."
"Assaggiare o mangiare?"
"Mangiare. Ci mette i passuluna di Gaeta?"
Le olive nere di Gaeta sono fondamentali per i polipi alla napoletana.
Filippo lo taliò sdignato dalla domanda.
"Certo. E ci metto macari la chiapparina."
Ahi! Quella rappresentava una novità che poteva rivelarsi deleteria: non aveva mai sentito parlare di capperi nei polipi alla napoletana.
"Chiapparina di Pantelleria" precisò Filippo.
I dubbi di Montalbano passarono a metà: i capperi di Pantelleria, aciduli e saporitissimi, forse ci stavano o, nell'ipotesi peggiore, non avrebbero fatto danno.
Prima di muoversi verso la cucina, Filippo taliò negli occhi il commissario e questi raccolse il guanto di sfida. Tra lui e Filippo, era chiaro, si era ingaggiato un duello. Uno che di cucina non ne capisce, potrebbe ammaravigliarsi: e che ci vuole a fare due polipetti alla napoletana? Aglio, oglio, pummadoro, sale, pepe, pinoli, olive nere di Gaeta, uvetta sultanina, prezzemolo e fettine di pane abbrustolito: il gioco è fatto. Già, e le proporzioni? E l'istinto che ti deve guidare per far corrispondere a una certa quantità di sale una precisa dose d'aglio?

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Come il Carvalho di Manuel Vázquez Montalbán, anche il commissario di Vigata che Camilleri ha battezzato in onore del romanziere catalano, è un buongustaio. A differenza dell’altro, Montalbano però non cucina: si fa preparare pranzetti appetitosi dalla cammarera Adelina, dal trattore Enzo o da altri ristoratori. Qui ne incontra uno nuovo, attirato da un “pezzo di tavola, inchiovato per storto su un palo, sul quale era stato scritto malamente a mano: da Filippo che si mancia bene”. Montalbano entra “in quella solitaria casuzza a un piano” dove il cuoco sta guardando un film alla televisione, si siede e aspetta una decina di minuti che giunga la pubblicità a interrompere la visione. Avviene allora la scena descritta, e Filippo va in cucina a preparare la pietanza. Ma, mentre Montalbano attende, entrano due uomini armati che lo minacciano, e lui riesce solo a pensare “Ora questi m’ammazzano e addio polipetti”. Invece uno dei due colpisce l’altro con un mattarello, ordina al commissario di non muoversi e inscena un conflitto a fuoco sparando contro il muro prima di portarsi via il socio svenuto. Il cuoco Filippo è terrorizzato. Montalbano lo schiaffeggia e gli grida: “Forza, che i polipetti s’abbrusciano!” In realtà Filippo è un ottimo cuoco e il commissario può leccarsi le dita… Alla vicenda della sparatoria può pensare dopo, con calma, ritornando in auto verso la casa di Marinella…


LA RICETTA: POLIPI ALLA NAPOLETANA

occorrono:image

un polipo di mezzo chilo
due spicchi d'aglio
una manciata di pinoli
due pomodori pelati
una manciata di olive nere di Gaeta
una manciata di uvetta sultanina
un cucchiaio di capperi di Pantelleria
sale e pepe
olio di oliva

Il polipo, privato di bocca, occhi e vescica, va intenerito sbattendolo, poi pelato, lavato e fatto a tocchetti. In una casseruola si soffriggono olio, aglio, e prezzemolo e si aggiungono i pezzetti di polipo, cuocendoli a fuoco lento. Si aggiungono i pinoli pestati, i capperi, i pomodori, l’uvetta e le olive, sale e pepe a piacere. Cuocere per mezz’ora e servire con pane tostato.

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imageFotografia © Movieplayer.it

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LA FRASE DEL GIORNO
Nascendo, l'uomo ha ricevuto dal suo stomaco l'ordine di mangiare tre volte al giorno, per recuperare le forze che gli tolgono il lavoro e più spesso la pigrizia.
ALEXANDRE DUMAS PADRE

2 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

...ho visto l'altro giorno una tua ricetta letteraria, latte fritto...che prima o poi farò....questa deve essere buona...ma per me niente uvetta...passino i pinoli :)...non mi piace mischiare il dolce con il salato....o è dolce o salato...i mix...nella cucina proprio non mi vanno.

...molto bella l'idea di proporre questo tipo di post.
ciaooo Vania

DR ha detto...

L'idea mi è venuta proprio leggendo Camilleri, anche se la prima che ho pubblicato è stato il "casio in pastelletto" del Nome della Rosa... quando trovo una ricetta leggendo, la copio e la metto tra i post da scrivere.

L'agrodolce mi piace ogni tanto, anche se io sono più per il salato: il massimo sono la giardiniera o i cetrioli in agrodolce, la tacchinella farcita con castagne tipica del Natale. Buone le sarde in saor, ma io odio le cipolle!

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